La verità sull'appalto che ha inguaiato Soru

Il governatore della Sardegna indagato per un mega contratto che avrebbe favorito i suoi amici. Ma lui si irrita e querela il premier. Gavino Sanna: "Bravo solo a dire bugie"

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Cagliari - Fedele alla prima promessa della sua campagna elettorale, Renato Soru ha varcato ieri mattina il portone del palazzo di giustizia di Cagliari per denunciare Silvio Berlusconi. I reati sono diffamazione e calunnia, ha annunciato all'uscita il tenebroso governatore dimissionario della Sardegna, più tardi corretto dall'avvocato Giuseppe Macciotta, secondo il quale «la querela non prevede nessuna anticipata configurazione del reato». Deciderà il magistrato se e per quale ipotesi procedere.

La contesa verte sul comizio del premier sabato sera a Tempio Pausania, in particolare sul passaggio dell'inchiesta Saatchi. «Un appalto da 60 milioni di euro per la pubblicità e lui, Soru, contestualmente, si è fatto dare 30 milioni per la sua società», ha sintetizzato la «Nuova Sardegna», quotidiano del gruppo Espresso-Repubblica guidato (fino a ieri) da Carlo De Benedetti, socio di Soru in Tiscali. Le indagini preliminari della Procura di Cagliari sono chiuse, l'avviso della chiusura è dell'11 settembre scorso, gli atti sono pubblici.

La Saatchi & Saatchi, multinazionale della comunicazione, ebbe tre lavori dalla giunta presieduta da Renato Soru: la pubblicità della Regione per 56 milioni di euro più Iva (mai istituzione ha speso tanto per reclamizzarsi), il nuovo logo dei Quattro Mori e la campagna di educazione ecologica «Sardegna fatti bella» (ottenuta senza gara d'appalto). Dal fascicolo del pm Mario Marchetti esce un'immagine di Soru diversa da quella mostrata in questi anni. Lo si vede soprattutto dall'affare Saatchi, per il quale il governatore, ora indagato per abuso d’ufficio e turbativa d’asta, si sarebbe mosso in prima persona. Le voci erano girate diffusamente: le aveva denunciate Mauro Pili, ex presidente della Regione, ora deputato azzurro, il quale annunciò con mesi di anticipo il nome del vincitore.

Il magistrato ricostruisce lo scandalo in vari passaggi. In un primo momento la Saatchi concorda con alcune agenzie di subappaltare loro il 30 per cento del lavoro: lo proverebbe una scrittura privata recuperata dalla Procura. La data di queste carte rivela che il patto è stipulato non soltanto prima dell'aggiudicazione, ma addirittura prima del deposito dell'offerta. Le agenzie erano riunite nel consorzio Sardinia media factory. Un cartello molto particolare: sembra sorto per l'occasione, visto che fino ad allora era inattivo, e gli otto promotori sono cari amici di Soru. A cominciare dal presidente, Sergio Benoni, ex direttore editoriale di Tiscali, e da suo fratello Marco.

È singolare che questa fitta rete di rapporti tra persone legate alla società di Soru sia sfociata in un subappalto affidato prima della gara. Perché Saatchi sceglie proprio questo consorzio? «Che coincidenza straordinaria», ironizza Pili che sullo scandalo ha presentato interrogazioni parlamentari. I fratelli Benoni sono soci della società Three Bees, che partecipa alla fondazione del consorzio Smf; sono altresì soci dell'ex direttore vendite di Tiscali, Richard Jonathan Browstein. Non mancano tra i soci del consorzio Smf Marco Bernabè, figlio di Franco, ex amministratore di Tiscali, e neppure la società di impiantistica Impiantica, il cui lavoro di maggior prestigio è stata la realizzazione delle strutture di Sa Illetta, sede di Tiscali.

In una seconda fase, secondo la ricostruzione del pm Marchetti, due componenti della commissione che deve assegnare l'appalto (il presidente Fulvio Dettori, direttore generale della Regione Sardegna, e il consigliere Aldo Brigaglia) avrebbero «consentito, prima che fosse aggiudicata la gara, che Soru, che non aveva legittimazione, prendesse conoscenza delle offerte ed esprimesse indebite valutazioni al riguardo». Al governatore vengono dunque rivelati segreti d'ufficio.

A quel punto, sempre secondo l'accusa, lo stesso Soru «d'intesa» con l'amministratore delegato della Saatchi, Fabrizio Caprara, e con i fratelli Benoni, avrebbe «determinato Dettori a influire sui comportamenti della predetta commissione perché il servizio di pubblicità istituzionale della Regione Sardegna fosse aggiudicato alla Saatchi-Equinox, nonché al consorzio Media factory» (pagina 6 dell'avviso di conclusione indagini).

