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 INTERNI
domenica 21 giugno 2009, 08:00

"La pillola abortiva? Non è sicura, troppe morti sospette"

Intervista al sottosegretario al Welfare, Eugenia Roccella: "Sulla RU 486 ci vuole massima chiarezza, ne va della salute quando si sceglie l'aborto farmacologico. I preservativi a scuola non risolvono il problema"

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La tanto discussa pillola abortiva, la Ru 486, sta per essere commercializzata anche in Italia, mentre i preservativi entrano nelle scuole superiori di Roma con tanto di distributori automatici. Una rivoluzione etica e culturale che coinvolge la sfera sessuale di donne e giovani. Ma il sottosegretario al Welfare, Eugenia Roccella, rifiuta le iniziative, inutili o pericolose. Tanto che sulla Ru 486 lancia la sua battaglia di trasparenza. «Quella pillola non è sicura. Ci sono state troppe morti sospette e le donne devono saperlo».
Ma il ministro Ferruccio Fazio ne ha annunciato la commercializzazione entro la fine dell'estate.
«Ha solo fatto una previsione sui tempi dell’Aifa, l’ente di farmacovigilanza. Non ci sono divergenze tra noi».
Lei però ha sollevato un problema di sicurezza.
«La casa farmaceutica che produce la pillola ha confermato 29 morti di persone che l’hanno usata».
Come si mette in vendita un farmaco così sospetto?
«Me lo domando anch'io. Infatti ho chiesto un parere tecnico dall'Aifa».
Ma fonti informali dicono che la Ru ormai entrerà nei circuiti di vendita: è già stato stabilito il prezzo.
«Ho già chiesto all'Aifa di rendere pubblica la procedura di approvazione della pillola abortiva. Voglio la massima trasparenza, per far capire alle donne a che cosa concretamente vanno incontro quando scelgono l'aborto farmacologico».
Sente puzza di bruciato?
«Trovo pesante che si proceda come se niente fosse. Inoltre, in queste statistiche di decessi non ci sono dati provenienti da Cina e India, dove la Ru è molto diffusa».
Quindi, secondo lei, le morti sono di più?
«Le donne quando vanno ad abortire sono molto fragili e difficilmente fanno causa se qualcosa va male, un po' per motivi psicologici, un po' per pudore. Anche i familiari sono restii a denunciare il caso se una donna muore. Inoltre si è diffusa la convinzione che abortire in questo modo sia espressione di modernità, di emancipazione».
Così si muore e i medici insabbiano?
«In California sono state smascherate diverse morti sospette solo dopo che il padre di Holly Patterson, una diciottenne deceduta dopo aver usato la Ru, è riuscito a vincere la sua battaglia legale. In un altro caso, il marito di una donna morta a causa della pillola, è riuscito a provare il nesso solo dopo un'autopsia privata».
Ma perché si spalleggia tanto l'aborto farmacologico?
«La mia impressione è che sia un farmaco con una pesante valenza ideologica. E in Italia il suo rischio potrebbe essere valutato in modo meno obiettivo rispetto ad altri farmaci. Invece, non vanno fatte ipoteche ideologiche. Qui c'è di mezzo la salute delle donne».
Cosa ne pensa dei distributori di condom nelle scuole?
«I preservativi si trovano dappertutto. Credo che non sia il modo giusto di affrontare l'emergenza educativa tra i giovani».
E quale sarebbe il modo giusto?
«Aiutare la famiglia a riacquistare la sua capacità educativa che si è fortemente indebolita».
Non sarebbero utili i corsi di educazione sessuale nelle scuole?
«Questa è una visione statalista. Non si può sostituire un rapporto di relazione e fiducia tra figli e genitori con un corso in cui si spiegano cose che i ragazzi magari già sanno. Il problema è più sottile, è l'educazione alla responsabilità, anche in campo sessuale, che va svolta all'interno della famiglia».
