Le Regioni degli sprechi: non solo i vitalizi d’oro, ma pure il bonus trombati

A fine mandato gli ex eletti hanno un’indennità di "reinserimento lavoro". Il record in Calabria dove l’assegno arriva a 170mila euro. Eccezione virtuosa la Lombardia, che ha abolito il premio

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Non tutti lo sanno, ma i consiglieri regionali, a parte quelli lombardi, oltre ai contestati vitalizi, incassano a fine mandato un’indennità per il «reinserimento lavoro» o «nella vita civile», che in alcuni casi è un ottimo gruzzolo. Una liquidazione che varia per ogni Regione prevedendo conteggi e tetti diversi per il numero di mandati. Il risultato è che i primi della lista sono gli «onorevolini» calabresi con 56.850 euro a disposizione del consigliere uscente, dopo una sola legislatura. Cifra che arriva a 170.550 euro per il tetto massimo di tre mandati. Li seguono i campani con 54.860 euro e la Puglia di misura a 54.025 euro, sempre per una legislatura di 5 anni.

I deputati dell’assemblea siciliana sono fuori portata, ma le loro leggi ad hoc non permettono una corretta comparazione. La sorpresa è il quarto posto del Friuli-Venezia Giulia con 53.223 euro. I detrattori della casta l’hanno ribattezzata l’indennità dei «trombati», che segue il copione dei loro colleghi parlamentari nazionali. Bisognerebbe chiedersi come mai fior fiore di giornalisti, con contratti in aspettativa per decenni, imprenditori, avvocati, medici, professionisti vari, che continuano a mantenere l’attività ed i loro studi durante la carriera politica, in consiglio regionale o parlamento, hanno bisogno di un gruzzoletto per reinserirsi nel lavoro e nella vita civile. E forse l’agognata liquidazione dovrebbe venir collegata alle presenze in aula, scarse sia a livello nazionale che regionale.

In ogni caso il bonus per il poverino rimasto senza poltrona viene solitamente calcolato in base all’ultima mensilità dell’indennità di presenza lorda moltiplicata per ogni anno di esercizio del mandato. Prendendo come esempio il Friuli-Venezia Giulia si tratta di 53.223,65 euro per una legislatura, 106.447,3 per due, 159.670,95 per tre. L’eletto nel Consiglio di piazza Oberdan a Trieste subisce ogni mese la trattenuta di 532, 24 euro, ma a fine corsa incassa molto di più del versato.

Il Piemonte sabaudo segue la regione più ad est d’Italia con un’indennità di reinserimento di fine mandato che sfiora i 50.000 euro per un sola legislatura. I laziali ed i veneti sono staccati a 46.814 euro, ma un toscano ne incassa appena 38.000 euro e qualcosa. Il fanalino di coda spetta al valdostano che si accontenta di 33.500 euro.

In 8 Regioni non sono fissati limiti temporali su cui calcolare l’indennità di fine mandato. L’Emilia Romagna, la prima ad abolire i vitalizi, ha stabilito un massimo di due legislature, come per le Marche, Molise, Umbria, Valle d’Aosta e Veneto. La Campania prevede 16 anni per il calcolo del bonus, la Calabria tre legislature, come la Liguria, che però decurta del 50% il bonus fra il decimo e quindicesimo anno.

In Trentino Alto Adige la trattenuta obbligatoria è del 10%, ma l’indennità viene calcolata solo in base ai versamenti effettuati ad un apposito Fondo di solidarietà e ai risultati che ottiene, senza pesare ulteriormente sulle casse regionali. In Sardegna e Sicilia le trattenute sono del 6,7%, in Basilicata del 5,5%, in Campania, Marche, Piemonte, Toscana e Umbria del 5%.
La Lombardia è l’unica Regione che, da poco, ha abolito i vitalizi e pure il trattamento di fine mandato.

