La sindrome della soffitta piena

Ecco perché non riusciamo a liberarci delle cose (apparentemente) inutili. Leggi le interviste a: Federico Moccia, Rossella Brescia, Deborah Compagnoni e Elio Fiorucci

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Li chiamano i posseduti. Credono di resistere ma poi, immancabilmente, cedono. Accumulano cose per non disfarsene mai. Il vizio di racimolare e non buttare ingombra fino a soffocare. In soffitta, come in camera da letto, c’è di tutto. A mancare è sempre solo una cosa: lo spazio. Come un istinto primordiale, irrefrenabile, il richiamo diventa un’ossessione, tanto da diventare una malattia: la disposofobia. Paura di gettare via le cose. Gli inglesi la chiamano compulsive hoarding. Le vittime collezionano tutto, senza freni.
Eppure si sforzano. Pensano allo spazio che non c’è, tormentati da sensi di colpa. Fanno mente locale. La casa che diventa un magazzino. Cassetti pieni e scaffali stracolmi. Da un pezzo orami la roba è accatastata per terra, in attesa di essere smaltita. «Un giorno o l’altro - si ripetono - mi decido e butto via tutto». Ma quel giorno non arriva mai. Nemmeno il giorno del trasloco, quando si resuscita di tutto. Magliette slavate, pantaloni di 5 taglie fa, pigiami bucati, libri di scuola, riviste di cucina inesplorate. Ma il vizio diventa patologia quando si accumulano le cose più «insospettabili».

In Inghilterra il documentario Possessed racconta il problema filmando le manie della gente. Nel film di Martin Hampton i protagonisti non rivelano il proprio nome o la professione. Spalancano la porta di casa. Lo scenario è inquietante. Un uomo sulla mezza età è affetto da hoarding: colleziona libri. Peccato che abiti in un bilocale e che i volumi siamo oltre seimila. L’uomo ammette: «Mai letto uno, li voglio solo possedere».

La psicologa Maria Rita Parsi parla di «Società dell’accumulo, che non permette di selezionare, per poi non controllare niente. Tipico delle persone insicure, soggetti svuotati che non sanno scegliere. Si cresce con le rinunce, queste sono persone che non sanno dare priorità alle cose, a partire dagli oggetti». Un trentacinquenne è la prova delle parole della psicologa: il suo problema è l’indecisione cronica: «Quando devo comprare un regalo per un nipotino per non sbagliare compro decine di giocattoli di ogni tipo». Lo stesso criterio lo usa per tutto. Decine di cellulari uguali in caso di guasto improvviso. La fidanzata, esasperata, l’ha lasciato. Poi il caso più serio. Una giovane donna da anni non riesce a buttare niente: «Ogni volta è come se buttassi via un pezzo di me». Perfino le salviette struccanti usate sono diventate parte di lei.

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COMMENTI

1 commenti
#1 francyderasmo (511) - lettore
il 25.04.08 alle ore 13:02 scrive:
finalmente ho capito di cosa soffro! e' quasi una consolazione sapere che faccio parte di una categoria di persone che vivono come me. solo che io non mi sento affatto insicura, anzi lo sono fin troppo, ma per me buttare le cose e' un colpo al cuore. e' tutta la vita che catalogo, metto in ordine, conservo, colleziono, e di ogni oggetto scopro che posso riciclarlo per almeno tre volte. ho sempre pensato di fare parte dei creativi e delle persone sensibili che oltre a creare altri oggetti, hanno la sensibilita' di non buttare cose che fanno pare integrante della storia personale. avete mai provato a rileggere le cose che avet scrito tanti anni fa e sorridere? avete mai guardato il quaderno di vostro figlio oppure la pagella della 1 elementare e essere sommersi dalla tenerezza? e' vero tutte le persone che hanno questo chiamamolo difetto, vivono malissimo e con sensi di colpa se buttano le cose, ma non potte immaginare il dolore che prova una persona come noi quando si accorge di aver buttato qualcosa che aveva conservato per tanto tempo. e' troppo facile buttare tutto, ma se non sbaglio la storia e' stata letta e rifatta solo perche' alcuni illuminati hanno consrvato gelosamente tutto e lo hanno fatto conoscere agli altri. non pensate invece che noi ci sacrifichiamo ma in realta' siamo degli esseri superiori che vogliono lasciare ai posteri l'ardua sentenza del giudizio di quello che si e' accumulato?
Alessandro Sallusti
Per una volta un pm aveva chie­sto di non processare Berlusco­ni. Ma niente, non è basta­to  continua..
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