Le vittime sono 179, oltre 17mila senzatetto

Proseguono le scosse di assestamento dopo il terremoto di ieri. Almeno 10mila edifici lesionati. Interi paesi distrutti. Sono 250 i dispersi, più di 1.500 i feriti. Sessanta le persone estratte vive dalle macerie. Corsa contro il tempo per i soccorsi. Caos all'ospedale dell'Aquila: inagibile al 90%, senza acqua potabile, feriti sul piazzale. Maroni: "Tutti avranno un tetto". Bertolaso: "E' la peggiore tragedia dall'inizio del millennio". GUARDA il video - i soccorsi a L'Aquila - caos all'ospedale - le immagini

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L'Aquila - La scossa che distrugge. Quella che spezza vite, sogni, storie e futuro. Mani che scavano fra le macerie, parenti che cercano i loro cari. Il terremoto che ha colpito poco dopo le 3,30 di questa notte l'Abruzzo ha scatenato l'infernno: morte, crolli e distruzione. Il tragico bilancio provvisorio parla di almeno 179 morti, tra cui cinque bambini. Millecinquecento i feriti e oltre 70mila gli sfollati. Utilizzando la scala di magnitudo del momento sismico, che aggiorna la Richter, l’energia scatenata dal terremoto in Abruzzo è stata pari a 6,2. In base alla classica scala Richter, il sisma ha avuto un’intensità di 5,8. Ma le cifre  indicano "solo" l'intensità, la violenza del sisma: la realtà è amcora più crudele nei 26 comuni, con paesi spazzati via e una tragica contabilità di vite distrutte, feriti, sfollati a decine di milglia, e l'eemergenza. Mentre si è continuato a scavare per tutto il giorno e la notte alla ricerca dei sopravvissuti intrappolati nei crolli.
Sessanta 60 le persone che sono state estratte vive dalle macerie degli edifici crollati. I dati, dei vigili del fuoco, sono stati resi noti al centro di coordinamento dei soccorsi allestito nella scuola della guardia di finanza.

Altre scosse durante la giornata E dopo quella terribile, ancora altre scosse. L'ultima verso l'una di notte. Intorno alle 10 di ieri la terra ha tremato ancora e molte delle case già lesionate sono venute giù. Tra i calcinacci anche il simbolo della città, all’ingresso dell’Aquila, a Porta Napoli, crollato. Sono state date indicazioni agli sfollati dell’Aquila di raggiungere la zona dello stadio, considerata sicura, dove sarà allestito un campo di accoglienza. Poi per tutto il giorno la terra ha continuatoa tremare. Una nuova, forte scossa di terremoto, di magnitudo 4,1, è stata avvertita in serata: la terra ha tremato per circa tre lunghissimi secondi, proprio mentre era in corso la conferenza stampa della commissione grandi rischi, che aveva sottolineato come sia impossibile prevedere i terremoti.

Caos all'ospedale La struttura non ha retto: è inagibile al 90%. Non tutta almeno. Un'ala dell'ospedale è crollata. E il nosocomio è senza acqua potabile. Non c’è stato approvvigionamento attraverso la protezione civile, il bar dell’ospedale è inutilizzabile perchè crollato così come il deposito del nosocomio. Nonostante i problemi e i disagi centinaia di persone sono accampate in attesa di soccorsi davanti all’ospedale dell’Aquila, che non è stato evacuato. Al nosocomio sta arrivando un flusso continuo di persone, alcuni addirittura svestiti, con ferite di vario genere, sotto choc e piangenti. La cappella del San Salvatore è diventata la corsia più affollata dove i medici stanno curando i numerosi feriti.   È crollato anche l’obitorio, quindi le salme, e non solo quelle delle vittime del terremoto, sono state trasferite sempre passando davanti ai feriti in un altro spazio. La situazione è surreale anche perché le scosse, alcune di forte entità, non destano più preoccupazione nelle decine di persone impegnate nei soccorsi.

