LA VENDETTA DELLA REALTÀ

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Dopo essersi inventati tutto l’inventabile, pur di accusare il governo di razzismo hanno arruolato anche la camorra. Il difficile confine, davanti al quale persino l’Unità, Liberazione e il manifesto si sono (a malincuore e con qualche inciampo) arrestati, l’ha attraversato con assoluta disinvoltura la Repubblica, che su questo terreno ormai ha scavalcato a sinistra lo stesso Caruso. Così, la mattanza di Castelvolturno, diventa prima una «strage degli innocenti condannati dal colore della loro pelle» per poi assurgere rapidamente a simbolo, «una vendetta della realtà contro le semplificazioni del format di governo». «La realtà», leggiamo, «ci racconta che il nero non è il nemico: è la vittima innocente, l’assassino non è l’immigrato ma l’italiano». Di qui la logica conseguenza: «Vengono alla luce l’inconsistenza, i trucchi, il furbo conformismo di una politica che sa soltanto eccitare e inseguire le paure». Fino al lapidario: «E allora perché meravigliarsi se i Casalesi possono pensare di fare una strage di neri solo per ammazzarne uno?».
Ricapitoliamo: una banda di feroci camorristi, già autori di decine e decine di omicidi, spara davanti a una sartoria e uccide sei immigrati africani. Forse è un regolamento di conti nel mondo dello spaccio di droga, forse la «punizione» per il mancato pagamento del pizzo. Sul movente le indagini sono in corso, ma i cantori delle procure quando gli fa comodo delle procure se ne fanno un baffo e quindi: «vittime innocenti». E, intendiamoci, è possibilissimo che sia così. Ma allora «vittima innocente» anche l’italiano, proprietario di una sala giochi, che era stato ucciso venti minuti prima dalla stessa banda, no? Non si sa, per Repubblica non esiste: avrebbe un po’ guastato la tesi.
Già, perché non bisogna dimenticare che la strage è stata compiuta per il colore della pelle ed è maturata nel clima xenofobo creato dal governo: insomma, quei feroci criminali, lo capite, mai e poi mai si sarebbero azzardati ad aprire il fuoco senza il consenso di Maroni. Lo avevano già fatto in passato? Non contro gli immigrati. Certo, avevano sparato tra la folla, uccidendo «per sbaglio» anche persone che non erano direttamente loro bersagli, ma erano italiani. Vero, avevano colpito anche donne incinte: per esempio due giovani napoletane. Sì, tra gli ammazzati di mafia e camorra ci sono stati anche ragazzini che passavano di lì per caso, ma si chiamavano Stella (12 anni), Annalisa (14), Gaetano (16). Sicuro, tra le loro vittime senz’altro innocenti si annoverano anche bambini di due o tre anni. Ma non importa, questa volta è diverso. Il premier è Berlusconi, quindi vai col razzismo, vai con la «vendetta della realtà contro il governo». E pazienza se nell’azione resta ucciso anche il buon senso.
La realtà, quella vera, racconta altre cose. Per esempio, per bocca del vescovo di Capua, Bruno Schettino, parla di «settemila africani su trentamila abitanti in 27 chilometri di terra di nessuno». La realtà suggerisce che sul litorale domizio c’è il problema dei nigeriani: «Gente intelligente ma dedita alla droga e alla prostituzione». La realtà ti sbatte in faccia che «spesso ci sono frizioni con la popolazione, il processo di integrazione è molto lento e difficile, coniugare solidarietà e accoglienza è complicato». La realtà urla di «un’emergenza sociale e morale ed ecologica», della necessità di «ricreare un tessuto umano ridotto a brandelli».
Ecco, anziché narrare la favoletta dei clan sensibili agli umori della maggioranza, forse è il caso di ripartire da qui: da un degrado che in queste zone pare inarrestabile qualunque sia il governo in carica e sul quale la criminalità organizzata gioca come sempre le sue carte di morte senza guardare in faccia nessuno. Il vero problema è questo. Ed è più che probabile che neppure Berlusconi sarà in grado di risolverlo. Può essere un limite, persino una colpa. Ma non è razzismo.
Massimo de’ Manzoni

