In un’intervista a tutta pagina concessa al Corriere del Mezzogiorno Colombo ha espresso tutto il suo scetticismo per l’avventura napoletana del cantautore-consorte. Però, «io parlo a titolo esclusivamente personale», ha sottolineato. Non a nome dell’organizzazione, famiglia o casa discograficache sia. Della quale, per dire, è amministratore delegato. Purtuttavia, Meglio dirselo, come consiglia il titolo del suo primo romanzo, (Rizzoli). Dunque, lei lo dice: «La mia personale opinione (e ridaje) è che questa sia una vicenda politica nella quale Roberto si è trovato in mezzo, un giochino estraneo al suo mondo». Protettiva. Poi specifica: «Penso che attacchino lui anche per colpire il sindaco di Napoli». Dietrologa.
Le armi e gli strumenti d’analisi non mancano di certo a Lady Vecchioni. Giornalista che ha collaborato con il Corriere della Sera e l’Unità. Laureata in Lettere moderne, esperta di teatro, cinema e televisione (collaborazioni con Florestano Vancini, Pasquale Festa Campanile, Sandro Curzi e Adriano Celentano). Sa di politica, di arte e di comunicazione. E ammette che non è strano di questi tempi che si discuta dell’opportunità di spendere più o meno soldi pubblici (220mila euro). «Vorrei però che lo si facesse con onestà, dicendo ha chiesto tanto ma per questi motivi, andando a vedere a cosa ha rinunciato». Calcolatrice. Ma se l’intervistatore le chiede se è il caso di considerare un ritocco in basso del cachet, lei finge di non sentire: «Roberto è uno che ancora oggi si alza alle sette per andare a insegnare all’università». Materna. Invece la solita destra ci ha marciato su perché il suo Roberto, fresco di vittoria a Sanremo, «ha appoggiato Pisapia e de Magistris, e hanno vinto. Ha cantato alla manifestazione nazionale del Pd, e il giorno dopo Berlusconi s’è dimesso». Insomma, un talismano della sinistra. Che avrebbe voluto trarre solo onori e vantaggi dal suo collateralismo magico. Invece, stavolta, anche il Pd è stato motivo di delusione: «È il nostro partito di riferimento: da loro ci saremmo attesi almeno una telefonata per sapere come stavano davvero le cose, invece nulla». Amara. E dunque, disincantata anche nei riguardi del marito: «Io credo sia un poetastro, incapace di gestire questi giochi politici, e quindi tutto sommato farebbe bene a fare un passo indietro. Comunque spieghi questa storia, resterà sempre un’ombra». Furba.
Daria Colombo
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