Maroni: "Sistemeremo tutti" "La macchina dei soccorsi era già partita un quarto d’ora dopo il sisma. Più rapido di così non si poteva fare" spiega il ministro dell’Interno Roberto Maroni. "Gli sfollati saranno tutti sistemati in alberghi o nelle strutture che sono in corso di costruzione. Il tutto sarà fatto in tempi rapidi. E tutti i feriti sono stati tutti trasportati nelle strutture delle regioni. I posti sono sufficienti; il presidente dell’Abruzzo Chiodi si è mosso immediatamente e quindi dal punto di vista della sistemazione dei feriti non ci sono problemi".

I soccorsi Colonne di soccorso sono in viaggio praticamente da tutta Italia. Sono in arrivo all’Aquila 1.500 vigili del fuoco, 100 poliziotti e 100 carabinieri da varie parti d’Italia per aiutare i soccorsi in provincia dell’Aquila. Dal Lazio sono partite intorno due colonne di uomini e mezzi della Protezione civile della Regione. Circa 40 le squadre con più di 200 volontari che hanno raggiunto l’Abruzzo, altrettante sono pronte a operare. Partita anche una task force vicentina, con una decina di uomini e quattro automezzi, mentre tra qualche ora si muoveranno anche 100 volontari alpini. Dalla Toscana partirà la prima colonna mobile di soccorso che dispone di strutture di soccorso, cucina da campo, servizi igienici, coperte e tende per 160 posti letto. Partiranno da Legnano per L’Aquila 50 persone della protezione civile della Lombardia, con un centro polifunzionale e una tendopoli per 250 sfollati.

Unità di crisi Un vertice operativo per il coordinamento dei soccorsi e dell’assistenza alla popolazione, presieduto dal capo del dipartimento della protezione civile Guido Bertolaso, è in corso nella scuola della guardia di finanza alla periferia dell’Aquila. All’incontro sono presenti, tra gli altri, il presidente della Regione Gianni Chiodi, il sindaco dell’Aquila, rappresentanti di guardia di finanza, vigili del fuoco, carabinieri, polizia e volontari. All’interno della scuola della guardia di finanza è stata istituita la centrale di coordinamento dei soccorsi e, probabilmente, sarà predisposto uno dei campi per consentire agli sfollati di passare la notte. Al centro della riunione ovviamente i soccorsi da portare alle persone ancora sepolte sotto le macerie nelle aree più colpite: oltre al centro dell’Aquila, Villa Sant’Angelo, Paganica, San Demetrio, Onna Fossa.

I paesi colpiti Sono almeno 26 i comuni interessati in modo "serio" dal terremoto, e i danni riscontrati, i crolli di case vecchie ma abitate e addirittura di almeno quattro palazzi, letteralmente implosi all’Aquila, fanno temere che il numero delle vittime sia destinato a salire e che sia possibile determinarlo solo tra molto tempo. In molti paesi come Santo Stefano di Sessanio, Castelvecchio Calvisio, San Pio, Villa Sant’Angelo, Fossa, Ocre, San Demetrio nè Vestini e i centri dell’Altopiano delle Rocche, sono distrutte moltissime abitazioni del centro storico, mentre presentano danni costruzioni più recenti e anche in cemento armato. La situazione più drammatica è nel capoluogo e in alcune delle sue frazioni come Onna, quasi rasa completamente al suolo, e Paganica dove sono già state registrate numerose vittime. Nel centro storico dell’Aquila vi sono numerosi crolli, moltissimi edifici lesionati e alcuni palazzi non antichi crollati completamente.

La peggiore tragedia d'inizio millennio Il terremoto che ha colpito l'Abruzzo "é la peggiore tragedia di questo inizio di millennio". Lo ha detto il capo della protezione, civile, Guido Bertolaso. L'evento, ha spiegato Bertolaso, "è paragonabile, se non superiore, al terremoto che ha colpito in passato l'Umbria e le Marche. Si tratta di una vicenda che mobiliterà il paese per diverse settimane". Appena giunto a L'Aquila il sottosegretario sta sorvolando in elicottero la zona colpita dal sisma per verificare danni e problemi.

Epicentro La violenta scossa di terremoto che è stata avvertita in nottata nel centro Italia ha avuto come epicentro una zona a sette chilometri dall’Aquila, nella zona nord, in un triangolo compreso tra la stessa città dell’Aquila e le frazioni di Collimento e Villa Grande.