15 commenti su  1  2  3   pagine dal più vecchio | dal più recente
#15 Silvio Viale (1) - lettore
il 22.06.09 alle ore 0:19 scrive:
Con il piglio dell’integralismo militante la Roccella è convinta che OMS, EMEA, FDA, RCOG, ANAES e via dicendo, siano tutti in combutta con il Population Council e la Exelgyn per diffondere la RU486 e nascondere la verità. Potrebbe essere la trama di un romanzo sul filone del Codice Da Vinci o di Angeli e Demoni, ma più in concreto è l’indice di un accanimento patologico. Il giudizio autonomo dell’AIFA è stato positivo nel marzo del 2008 e non ne temo uno nuovo, poiché in questi anni di polemiche la RU486 si è dimostrata sempre più sicura, le indicazioni si sono estese e gli studi si sono estesi ad altri campi della medicina. Negli USA, superato il milione di aborti, una relazione della FDA al Senato nell’agosto scorso (c’era ancora Bush!) ha escluso una relazione tra la RU486 e i sei decessi segnalati. Venti anni in Francia, UK, Svezia e CINA parlano da soli. Sono già 4000 gli aborti in Italia con al RU486. Perché non lasciare ai medici la decisione? Io non ho paura.
#14 patroclo7 (79) - lettore
il 21.06.09 alle ore 14:28 scrive:
Ci vuole una bella faccia tosta per sospettare che la ru486 goda di favori ideologici, proprio da parte di coloro che la rifiutano perché "banalizza il dolore delle donne": se non è una motivazione ideologica questa! In effetti le morti, secondo gli stessi studi citati, sono dovute ad un irresponsabile uso extraospedaliero della pillola in alcuni paesi. Al contrario è indispensabile che gli aborti, chimici o chirurgici, avvengano in una struttura protetta sotto diretto controllo medico. Ma infatti così avverrà in Italia, perché la legge 194 già impone che qualsiasi aborto avvenga esclusivamente in ospedale. La Roccellla invece insinua, per ragoini ideologiche, l'idea che qualcuno la possa o la voglia distribuire liberamente in farmacia, magari come farmaco da bando: cosa che è appunto già vietata da una legge che, su questo punto, nessuno vuole cambiare.
#13 pajoe (156) - lettore
il 21.06.09 alle ore 14:21 scrive:
I preservativi in Italia costano il doppio che negli altri Paesi, questo è il motivo perchè i nostri giovani li usano poco, sia le donne che gli uomini,per chi non lo sapesse, almeno all'estero esistono anche quelli ad uso delle donne. Pura retorica quella del sottosegretario Roccella , la pillola del giorno dopo veniva distribuita gia' nelle scuole superiori di Scandinavia, USA, Canada e Gran Bretagna già a metà degli anni 60, mentre i preservativi ci sono sempre stati ed ovunque. Il problema è che in Italia costano piu' del doppio che negli altri Paesi ed è su questo che bisognerebbe fare pressioni da parte delle Associazioni Consumatori.La Onorevole Signora in questione parla di affrontare l'EMERGENZA EDUCATIVA dei giovani, aiutare la famiglia fortemente indebolita etc..... Nemmeno la Rosy Bindi anni 70 sarebbe scese a queste oscurantiste esternazioni, Sveglia On Roccella! Siamo nel 2009!
#12 dario rubes (143) - lettore
il 21.06.09 alle ore 13:37 scrive:
" Il problema è più sottile" Parole sante, talmente sottile che solo la testa di Eugenia Roccella ( chi?) ce lo può spiegare. Ma tornatene a fare la femminista!
#11 Tobi (183) - lettore
il 21.06.09 alle ore 13:37 scrive:
Ringrazio di cuore la Roccella, perché, dati alla mano, difende la salute delle donne. Provo invece profonda indignazione invece per quel branco di laicisti, ideologisti ed anticlericali che, per motivi ideologici e senza curarsi di approfondire e di conoscere ciò di cui nulla sanno (e senza dati alla mano), sono sempre pronti a gridare contro quelle persone che hanno veramente a cuore gli altri e si prodigano per il bene di tutti.
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