Infine, scrive il pm, Dettori avrebbe «manipolato l'esito della votazione per scongiurare prevedibili modifiche della graduatoria»: viene cancellato lo scrutinio della commissione che dava vincente la McCann, seconda la Tbwa e soltanto terza la Saatchi. Soru insomma avrebbe ideato e pilotato il più grande appalto italiano di pubblicità istituzionale a favore di un consorzio messo in piedi da suoi amici e soci. Probabile che il pm presenti le proprie richieste al gip dopo le elezioni.

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COMMENTI

61 commenti su  1  2  3  4  5  6  7  8  9  10   pagine dal più vecchio | dal più recente
#61 murgita (9) - lettore
il 05.02.09 alle ore 17:50 scrive:
Il Sig.Soru ha solo il 20% dell'azionariato Tiscali. Come fa ad esserne proprietario? Non gestisce più l'azienda da quando è diventato presidente della regione. Non come chi lo denigra e diffama sparando cifre non vere, tipo quella sui 250 licenziamenti assolutamente falsa, che fino all'altro giorno mette pure bocca su un trasferimento di Fiorello a SKY. Un presidente del consiglio in perenne campagna elettorale, al posto di fare il suo mestiere, mette pure il suo nome nella lista delle prox elezioni. Peraltro sia questo 20% sia la proprietà dell'Unità, sono stati trasferiti ad un "negozio fiduciario", sarà quindi altri i gestori e non lui in prima persona. Non potranno neanche sentirsi fra loro, perchè controllati. Questo è frutto di una legge voluta da Soru. Una persona seria. MEGLIO SORU
#60 gioverre (31) - lettore
il 04.02.09 alle ore 15:45 scrive:
Dovete sapere che il Sig. Soru è il proprietario di Tiscali! Tempo fa ho chiesto, via telefonica, informazioni sui servizi di tiscali, dopo due giorni si sono presentati dei tecnici nel mio ufficio e mi hanno staccato la linea telefonica, per ordine di tiscali, dopo 30 giorni se non tornavo a telecom ero ancora senze telefono. Però ha avuto il coraggio di inviarmi TRE fatture, che ovviamente non ho pagato, per servizi che non ha mai fornito. Questo é Soru! Però predica contro il conflitto di interessi....
#59 mario caminiti (668) - lettore
il 28.01.09 alle ore 6:18 scrive:
Era da un po' che non leggevo le gesta di Gianmariax e vedo che la sua vena provocatoria non si sta spegnendo. Credo che faccia bene e gli auguro di oltrepassare i 3.000 post perché, l'ammetto, leggerlo è sempre interessante oltre che divertente. Detto questo, c'è poco d'aggiungere sul sig. Tiscali. Ho letto il pezzo su quest'appalto e sulle scatole cinesi (piene di amici) che sono nate quaso appositamente per sgraffignare soldi pubblici. E lui, invece di dar conto di questo, querela il CAV! Mah, e questo signore sarebbe l'anti Berlusconi? Due cose: cosa sarebbe accaduto se in quelle scatole cinesi ci fossero stati degli amici del Presidente del Consiglio?; com'è caduta in basso il PD se, dopo averlo sfiduciato, ha ricandidato questo signore per non perdere (come l'Abruzzo) un'altra regione. Grazie Walter, sei tutti noi!
#58 aldogam (5575) - lettore
il 28.01.09 alle ore 0:08 scrive:
#46 bentivoglio. Lascio volentieri a lei la palma del disonesto, perlomeno dal punto di vista ideologico. Quanto allo yacht, me ne sono stancato, lo vuol comprare? é un'ottima occasione.
#57 Sylvia Mayer (8996) - lettore
il 27.01.09 alle ore 22:38 scrive:
Anche il velo del quale e' stato ammantato Soru forse sta squarciandosi. Il giudizio non e' penale, ovviamente, ma politico. Questi sarebbero i "signori" che cianciano di conflitti di interessi altrui.
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Alessandro Sallusti
Gli Stati Uniti lo salutano come il "salvatore d'Europa", lui elogia Berlusconi "statista" ma poi sale in cattedra  continua..
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L'opinione

di Nicola Porro
Siciliotti è quel signore biondo, con i capelli quasi più ridicoli...
di Stefano Filippi
A che gioco gioca Silvio Berlusconi? Leggete l’intervista che...
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