martedì 09 febbraio 2010
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domenica 21 settembre 2008, 07:00

LA VENDETTA DELLA REALTÀ

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Dopo essersi inventati tutto l’inventabile, pur di accusare il governo di razzismo hanno arruolato anche la camorra. Il difficile confine, davanti al quale persino l’Unità, Liberazione e il manifesto si sono (a malincuore e con qualche inciampo) arrestati, l’ha attraversato con assoluta disinvoltura la Repubblica, che su questo terreno ormai ha scavalcato a sinistra lo stesso Caruso. Così, la mattanza di Castelvolturno, diventa prima una «strage degli innocenti condannati dal colore della loro pelle» per poi assurgere rapidamente a simbolo, «una vendetta della realtà contro le semplificazioni del format di governo». «La realtà», leggiamo, «ci racconta che il nero non è il nemico: è la vittima innocente, l’assassino non è l’immigrato ma l’italiano». Di qui la logica conseguenza: «Vengono alla luce l’inconsistenza, i trucchi, il furbo conformismo di una politica che sa soltanto eccitare e inseguire le paure». Fino al lapidario: «E allora perché meravigliarsi se i Casalesi possono pensare di fare una strage di neri solo per ammazzarne uno?».
Ricapitoliamo: una banda di feroci camorristi, già autori di decine e decine di omicidi, spara davanti a una sartoria e uccide sei immigrati africani. Forse è un regolamento di conti nel mondo dello spaccio di droga, forse la «punizione» per il mancato pagamento del pizzo. Sul movente le indagini sono in corso, ma i cantori delle procure quando gli fa comodo delle procure se ne fanno un baffo e quindi: «vittime innocenti». E, intendiamoci, è possibilissimo che sia così. Ma allora «vittima innocente» anche l’italiano, proprietario di una sala giochi, che era stato ucciso venti minuti prima dalla stessa banda, no? Non si sa, per Repubblica non esiste: avrebbe un po’ guastato la tesi.
Già, perché non bisogna dimenticare che la strage è stata compiuta per il colore della pelle ed è maturata nel clima xenofobo creato dal governo: insomma, quei feroci criminali, lo capite, mai e poi mai si sarebbero azzardati ad aprire il fuoco senza il consenso di Maroni. Lo avevano già fatto in passato? Non contro gli immigrati. Certo, avevano sparato tra la folla, uccidendo «per sbaglio» anche persone che non erano direttamente loro bersagli, ma erano italiani. Vero, avevano colpito anche donne incinte: per esempio due giovani napoletane. Sì, tra gli ammazzati di mafia e camorra ci sono stati anche ragazzini che passavano di lì per caso, ma si chiamavano Stella (12 anni), Annalisa (14), Gaetano (16). Sicuro, tra le loro vittime senz’altro innocenti si annoverano anche bambini di due o tre anni. Ma non importa, questa volta è diverso. Il premier è Berlusconi, quindi vai col razzismo, vai con la «vendetta della realtà contro il governo». E pazienza se nell’azione resta ucciso anche il buon senso.
La realtà, quella vera, racconta altre cose. Per esempio, per bocca del vescovo di Capua, Bruno Schettino, parla di «settemila africani su trentamila abitanti in 27 chilometri di terra di nessuno». La realtà suggerisce che sul litorale domizio c’è il problema dei nigeriani: «Gente intelligente ma dedita alla droga e alla prostituzione». La realtà ti sbatte in faccia che «spesso ci sono frizioni con la popolazione, il processo di integrazione è molto lento e difficile, coniugare solidarietà e accoglienza è complicato». La realtà urla di «un’emergenza sociale e morale ed ecologica», della necessità di «ricreare un tessuto umano ridotto a brandelli».
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32 commenti su  1  2  3  4  5  6  7   pagine dal più vecchio | dal più recente
#32 dellelmodiscipio (1494) - lettore
il 22.09.08 alle ore 1:58 scrive:
Le parole di Repubblica sono davvero ignobili, mi verrebbero in mente tante cose per confutarle (per esempio: il primo giudice che la camorra dovesse uccidere sarebbe un altro regalo fatto al nuovo padrone Berlusconi? ), ma non e' possibile scendere a questi livelli. Per fortuna, i lettori di quel giornale sono, spero, in gran parte persone oneste e in grado di capire la malafede.
#31 hellstrike (455) - lettore
il 21.09.08 alle ore 22:52 scrive:
A me pare che chi scrive su la "repubblica" abbia ben altre cose in mente che riportare i fatti come sono. A questo servirebbero i quotidiani, ma sappiamo bene dove andiamo a parare se parliamo di un quotidiano che si è promosso a organo ufficiale della causa comunista. Che dire .. avanti così compagni che presto vi toccherà pure levar le tende !
#30 voce nel deserto (5845) - lettore
il 21.09.08 alle ore 19:24 scrive:
Non so a Castelvolturno,ma a Milano i componemti dei centri sociali che hanno istigato alla violenza la gente di colore vanno immediatamente arrestati e giudicati . Se non si ritengono esistenti idonei strumenti giuridici vanno messi a punto. Alfano non deve rallentare il processo di revisione degli strumenti giuridici atti a controllare l'emergenza sicurezza senza finire nelle pastoie di un'opposizione che odia il premier degli italiani e cercherà nelle aperture che il ministro ha intenzione di concedere,nei colloqui di sabotare ogni iniziativa di buon senso che vada nella direzione della pacificazione del paese,che alla sinistra non interessa se non a parole. Alla sinistra interessano solo i disordini per destabilizzare il paese.
#29 giardinodiviola (168) - lettore
il 21.09.08 alle ore 18:59 scrive:
Guardi, caro De Manzoni, per istinto ho subito sospettato l'infame intenzione, e come me, credo l'abbiano capito un gran numero di Italiani. Laura Onofri, violita
#28 ego (328) - lettore
il 21.09.08 alle ore 18:59 scrive:
Il caso Repubblica rischia di diventare un caso di scuola, in negativo.

Quello che era nato come quotidiano di qualità, sia pure di parte, è adesso diventato quotidiano dell'irrealtà.

Credo che anche "Repubblica" seguirà presto il declino che ha travolto la sinistra radicale e che presto travolgerà anche la CGIL.

L'evidenza dei fatti reali sta finalmente prevalendo sul pigro conformismo culturale di quanti hanno finora delegato l'analisi della realtà a organi mediatici e politici di tal fatta.

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