Ecco la pax leghista: Bossi ruba il palco a Maroni

Il leader a sorpresa a Varese, l’ex ministro ne approfitta: "Umberto, caccia chi mi vuol cacciare". Ma il Senatùr in privato lo processa: "Fa come Fini"

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Si comincia con un quarto d’ora di video amarcord. Umberto Bossi e Roberto Maroni che si parlano, si abbracciano, scherzano, sorridono. Si intendono. Immagini dell’ultima Pontida in cui l’allora ministro dell’Interno fu acclamato «presidente del Consiglio». Maroni che ricorda la notte del 1979 che «mi ha cambiato la vita»: quella dell’incontro con quel matto di Bossi. È il preludio del grande abbraccio, della pace tra Bossi e Maroni. Nell’incontro pubblico di Varese organizzato immediatamente dopo il veto bossiano emanato e ritirato contro i comizi di Maroni, ecco i due leader affacciarsi assieme sul palcoscenico del teatro Apollonio di Varese, uscire dalle quinte a braccetto, salutare i 1.500 leghisti accorsi a osannare Bobo.
«Io sono della Lega e la Lega è la mia casa - esordisce Maroni - ma qualcosa stasera devo dirlo. Questa serata nasce da una cosa brutta, un ordine a non partecipare a incontri pubblici come questo. Mi ha ferito profondamente perché l’ho sentita ingiusta, una punizione. Ma il dolore è durato poco, perché immediatamente si è scatenata una reazione strepitosa dei militanti. Ho sentito affetto e vicinanza dal popolo padano. Ho ricevuto oltre 400 richieste di incontri pubblici nella Padania. Pensavo di farmi aiutare dal mio sosia di Striscia la notizia... Terrò fede a tutti. La presenza di Bossi, un po’ a sorpresa, in una serata nata in fretta è la dimostrazione che questa cosa brutta non è venuta da lui ma da qualcun altro. Con affetto e fermezza dico che sono stufo di subire processi sommari quotidiani. Dicono che sono un traditore in cerca di visibilità, invidioso di uno che abita a Busto Arsizio...». Reguzzoni non viene nemmeno citato. «Umberto, ti faccio un appello - dice Maroni - queste cose che si dicono rompono l’unità della Lega. Non esistono maroniani e bossiani: esistono i leghisti. Questa serata dimostra l’amore dei militanti per te e la Lega. Queste cose non sono più sopportabili. Basta. È inaccettabile che chi si impegna venga sottoposto a queste nefandezze fatte circolare per cacciarmi dalla Lega. Chi lo dice dev’essere cacciato». È l’apoteosi. Il pubblico esplode in un «fuori-fuori». La strategia è chiara: Maroni è più bossiano del «cerchio magico», dei presunti fedelissimi. L’obiettivo dell’ex uomo del Viminale non è impallinare il leader indiscusso, ma i suoi scherani.
Le truppe maroniane si sono mobilitate da tutto il Nord Italia: da Bergamo dovevano venire con un pullman, poi annullato per dissimulare la capacità organizzativa dei frondisti. L’attesa è andata crescendo rapidamente; sui social network i militanti si sono dati appuntamento prima di cena per garantirsi il posto a sedere. E in effetti quella del teatro Apollonio era una sorta di «prima»: l’ouverture dell’alternativa a Bossi, il primo tempo della rivoluzione dopo la «fatwa».
Varese è la città di Maroni (oltre che dello stesso Bossi e di Mario Monti) e il suo feudo di fedelissimi, tutti schierati nelle prime file. Il sindaco Attilio Fontana e il presidente della Provincia Dario Galli sono sul palco. Da Bergamo si sono mossi i fedelissimi del parlamentare Giacomo Stucchi. Da Brescia è arrivata la frangia insofferente a Renzo Bossi, il figlio del Senatùr che lì ha preso i voti per entrare in consiglio regionale. Da Roma, invece, nel pomeriggio è partita la pattuglia di 17 deputati maroniani, tra cui Grimoldi, Dussin, Buonanno e Pini, che per essere a Varese hanno evitato di votare la mozione leghista (bocciata) sull’immigrazione. Auto anche da Piemonte e Veneto, dove il governatore Luca Zaia ribadisce che le posizioni di Maroni non sono diverse dalle richieste della base, e dove il sindaco di Verona Flavio Tosi, testa di ponte di Bobo nel Nordest, non rinuncerà a ricandidarsi in primavera con una sua lista affiancata a quella del Carroccio nonostante i divieti dei «cerchiomagisti». Da Tosi frecciate anche ieri: bisogna fare i congressi, ha detto, e votare i leader, compreso il capogruppo alla Camera Marco Reguzzoni, il cui posto fa gola a Maroni ed è il grande imputato della serata.
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COMMENTI

