La terra frana ma i sindaci rossi investono nella frode del fotovoltaico

A Modena previste spese per 3,5 milioni. Gli impianti moriranno senza aver recuperato le spese. È la politica di regioni e comuni che illudono con le misure ecologicamente corrette

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Mentre c’è un’Italia che frana e che sprofonda nel fango, ce n’è un’altra che brinda sottraendo fior di palanche ai contribuenti. Ho in mente ciò che accade nella mia regione, l’Emilia-Romagna, ma anche nelle Marche, in Umbria, Puglia e Lazio. Regioni che si sono date alla pazza gioia e alle spese pazze.

Prendiamo il Comune di Modena, quello dove vivo io, ad esempio, dove il Pd vince le elezioni anche se candidano uno spaventapasseri. Hanno recentemente approvato la spesa di 3.5 milioni di euro per impianti fotovoltaici da installare sui tetti delle scuole. Diciamolo forte e chiaro: il fotovoltaico è una colossale frode. A danno dei contribuenti e, in questo caso, anche a danno delle scuole. Vediamo perché.

Con euro 3.5 milioni si installano, forse, 500 kilowatt fotovoltaici; che produrranno, in un anno, forse, 500.000 kilowattora (il sole non brilla sempre). Il kWh elettrico lo paghiamo oggi circa 16 centesimi, per cui le scuole che avranno quegli impianti sul tetto recupereranno, forse, 80mila euro l’anno: fra 40 anni, forse, si sarà recuperata la spesa, assumendo che non vi siano spese di manutenzione e che gli impianti vivano 40 anni. Siccome le spese di manutenzione ci sono, e siccome gli impianti dopo 30 anni saranno morti, quella spesa non si recupererà mai. Mai. In ogni caso, c’è da chiedersi chi mai investirebbe una qualsivoglia cifra per recuperarla dopo 40 anni. Nessuno lo farebbe, neanche il Sindaco di Modena. Che infatti non impegna neanche una delle proprie palanche sulla «meravigliosa» tecnologia, ma ne impegna 3.5 milioni finché sono palanche dei contribuenti.

A Modena ci sono scuole fatiscenti, con strutture fatiscenti. Ad esempio con palestre fatiscenti, tant’è che le 2 ore di educazione fisica vengono dagli studenti di alcune scuole trascorse, per la metà, in autobus: gli studenti sono trasportati dalla scuola ad una palestra lontana e funzionante: quella della scuola è inagibile e su essa si piange miseria, ma sui tetti fotovoltaici nelle scuole si sperpera a gogo.

Naturalmente, Modena non è unica, nel suo genere. Qualche settimana fa fui invitato a tenere una conferenza nelle Marche. L’assessore regionale, che aveva parlato prima di me, si vantava del progetto 1000 tetti fotovoltaici, fiore all’occhiello, a suo dire, di quella regione. Vengo informato che questo è l’orientamento anche in Umbria, Lazio e Puglia: «vento, sole e idrogeno-verde», ha recentemente vaneggiato il presidente della Puglia, Vendola.

Cosa sia l’idrogeno-verde, naturalmente, nessuno lo sa, posto che l’idrogeno, di qualsivoglia colore, non esiste sulla Terra. V’è una curiosa legge, (legge del conto-energia, voluta nel 2006 da Pecoraro Scanio quando era ministro del governo Prodi), che obbliga noi contribuenti a pagare 45 centesimi il kilowattora elettrico a chi lo produce col fotovoltaico. Dovete sapere che alla borsa elettrica il kWh è quotato 8 centesimi e che voi, tasse incluse lo pagate, al consumo, circa 16 centesimi. Detto diversamente: la legge del conto-energia è quella che si chiamerebbe legge-truffa. Sapete in nome di cosa gli amministratori suddetti invocano l’installazione degli impianti fotovoltaici? Se ve lo dico non ci crederete: in nome del risparmio.

Insomma, mentre c’è chi perde il posto di lavoro perché la propria azienda chiude per colpa dell’elevato costo del kWh elettrico, e chi frana e sprofonda nel fango per colpa della disattenzione verso i problemi ambientali reali, c’è chi si balocca dietro le misure ecologicamente corrette promosse da Pecoraro Scanio e da Prodi.

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COMMENTI

115 commenti su  1  2  3  4  5  6  7  8  9  10   pagine dal più vecchio | dal più recente
#115 alfredoreale (15) - lettore
il 09.11.11 alle ore 10:54 scrive:
Lodiamo la competenza scientifica, la preparazione in materia economica e sopratutto la grande capacità di vedere il futuro dell'uomo che ha scritto questo articolo!
#114 Rinnovabile (4) - lettore
il 18.08.10 alle ore 16:40 scrive:
Con 3,5 milioni si installano 1,2 MW (più del doppio di quello che Lei scrivi e) e la produzione sarà di 1,40 MW anno (sempre più del doppio). il primo conto energia se non sbaglio lo fece il governo Berlusconi, le le ricordo che dal 1991 il cittadino paga in bolletta una quota di circa il 5% teoricamente destinata alle rinnovabili, ma che in verità è stata destinata alle “false rinnovabili” tramite il noto CIP6. Solo dal 2006, ossia dall’avvio del conto energia, solo una piccola percentuale di questa quota va al fotovoltaico, che neanche nel 2013 con il nuovo conto energia riuscirà ad utilizzare la metà della stessa. La bolletta degli italiani, tra l’altro, è già gravata da molti anni dai costi per lo smaltimento delle centrali nucleari.
#113 sisssi08 (337) - lettore
il 19.02.10 alle ore 23:42 scrive:
Egr. Sig. Battaglia. Nel suo articolo lei parla, a ragione, di regioni che franano. Poichè di mezzi di produzione di energia io nulla so, potrebbe gentilmente rassicurare tutti che le centrali nucleari non diventerebbero "pericolose" in caso di frane, alluvioni e terremoti, di cui, purtroppo il nostro paese è ad alto rischio?
#112 cgf (3811) - lettore
il 19.02.10 alle ore 22:50 scrive:
#88 Mash (54) - lettore il 19.02.10 alle ore 17:35 scrive: "Mi permetto di dissentire dalla prima parte dell'articolo nel quale viene affrontato il fotovoltaico con scarsa precisione:7000€/kw non lo si paga neanche per un impianto da 3 figuriamoci da 500" @MAsh dimentica che a pagare è il Comune, non una impresa o cittadino. poi mi fermo qui.
#111 Leonardo Pitocco (584) - lettore
il 19.02.10 alle ore 22:13 scrive:
Caro Pileoles,nick che ricorda pale eoliche,per lo stesso motivo,ci rapinano anche l'acqua.Cosa c'entra la parte tecnica inefficente?E come se lei dicesse che, una moto che perde benzina dal carburatore,non è meccanicamente a posto e quindi consuma troppo ma,consuma solo troppo.Grazie per la lectio magistralis sull'impedenza,sulla dispersione etc etc,ma mi ha fatto tornare in mente un mitico ingegnere di elettrotecnica che insegnava all'ITI di Pescara. Quando interrogava i suoi allievi,li faceva parlare su un argomento a loro scelta.Poi,quando lo studente aveva terminato,laconicamente gli diceva: Lei ha parlato per 15 minuti ed ha detto solo un mare di caz....te. Non le metto il voto per non rovinarla.E non posso dargli torto.
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