In Friuli-Venezia Giulia il comitato guidato dall’avvocato udinese Gianni Ortis punta ad un referendum per tagliare i costi della politica, compresa la liquidazione, ma la Regione ha alzato le barricate respingendolo. Se ne riparlerà a fine gennaio in tribunale. Il presidente della giunta di centro destra, Renzo Tondo, era stato il primo a lanciare un piano di tagli compresa la riduzione dei consiglieri. Martedì, con l’approvazione della legge di bilancio, si è stabilito che i tanto criticati vitalizi verranno aboliti dal 2013, quando si tornerà alle urne e verrà introdotto il sistema contributivo. Invece rimarranno blindate le pensioni di chi siede nell’attuale Consiglio regionale e degli ex. Stiamo parlando di 7,7 milioni di euro l’anno per 142 beneficiari. Non solo: con un emendamento dell’ultima ora l’assemblea del Friuli-Venezia Giulia ha sganciato gli stipendi dei consiglieri da quello dei parlamentari. Così facendo saranno evitate le annunciate decurtazioni che attendono in gennaio deputati e senatori.

Per salvare il salvabile, spacciandolo ufficialmente per una svolta, hanno votato assieme Pdl, Lega ed Udc, con la complicità del Pd.
Per il bonus dei «trombati» i consiglieri regionali (gli ex sono 3.385) hanno semplicemente replicato l’andazzo del parlamento nazionale. L’«assegno per il reinserimento nella vita lavorativa» dei poveri onorevoli rimasti senza scranno varia da 46.814 euro per una sola legislatura ad oltre 140.000 per 15 anni in Parlamento. Peccato che il bonus di fine mandato sia esentasse, mentre i comuni mortali pagano sulle liquidazioni dal 23 al 27% di imposte.
www.faustobiloslavo.eu

Il consiglio regionale della Liguria
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COMMENTI

57 commenti su  1  2  3  4  5  6  7  8  9  10   pagine dal più vecchio | dal più recente
#57 fossog (2239) - lettore
il 26.12.11 alle ore 19:01 scrive:
Su queste vere e proprie ruberie, concettuali e pratiche, deve intervenire lo stato centrale che deve avere l'utlima parola sulle spese amministrative delle regioni. Voglio il federalismo, cioè la responsabilità di chi spende nello spendere da scemo o meno, ma lasciare mano libera in decisioni che DEVONO rispecchiare eguali diritti e doveri in TUTTE le regioni è semplicemente CRIMINALE. E me ne frego di quel che dice quel cesso di costituzione che abbiamo, perchè è mille volte dimostrato ormai che oltre a pochi principi ormai assodati, che anche le scimmie conoscono, tutti gli applicativi sono frutto del pensiero di poveri deficenti/ignoranti del secolo scorso.
#56 stefno1 (5) - lettore
il 25.12.11 alle ore 12:49 scrive:
E io pago....
#55 velenosoveleno (1613) - lettore
il 25.12.11 alle ore 11:16 scrive:
Questi , più che politicanti , sono dei veri vampiri, rispetto ai quali i veri rapinatori sono dei galantuomini , perchè almeno rischiano. Invece questi maledetti rubano impunemente a man bassa in nome della cosidetta democrazia , la parola più falsa che ci sia.
#54 Davide (4966) - lettore
il 25.12.11 alle ore 10:38 scrive:
Da anni si parla della regolamentazione delle Regioni ma mai nessuno ci mette mano: e allora mettiamocela noi col voto e con la nostra voce. Pecoroni siamo e tali resteremo se non insorgiamo per una Italia Democratica. RIAPPROPRIAMOCI DELLA NOSTRA SOVRANITA' POPOLARE E MONETARIA.
#53 Davide (4966) - lettore
il 25.12.11 alle ore 10:36 scrive:
Ma non vi siete stancati di scrivere sempre l'effetto del problema? La causa siamo noi che li abbiamo votati, ora bisogna dire stop alla nostra rovina!!!!!!!!
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