11 commenti su  1  2  3   pagine dal più vecchio | dal più recente
#11 Memphis35 (1020) - lettore
il 19.01.12 alle ore 16:03 scrive:
I teatrini interni non ci incantano. Lega patetica.Ha clamorosamente ceffato sull'immigrazione della delinquenza tunisina. Quanto a Maroni, dobbiamo ringraziarlo per la permanenza definitiva di tanti puscher nordafricani sul nostro territorio con l'improvvida concessione di proroghe semestrali dei permessi di soggiorno. Consiglio al "miglior ministro dell'interno" di farsi un giro a Sanremo, quartiere Pigna.
#10 iome54 (75) - lettore
il 19.01.12 alle ore 12:55 scrive:
Maroni č la quinta colonna della sinistra. La sua linea politica consistente nel voler correre da soli regalerą il Nord e l'Italia ai compagnucci
#9 Massimo di Sanrocco (26) - lettore
il 19.01.12 alle ore 12:47 scrive:
Non esiste una Lega vecchia e una Lega nuova. E' sempre la solita Lega, che ha fallito ogni suo programma e che si e' omologata perfettamente a "Roma ladrona" diventando perfino peggio. Dalla defenestrazione del prof.Miglio si e' trasformata in una sanguisuga vorace di poltrone e prebende. Ora, con un salto mortale si tenta di rifarsi una verginita'. E' solo teatrino tra due parti: una tenuta al guinzaglio da Berlusconi e un'altra che vorrebbe avere le mani piu' libere da Bossi & Trota. Sveglia leghisti perbene !
#8 Luigi1671 (87) - lettore
il 19.01.12 alle ore 11:50 scrive:
Paragonare Maroni a fini č offensivo per chiunque abbia un minimo di obiettivitą e di serietą. Maroni č un uomo, con i suoi molti pregi (come ben dimostrato dalla sua permanenza al Viminale) ed eventuali limitati difetti. L'altro invece č un losco individuo che, non contento di aver tradito il suo partito, il governo e gli elettori, ha poi ampiamente mostrato la sua vera natura di squallido opportunista con la nota vicenda della casa di Montecarlo, da lui brillantemente sottratta agli aventi diritto, e la sua promessa (non mantenuta) di dimissioni.
#7 IoSperiamoCheMeLaCavo (369) - lettore
il 19.01.12 alle ore 11:40 scrive:
Non penso proprio che bossi abbia detto una cosa del genere e non lo reputo cosi scemo e idiota come qualcun'altro che ha buttatto al vento un maggioranza schiacciante con un calcolo politico completamente sbagliato (cacciare Fini). Ma nel caso fosse vero cacciando Maroni Bossi farebbe la stessa fine di un'altro politico e partito, sfasciandosi e alle prossime elezioni prenderebbero meno della destra di Starace. Bossi ascolta Maroni, caccia i consiglieri attaccati alle poltrone di Roma e segui la strategia della legalitą tracciata da Maroni. Non vogliamo piu' casi cosentino. Via la feccia dal parlamento senza se e ma, solo se si continuerą su questa strada gli altri partiti non candiderranno piu' i penati, papa, mikanese e cosentino per citare gli ultimi ma la lista é lunga nel csx come nel PDL.
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