La vivisezione finisce (quasi) fuorilegge

Il ministro Brambilla e gli animalisti esultano. Passa alla Camera un emendamento che vieta l’allevamento di cavie ed esperimenti senza anestesia

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Il passo fatto alla Camera, dalla commissioni Affari sociali, si può definire molto importante e l'entusiasmo con il quale il ministro del Turismo, Michela Vittoria Brambilla, lo ha annunciato in conferenza stampa è più che giustificato. In sostanza, l'emendamento prevede che non si possano più allevare, sul territorio italiano, animali destinati alla sperimentazione.

Cessata l'attività della «premiata» ditta Morini di Reggio Emilia, tristemente nota per avere fornito milioni di cani ai laboratori di mezza Europa, rimaneva in auge quella di Green Hill (Montichiari di Brescia), multinazionale altrettanto nota per ospitare, ogni anno, circa 2000 cani di razza Beagle, destinati alla vivisezione. Se tutto filerà liscio e in tempi rapidi, la multinazionale dovrà convertire la sua «mission» in un semplice allevamento di cani da compagnia, altrimenti sarà costretta a riconvertire il tipo di lavoro o a chiudere. «Una norma di civiltà che incontra il favore del senso comune degli italiani, di tutti e non solo di quei venti milioni che vivono con un amico dell'uomo» ha commentato Michele Scandroglio, relatore in XII Commissione della legge comunitaria 2011, «Finalmente la vivisezione sarà condotta in modo piu» etico, limitando al minimo la sofferenza degli animali» aggiunge Gabriella Giammanco (Pdl).

Con la firma di questo emendamento, il cui testo è noto al medico Fazio (ministro della Salute), l'Italia fa un salto triplo verso la civiltà, ascoltando gli scienziati e i ricercatori che da anni ormai esprimono non più dubbi ma certezze verso una pratica, quella della vivisezione che non è soltanto crudeltà gratuita, ma rappresenta un errore metodologico, capace di fuorviare la ricerca medica fino a creare i presupposti di danni incalcolabili alla salute umana. Proprio un grandissimo medico patologo, il professor Pietro Croce, ci ha messi in guardia, fino all'ultimo giorno della sua vita dal continuare a sperimentare farmaci su organismi quali ratti, cani, gatti e anfibi che nulla hanno a che fare con le patologie strettamente umane e con la loro terapia.

La legislazione infatti richiede ancora che le sostanze farmacologiche (ma anche cosmetici e detersivi) vengano sperimentati sugli animali per saggiarne la tossicità. Naturalmente la storia della medicina, che si è basata su questo metodo empirico e tragicamente inesatto, è piena di sostanze che non erano tossiche per gli animali mentre, impiegate sull'uomo, hanno fatto danni devastanti. Al contrario, sono state certamente scartate dalla vera «prova» (quella sull'uomo) molecole tossiche per gli animali ma forse innocue per l'uomo.

Sia chiaro che non basta la firma di questo emendamento per cantare vittoria. La vivisezione è un business d'enorme portata e i nostri politici (tutti, destra e sinistra) dovranno essere convinti di quanto stanno portando avanti e non dovranno ascoltare il canto delle sirene, nel prosieguo del cammino di legge. Un canto molto magnetico.

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COMMENTI

19 commenti su  1  2  3  4   pagine dal più vecchio | dal più recente
#19 Carlo R. (145) - lettore
il 20.10.11 alle ore 17:28 scrive:
Io commento solamente con un titolo che uscì diverso tempo fa nel "Il Foglio" di Giuliano Ferrara che faceva circa: "Quanti animali vale la vita dei vostri figli". A voi la risposta.
#18 megliosolo (468) - lettore
il 20.10.11 alle ore 16:40 scrive:
La ricerca avrà bisogno certamente di esperimentare e forse non era giusto sacrificare gli animali indifesi quando certe bestie sanguinarie di fattezze umane restano a carico della comunità anche dopo crimini efferati,considerato che queste besti hanno un debito con la comunità perché non si pensa di usarli e dargli un motivo per riscattarsi?
#17 frankdenis (220) - lettore
il 20.10.11 alle ore 16:09 scrive:
Ringrazio in anticipo i vari simpatizzanti animalisti che si proporranno volontari per la sperimentazione su cavie umane Vi saremo sempre riconoscenti, consapevoli che l'umanità riuscirà, a fatica, ad andare avanti anche senza di voi
#16 epc (438) - lettore
il 20.10.11 alle ore 16:04 scrive:
Scusate, io sarò stordito, ma ho capito due cose: 1) non si potranno più allevare in Italia degli animali per fare delle cavie. 2) la legislazione RICHIEDE ANCORA che le sostanze farmacologiche (ma anche cosmetici e detersivi) vengano sperimentati sugli animali. E allora? Vuol dire che compreranno le cavie all'estero, visto che LA LEGISLAZIONE lo richiede. Non sarebbe meglio allora evitare che la legislazione chieda esplicitamente la sperimentazione sugli animali. Specie di cosmetici e detersivi.....
#15 agostino.vaccara (3880) - lettore
il 20.10.11 alle ore 15:57 scrive:
questa di sperimentare farmaci destinati all'uomo su degli animali è pura e semplice fesseria! Un farmaco destinato all'uomo deve essere sperimentato su cavie, sì, ma umane! Si cerchino volontari. Ce ne sono tanti disponibili. Solo in questo modo si potrà avere la certezza che il farmaco può funzionare.
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