L'Aquila - La scossa che distrugge. Quella che spezza vite, sogni, storie e futuro. Mani che scavano fra le macerie, parenti che cercano i loro cari. Il terremoto che ha colpito poco dopo le 3,30 di questa notte l'Abruzzo ha scatenato l'infernno: morte, crolli e distruzione. Il tragico bilancio provvisorio parla di almeno 179 morti, tra cui cinque bambini. Millecinquecento i feriti e oltre 70mila gli sfollati. Utilizzando la scala di magnitudo del momento sismico, che aggiorna la Richter, l’energia scatenata dal terremoto in
Abruzzo è stata pari a 6,2.
In base alla classica scala Richter, il sisma ha avuto un’intensità di 5,8. Ma le cifre indicano "solo" l'intensità, la violenza del sisma: la realtà è amcora più crudele nei 26 comuni, con paesi spazzati via e una tragica contabilità di vite distrutte, feriti, sfollati a decine di milglia, e l'eemergenza. Mentre si è continuato a scavare per tutto il giorno e la notte alla ricerca dei sopravvissuti intrappolati nei crolli.
Sessanta 60 le persone che sono state estratte vive dalle macerie degli edifici crollati. I dati, dei vigili del fuoco, sono stati resi noti al centro di coordinamento dei soccorsi allestito nella scuola della guardia di finanza.
Altre scosse durante la giornata E dopo quella terribile, ancora altre scosse. L'ultima verso l'una di notte. Intorno alle 10 di ieri la terra ha tremato ancora e molte delle case già lesionate sono venute giù. Tra i calcinacci anche il simbolo della città, all’ingresso dell’Aquila, a Porta Napoli, crollato. Sono state date indicazioni agli sfollati dell’Aquila di raggiungere la zona dello stadio, considerata sicura, dove sarà allestito un campo di accoglienza. Poi per tutto il giorno la terra ha continuatoa tremare. Una nuova, forte scossa di terremoto, di magnitudo 4,1, è stata avvertita in serata: la terra ha tremato per circa tre lunghissimi secondi, proprio mentre era in corso la conferenza stampa della commissione grandi rischi, che aveva sottolineato come sia impossibile prevedere i terremoti.
Caos all'ospedale La struttura non ha retto: è inagibile al 90%. Non tutta almeno. Un'ala dell'ospedale è crollata. E il nosocomio è senza acqua potabile. Non c’è stato approvvigionamento attraverso la protezione civile, il bar dell’ospedale è inutilizzabile perchè crollato così come il deposito del nosocomio. Nonostante i problemi e i disagi centinaia di persone sono accampate in attesa di soccorsi davanti all’ospedale dell’Aquila, che non è stato evacuato. Al nosocomio sta arrivando un flusso continuo di persone, alcuni addirittura svestiti, con ferite di vario genere, sotto choc e piangenti. La cappella del San Salvatore è diventata la corsia più affollata dove i medici stanno curando i numerosi feriti. È crollato anche l’obitorio, quindi le salme, e non solo quelle delle vittime del terremoto, sono state trasferite sempre passando davanti ai feriti in un altro spazio. La situazione è surreale anche perché le scosse, alcune di forte entità, non destano più preoccupazione nelle decine di persone impegnate nei soccorsi.
Maroni: "Sistemeremo tutti" "La macchina dei soccorsi era già partita un quarto d’ora dopo il sisma. Più rapido di così non si poteva fare" spiega il ministro dell’Interno Roberto Maroni. "Gli sfollati saranno tutti sistemati in alberghi o nelle strutture che sono in corso di costruzione. Il tutto sarà fatto in tempi rapidi. E tutti i feriti sono stati tutti trasportati nelle strutture delle regioni. I posti sono sufficienti; il presidente dell’Abruzzo Chiodi si è mosso immediatamente e quindi dal punto di vista della sistemazione dei feriti non ci sono problemi".
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