La ricetta di Berlusconi per l’ecologia

Pubblichiamo l'intervento di Silvio Berlusconi contenuto nel libro "Guida ai green jobs" di Tessa Gelisio e marco Gisotti, Edizioni Ambiente

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Pubblichiamo l'intervento di Silvio Berlusconi contenuto nel libro "Guida ai green jobs" di Tessa Gelisio e marco Gisotti, Edizioni Ambiente

La conservazione dell’ambiente e lo sviluppo economico non sono più formule in contraddizione tra loro. Infatti, nei diversi settori produttivi, grazie alle nuove tecnologie, è ormai possibile coniugare la ricerca del profitto con la tutela degli ecosistemi. D’altronde, da tutte le crisi economiche (e quella in corso è la più violenta da ottanta anni) il mondo occidentale è sempre uscito con la sperimentazione di nuove strade e con l’innovazione.
Lo stesso sta avvenendo nella difficile congiuntura economica in atto, in cui va registrato l’importante sviluppo delle tecnologie ambientali (che sono alla base della green economy). Tutto ciò è un progresso tecnico che si accompagna a un altro fattore di novità: la maggiore responsabilità per le condizioni del pianeta. Si tratta di due elementi – l’uno scientifico e l’altro culturale – che per la prima volta fanno dell’ambiente non un elemento di ostacolo all’attività economica ma al contrario un veicolo in grado di favorire la ripresa. La green economy è infatti senza dubbio la nuova frontiera della crescita economica del XXI secolo. Si apre, dunque, una fase in cui la conservazione delle bellezze del nostro pianeta e il pieno rispetto dell’ambiente non saranno un freno allo sviluppo della società umana. Nella nuova epoca della green economy, infatti, la tutela degli ecosistemi avverrà lungo un cammino lastricato di realismo e concretezza.
Si tratta di una nuova impostazione che sarà possibile grazie alle tecnologie a disposizione e a un approccio più pragmatico. D’altro canto, il fondamentalismo ambientalista ha fallito: non ha dato risultati concreti e in Italia ha condotto alla mancata realizzazione di infrastrutture fondamentali, a cominciare dalle centrali nucleari e dai termovalorizzatori. La stagione del dogmatismo verde ha danneggiato la società senza preservare l’ambiente. Sul tema, il nostro governo userà tutti gli strumenti per favorire lo sviluppo della green economy evitando qualunque pericolosa distorsione ideologica.
Posso dunque garantire che, così com’è avvenuto nel G8 a L’Aquila, l’Italia saprà essere in prima fila anche nelle politiche internazionali per l’ecologia e contro i cambiamenti climatici. E questo avverrà senza che le future decisioni ci danneggino. Nelle recenti trattative in ambito europeo, il governo, pur senza pregiudicare gli obiettivi di riduzione delle emissioni, ha evitato che si verificasse un impatto pesantissimo sull’economia nazionale con la penalizzazione dei nostri distretti manifatturieri.
È perciò evidente che la via da seguire non è quella di colpire e deprimere le attività imprenditoriali con astratti obiettivi di contenimento dei consumi. È decisamente più efficace favorire la riconversione dei processi produttivi, sostenere la ricerca tecnologica e incentivare gli investimenti. Senza un pieno e convinto coinvolgimento del tessuto produttivo non può essere attuata alcuna politica di salvaguardia ambientale. E infatti il nostro governo si muoverà sulla strada del realismo e della concretezza e sarà al fianco di quelle imprese che faranno investimenti virtuosi sul piano economico e ambientale.
Ho sempre ritenuto che la negativa congiuntura economica in atto possa comunque offrire importanti occasioni per gli imprenditori capaci di gestire la situazione e fare in anticipo le scelte giuste. Ebbene, il comparto della green economy è di gran lunga quello che offre le migliori opportunità di investimento. E, cosa ancor più importante, è il settore che, in concreto, garantirà nel futuro la salvaguardia dell’ambiente. Nel mondo e anche in Italia.
Silvio Berlusconi

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COMMENTI

10 commenti su  1  2   pagine dal più vecchio | dal più recente
#10 Mario Leone (2510) - lettore
il 14.11.09 alle ore 13:08 scrive:
Caro "6 lagiluomo", la ringrazio per l'attenzione dedicatami.Al Gore, che ha scritto miliardi di stupidaggini nel suo libro senza mai fare nulla e senza mettere ordine nella sua famiglia, ha vinto il Nobel.Ci sono tanti che scrivono libri meglio di lui, ma non vincono alcun Nobel.I verdi, ecologisti, Green Peace e gente simile che anche quando è stata al governo dicevano sempre che si poteva fare meglio rispettando l'ambiente e non facendo poi nulla, pesando sulle tasche del Popolo.Il pianeta Terra quando decide di alzare la temperatura od abbassarla non viene a dirlo a lei od a me.Nel 1660 la temperatura è aumentata di due gradi, ma la gente ci ha convissuto.Certo prendere taluni accorgimenti deve essere obbligatorio ma porre un peso insostenibile sulle aziende no.Tanaka dice che tra venti/trent'anni il calore sulla Terra aumenterà di 6 gradi.Allora lui e noi non ci saremo a verificare chi aveva ragione o no.Ma i soldi sono spesi per far vivere agenzie e stampa. Cordialmente.
#9 Al-Fakh.Yugoudh (94) - lettore
il 13.11.09 alle ore 21:54 scrive:
Migrante: Di quale giramento di pale stai parlando? Forse hai dimenticato una 'L'.
#8 Assurbanipal (82) - lettore
il 13.11.09 alle ore 21:22 scrive:
Infatti proprio per questo ha riempito di immondizia zone della Campania che per contesto idrogeologico e sociale non potevano essere utilizzate come discariche( alla faccia della soluzione per i rifiuti in Campania, buttarli in zone a rischio). Per questo se n'e' fregato allegramente degli accordi di Kyoto, per questo straparla di riaprire le centrali nucleari e per questo ha approvato leggi che incitano alla cementificazione del paese. Non c'e' che dire, davvero un presidente ecologico !
#7 ermetere (1554) - lettore
il 13.11.09 alle ore 19:52 scrive:
Se ne potrebbero fare di cose...I nuovi modelli di pale eoliche, che in realtà in Finlandia si sono dimostrati efficati soprattutto in acqua,sfruttando le correnti, costano una sciocchezza,se paragonati ai risultati. Fatti due conti, se li piazzassimo nella zona dello Stretto,dove già stanno investendo in merito (progetto ENMAR), con risultati sorprendenti. In questo sito, considerata l'area interessata dalle correnti, l'energia totale estraibile dallo Stretto di Messina sarebbe pari a 538 GWh. Per intenderci, nelle famose estati calde, il picco di consumo italiano fu di 52 GW annui. Un decimo!La Sicilia diventerebbe esportatrice. Ed a quel punto, il petrolio, in attesa di passare al bioetanolo,interesserebbe solo per il riscaldamento a nafta/gasolio (ormai raro) e per la benzina/gasolio da autotrasporto.Quanto al bioetanolo,si può oggi ricavare dagli scarti vegetali da potatura.Considerato che (dati 12/07) abbiamo 12 miliardi di alberi censiti, ne basterebbero 4 per l'autarchia.
#6 lagiluomo (115) - lettore
il 13.11.09 alle ore 16:49 scrive:
Mario Leone può spiegare meglio il concetto che ha espresso? Mi potrebbe spiegare quali sono gli interessi dei catastrofisti dell'acqua calda? No giusto per capire se sa quello che dice o se parla a vanvera tanto per andare dietro al capo (noto ecologista de noartri).
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