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sabato 22 novembre 2008, 09:18

L'addio della Tinagli: "Me ne vado dal Pd, Veltroni ha tradito tutte le sue promesse"

Opposizione allo sbando. Giovane e cervello in fuga, era la figura perfetta per i democratici. Ma lei accusa: "Sono delusa, che differenza c’è fra noi e Di Pietro?". Il dialogo secondo Walter: gli insulti

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Roma «Donna». «Giovane». E per giunta «Cervello - come si dice - in fuga». Esperta di «Politiche pubbliche per l’innovazione». Professoressa alla Carnegie Mellon University di Pittsburgh. Autrice di un apprezzato saggio (Talento da svendere, Einaudi) sulla crisi della creatività italiana e la dissipazione dei talenti. Insomma, solo un anno fa, Irene Tinagli aveva uno di quei pedigree di cui Walter Veltroni andava a caccia, per il suo nuovo Pd. E infatti ci era anche entrata, nel frullatore del partito, la Tinagli. Prima candidata alle primarie. Poi precettata - posto di prestigio - in direzione nazionale. La notizia di ieri è che con la stessa facilità con cui era entrata, Irene è uscita. Con una lettera molto sobria (ma amarissima) consegnata a Il Riformista: «Caro Walter, io me ne vado». Constatazione laconica: «In un anno non mi hanno consultata nemmeno una volta».
Professoressa Tinagli...
(Risata scarlatta, voce giovane) «Non mi faccia sentire vecchia!».
Il suo strappo sembra sofferto.
«Certo, lo è. È una decisione che mi è maturata dentro lentamente, figlia di una delusione profonda».
La sua decisione è ritrattabile?
«Guardi, sono la persona più aliena ai riti della vecchia politica».
E quindi?
«Vorrei che fosse chiaro, non mi faccia scherzi scrivendo l’intervista: non voglio negoziare nulla. Ho solo comunicato una scelta».
Una lettera che però arriva nel pieno del «Villari-gate».
«Non posso negare che la vicenda grottesca delle dimissioni ha contribuito: non è un bello spettacolo come le cose vanno nel Pd».
Come si era avvicinata al Pd?
«Merito di Paola Concia, oggi deputata, persona seria e appassionata. Come Gianni Cuperlo. Hanno letto le mie cose su declino italiano, si sono incuriositi, appassionati. Paola mi è venuta a cercare».
E cosa le ha detto?
«Ci servono persone come te, candidati, lavora insieme a noi».
E lei si era fatta pregare?
«Al contrario. Però avevo spiegato che, vivendo all’estero, avrei funzianato solo se chiamata a dare un contributo di idee: un lavoro intellettuale, che non poteva produrre volantinaggi, candidature, forme di militanza tradizionale».
E cosa le rispose?
«Che era proprio quello di cui c’era bisogno!».
Lei si candida, viene eletta, è nella Costituente e Veltroni la coopta addirittura in direzione...
«Già. Ci incontriamo prima della nomina, spiego anche a lui che tipo di lavoro voglio fare. Mi pare contento. Anche io sono contenta di quel che dice di voler fare».
E il problema qual è?
«Che a partire dalla sconfitta elettorale, non ha fatto una delle cose che aveva promesso».
Non mi dica che anche lei avrebbe voluto le sue dimissioni...
«Senta, io studio anche i meccanismi di impresa. Se la sconfitta ci fosse stata in un posto dove ci sono regole di responsabilità, forse il presidente della società, con l’attenuante di essere in carica da poco, poteva salvarsi, ma...».
C’è un ma?
«Sì, certo. Questo può accadere, dopo un tale fallimento solo se ci sono le dimissioni di tutto il top management. Loro vanno via subito, il capo li segue appena può».
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58 commenti su  1  2  3  4  5  6  7  8  9  10   pagine dal più vecchio | dal più recente
#58 clorindo (500) - lettore
il 23.11.08 alle ore 0:16 scrive:
no problem a breve ve la troverete nel pdl, correre in soccorso del vincitore è un uso italico molto diffuso, avrà sentito anche lei "..la voce del cavaliere che dona libertà e redenzione" come dice don gianni
#57 scimmietta (852) - lettore
il 22.11.08 alle ore 21:10 scrive:
....Lisenko uccide ancora!
#56 Pileoles (170) - lettore
il 22.11.08 alle ore 19:59 scrive:
Ma se Irene Tinagli è quel descritto mostro intellettuale che scrivendo saggi a carico degli italiani è capace di prevedere in anticipo il divenire della politica perché non ha capito che il PD era inconsistente prima di aderire (?). Ma se l’abbiamo capito noi che scriviamo quattro parole su questo Giornale che la sinistra era un bluff. Lei c’ha messo sei mesi per capirlo. Un tempo enorme per una persona esperta (!). Per fortuna che stanno a destra le persone capaci di prevedere e provvedere per ciò che serve veramente alla collettività.
#55 biou (25) - lettore
il 22.11.08 alle ore 19:12 scrive:
E' un esempio folgorante del clima politico italiano, in cui persistono le stesse baronie che hanno affondato le Università, in cui essere il i la coniuge di un politico è elemento di ascesa nel gotha del partito. Le idee non contano, valgono solo quelle della vecchia nomenclatura.
#54 aquila (214) - lettore
il 22.11.08 alle ore 19:08 scrive:
Le persone veramente intelligenti non possono stare in un partito dove i Capi sono degli ignoranti e inconsistenti, nati e cresciuti nelle segreterie di partito, ai bei tempi, senza aver mai capito nulla e tanto meno aver prodotto alcunchè soprattutto con il cervello, Uolter è uno di quelli. Onore alla Tinagli! meglio tardi che mai.
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