L’Annunziata prende 150mila euro dall’Eni

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Si apprende - dispaccio dell’Agenzia Agi – che l’Eni, azienda all’avanguardia nel settore energetico, ha deciso di colmare una lacuna culturale creando un tabloid, «Oil», dedicato ai problemi del petrolio. Di quella cosa un po’ puzzolente che, nella sua corsa al rialzo – c’è chi prospetta i 200 dollari al barile – condiziona la nostra vita. Bell’idea, è giusto che si conoscano i meccanismi di un mercato per molti ancora misterioso e lontano. La pubblicazione, trimestrale, si rivolge a esperti, ma anche a non addetti ai lavori, perché comprendano quale partita si giochi sul barile che non si scarica. I comuni consumatori potranno così capire fino in fondo quali sono le cause delle loro difficoltà e, poiché «Oil» sarà bilingue, saranno stimolati a imparare a imprecare anche in inglese per il costo del pieno.
Fuor d’ironia, l’iniziativa è apprezzabile e poiché l’Eni è una grande azienda che fa le cose in grande, ha creato per il tabloid un comitato editoriale di qualità, del quale fanno parte, fra gli altri, giornalisti come Joaquim Navarro Valls, Giuseppe Turani, Sergio Romano e Lucia Annunziata, oltre ad altri fra i quali esperti del settore.
L’impegno dell’azienda è notevole, non sappiamo quale onere comporti l’operazione, né come venga valutato l’apporto di ciascun componente il comitato editoriale, ma si sa che a Lucia Annunziata viene assegnato un compenso di 150mila euro annui. Per soli quattro numeri in 365 giorni. S’impenna il prezzo del greggio, ma i compensi dei giornalisti «in» non restano indietro.
Lucia Annunziata è molto brava, ha uno spazio di prestigio sulla Tv di Stato, scrive su un quotidiano importante, forse non ci sono compensi adeguati per i suoi talenti. Ma la notizia sulla sontuosa retribuzione crea qualche sgradevole sensazione di disagio, uno stridore psicologico indiscutibile.
Lucia Annunziata, in sua indiscussa competenza, fa parte di quella sinistra pensosa e noiosa che, navigando di conserva con l’establishment, impartisce lezioni a tutti. Fa parte di quella sinistra che accampa un’apodittica superiorità morale nei confronti di tutti quelli che non ne fanno parte e pavimenta di virtuosi propositi morali e sociali il suo interessato cammino. Brava. Bravissima, ma 150mila euro l’anno per quattro numeri l’anno di una rivista non sono pochi. Specie in questi tempi di congiuntura gelida, che strizza il Pil e lo porta a temperature prossime allo zero.
Già, Lucia Annunziata appartiene a quella sinistra ipercritica che ufficialmente piange sulla sorte di quei milioni di italiani i quali, grazie alle prodezze fiscali del governo delle sinistre, hanno riscoperto, dopo decenni, l’impossibilità di arrivare alla fine del mese. Sinistra piagnona e ipocrita, che critica le caste nella speranza di poter continuare a farne parte. E che commuove le masse descrivendo le privazioni di quei bambini che, nelle strette della quarta settimana, debbono fare a meno del latte. Annunziata dai proclami di socialità e solidarietà, questa sinistra non si fa mancare nulla, perché se non c’è latte c’è oil.
Salvatore Scarpino

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COMMENTI

62 commenti su  1  2  3  4  5  6  7  8  9  10   pagine dal più vecchio | dal più recente
#62 dimitribuffa (2) - lettore
il 02.05.08 alle ore 11:39 scrive:
L'ordine dei giornalisti non ha nulla da dire? Questo compenso è normale o nasconde il fatto che una certa persona viene pagata per rappresentare, non palesemente, gli interessi dell'Eni L'Annunziata non è quella che ci fa due palle così sul rispetto delle regole e sui conflitti di interessi di Berlusconi?
#61 ilnaso (5) - lettore
il 01.05.08 alle ore 6:51 scrive:
Nulla di personale, anche se la gioenalista Lucia Annunziata non gode della mia stima, cosa che credo non Le toglierà il sonno. Ma analizzando questi (s)compensi che hanno la tipologia del vivere Italiano, mi chiedo semplicemente se Eni non vorrebbe ripensarci, io mi candiderei come giornalista per i 4/5 numeri annuali e mi accontenterei di 15.000,00 euro, il risparmio è notevole e credo che la rimanenza possa essere utilizzata per qualcosa di piu utile, tipo abbassare il costo del prodotto immesso sul mercato, andrebbe a vantaggio del popolo Italiano, e se qualche virgola risulterà fuori posto, non credo che possa creare danni enormi, come si sà; la virgola è mobile
#60 Variatio5 (185) - lettore
il 01.05.08 alle ore 0:25 scrive:
Aldogam: purtroppo non sono definizioni mie, non posso certo arrogarmi i meriti degli altri: basta scorrere i commenti precedenti. E' comunque un piacere fornire un servizio gradito!
#59 Soccorsi (3444) - lettore
il 30.04.08 alle ore 22:09 scrive:
Giá,e io pago e io pagoo e io pagooooo!!!!!
#58 b.bruno (3976) - lettore
il 30.04.08 alle ore 21:27 scrive:
Adesso lei, l'Annunziata, che a tutti fa le domande perché è super-intelligente,adesso, interrogata dal caso in questione, si degnerà di dare una risposta?
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Alessandro Sallusti
Gli Stati Uniti lo salutano come il "salvatore d'Europa", lui elogia Berlusconi "statista" ma poi sale in cattedra  continua..
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