COMMENTI

32 commenti su 1  2  3  4   5  6  7   pagine dal più vecchio | dal più recente
#12 francyderasmo (511) - lettore
il 21.09.08 alle ore 10:56 scrive:
con tutta la disoccupazione e la miseria di quella zona, cosa ci fanno 7000 africani su 30mila abitanti?se la raccolta di pomodori rende cosi' tanto forse e' il caso che qualcuno del nord cominci a pensare di trasferirsi. e poi dove abitano? hanno sempre detto che mancano le case. (vuoi vedere che gli abitanti si stanno tutti arricchendo con l'affitto a 10 africani per stanza? non sarebbe il caso di andare a controllare come mai ci sono tutti questi extracomunitari che per logica di lavoro dovrebbero essere al nord?
#11 Annibale Bormida (267) - lettore
il 21.09.08 alle ore 10:46 scrive:
A suo tempo. più o meno quando cadde il muro a Berlino, sono stato un fedele lettore di "Repubblica" e devo confessare di non essermi mai accorto di così palesi offese al buon senso come quelle dell'articolo in questione. Forse non ci facevo caso, chissà. Ora però sembra che il livore contro il governo vinca anche appunto il buon senso purtroppo. Il fatto che la maggioranza netta degli italiani lo abbia votato non sembra importargliene proprio nulla a costoro. Mi ricordo però un detto purtroppo assai vero: calunniate, calunniate, qualcosa resterà.
#10 sgt.slaughter (548) - lettore
il 21.09.08 alle ore 10:43 scrive:
I veri delinquenti razzisti sono i "sinistri". Gia', razzisti contro gli italiani ostaggio di immigrati di ogni genere. Ma si sa, il caos ottenebra le menti, impedisce di ragionare e cio' e' esattamente quello che individui tanto privi di idee e scrupoli (lo si e' visto con l'inconsistente Governo del mortadella) da sempre vogliono.
#9 Eurippo (216) - lettore
il 21.09.08 alle ore 10:34 scrive:
A Castel Volturno è falso (e comodo) parlare di razzismo. E’ necessario capire una buona volta che si tratta, invece, di un territorio emblematico, caratterizzato dalla totale assenza dello Stato e delle sue leggi, un territorio che da almeno 30 anni chiede aiuto ma che si è voluto rendere e mantenere contenitore di malessere, degrado e malavita di ogni tipo: terrorismo, camorra, mafia ed eco-mafie, speculazione edilizia, spaccio di droghe, prostituzione, traffico di armi e di esseri umani, mancanza di servizi, ecc. ecc. Un territorio ricettacolo della parte peggiore dell’umanità cui il lassismo incosciente nella tutela dei confini nazionali ha consentito di entrare nel nostro Paese. Tutto e di più. E molti, nella stessa Castel Volturno, hanno interesse a vivere e convivere con quelle realtà ignobili. Le cronache e la memoria di chi sa e ci vive sono chiare e inconfutabili. Chi dice il contrario è in malafede, asservito a ideologie devastanti e a fini politici indegni. Povera Italia!
#8 miradoc (1005) - lettore
il 21.09.08 alle ore 10:30 scrive:
Ognuno, anche D'Avanzo, è libero di fare le suo considerazioni dietrologiche, cosa che sembra essere diventata il suo punto forte, ma i fatti verranno accertati: la lotta alla camorra sta per altro dando ottimi risultati. La strage è una manifestazione di debolezza, non una prova di forza, segno della disperazione e della mancanza di direttive. Di certo non aiuta il clima di omertà che ancora si respira in quelle zone, ma neppure, benchè comprensibile, la reazione incontrollata di una parte della comunità di immigrati di colore. Conoscendo bene gli Africani, posso capire che una volta che si innesca un processo del genere, è molto difficile farli tornare alla ragione. Ciò non significa che essi vadano giustificati: trovo disgustoso che i soliti sciacalli non perdano occasione di trasformare un episodio di criminalità in una crociata contro il governo.
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Alessandro Sallusti
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