Autostrade chiuse L’autostrada A24 Roma-L’Aquila, nel tratto compreso tra Tornimparte e Assergi, è stata chiusa per verifiche in entrambe le direzioni, così come l’A25 Roma-Pescara, tra Pratola e Bussi-Popoli. Lo rende noto autostrade per l’Italia, aggiungendo che per agevolare i soccorsi è stato istituito il divieto di transito per i mezzi con massa complessiva superiore alle 7,5 tonnellate sull’A24 tra il bivio A1/A24 e l’Aquila ovest, in direzione di Teramo e sull’A25, nel tratto compreso tra Pratola e Bussi-Popoli, in entrambe le direzioni. Per agevolare i soccorsi, Autostrade per l’Italia invita a non mettersi in viaggio sull’A24 in direzione dell’Aquila e di lasciare le aree di servizio Colle Tasso sud, Civita sud e Valle Aterno est e l’area di Parcheggio Roviano sud a disposizione della Protezione civile per l’accumulo dei mezzi di soccorso.

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COMMENTI

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#38 Sylvia Mayer (8996) - lettore
il 06.04.09 alle ore 15:42 scrive:
Inutile fare retorica (personalmente la odio). Ma e' ancor piu' inutile nonche'vergognoso fare polemiche, ed a poche ore dall'evento. E chi invece le fa? I soliti noti. Quelli che Berlusconi e' un giullare incapace ma potrebbe fermare i terremoti, non farli accadere,vaticinarli. Sinceramente, ragazzi, fate pena. Anzi,fate decisamente schifo. La pena e' per tutti quei poveracci sotto e sopra le macerie della loro vita. Voi, voi genericamente tutti quelli che stanno lanciandosi come avvoltoi su questa tragedia per farne una questione "politica" a proprio vantaggio.
#37 crepmaster (100) - lettore
il 06.04.09 alle ore 15:37 scrive:
Ripeto il mio appello, DONATE il sangue (potessi farlo più di una volta ci ritornerei subito). Invece di polemizzare fate un gesto concreto!
#36 bolinatore (1824) - lettore
il 06.04.09 alle ore 15:29 scrive:
Vivo in una regione, la Calabria, che fra quelle italiane è la più colpita dai terremoti per frequenza, intensità degli effetti causati, estensione delle aree con danni più gravi. Tutti i centri abitati della Calabria hanno i segni evidenti della loro storia sismica e la rete insediativa rileva questa storia. Il paese nel quale sono nato fu raso al suolo dal terremoto del 1905, che precedette di tre anni quello più noto di Reggio e Messina. La casa di mio padre, dei miei nonni e dei loro padri fu distrutta. La mia vita, benchè nato 40 anni dopo, è stata segnata da questo evento, come quella di tutti gli attuali abitanti del paese. Il terremoto non distrugge solo le case, ma anche il tessuto sociale, economico, culturale, civile. Lascia segni profondi ed incancellabili dal punto di vista psicologico ed antropologico individuale e collettivo.Tutto rimane precario perché esposto al rischio di una nuova possibile distruzione. Chi non capisce questo si astenga da commenti idioti
#35 Ilpassatorcortese (86) - lettore
il 06.04.09 alle ore 15:03 scrive:
Signori scusate se mi permetto, ma credo che i pensieri dovrebbero essere rivolti a quelle povere persone che non ci sono più. Ora è il momento del dolore.
#34 oldcaesar (104) - lettore
il 06.04.09 alle ore 15:01 scrive:
SCUSATE LA MIA INSOLENZA. Credo che le preghiere non servano. Servono aiuti concreti e SERVE ANCHE CAPIRE PERCHE' E' SUCCESSO, per poter fare prevenzione. Non sarà mica per qualche esperimento atomico malriuscito di nostri vecchi lontani amici_? La butto lì con tutta la mia ignoranza di VECCHIO quasi settantenne. Non ho la cultura per giudicare, solo il fiuto della vecchiaia. Scusate ancora se ho divagato.
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