L’estero si astiene: votano 4 italiani su 10

Cala l’affluenza dei nostri connazionali fuori confine: poco più di un milione di persone. Lunedì lo spoglio blindato. Le buste con le schede trasferite oggi a Castelnuovo di Porto. Buona la partecipazione in Sudamerica. Record in Argentina (63%)

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da Roma

Sono in volo le buste con i voti dei connazionali all’estero. Arriveranno nel pomeriggio di oggi: in più di un milione e duecentomila hanno già scelto. Meno di due anni fa: hanno dato la loro preferenza per le politiche poco più di quattro aventi diritto su dieci, l’affluenza è scesa di un punto e mezzo di percentuale. Si è fermata al 44,88% sui plichi effettivamente recapitati.
Non molto, ma è un indice di tendenza. C’è chi parla di disillusione, il sogno di un contributo alla democrazia dell’Italia oscurato dai sospetti sul voto del 2006, chi dice problemi delle poste, chi «stranezze» di troppe buste non arrivate ai destinatari. In Sudamerica invece la partecipazione è stata molto più alta: 58,53%, addirittura del 63,04% in Argentina. La percentuale viene calcolata in relazione alle buste davvero consegnate, perché tutto il voto estero si è svolto per corrispondenza, e questo, a detta di molti, dal Pdl al Pd, è uno degli aspetti più controversi, da cambiare, della legge sul voto per i nostri connazionali.
In conferenza stampa alla Farnesina ieri il vice di D’Alema, Franco Danieli, ha ringraziato tutto il corpo consolare e ha annunciato numeri straordinari per lo scrutinio: le schede del voto estero nel continente americano arriveranno oggi a Fiumicino con un volo speciale. Tra oggi e domani il materiale elettorale dei cinque continenti verrà trasferito a Castelnuovo di Porto, dove lunedì si svolgerà lo spoglio. Cinque edifici a disposizione, con milleduecento seggi e un esercito di «diecimiila persone» tra scrutatori, rappresentanti di lista e forze dell’ordine. Nel 2006 ci fu il caos, per dopodomani si parla di un numero altissimo di «controllori» (oltre cinquecento solo per il Pdl) a tutela della regolarità. Le denunce alla procura della Repubblica sul voto estero sono sei, ma non si esclude che questo numero possa aumentare. A parte quei casi messi nero su bianco e su cui indagherà la magistratura di Roma (due per il Sudamerica, due per gli Stati Uniti e due in Europa) finora ci sono sospetti, e qualche numero che fa pensare: «Non capisco come mai - spiega per esempio il responsabile del voto estero di An Marco Zacchera - la percentuale di votanti sia aumentata così tanto in Argentina e in Brasile». Di sette punti nel Paese di Cristina Kirchner, di due in quello di Lula. Ma proprio in Brasile si è svolto un pesante sciopero dei postini: «Abbiamo avuto notizia - racconta Zacchera - di una quantità incredibile di persone che non hanno ricevuto la scheda in tutto il mondo. A tanti che avevano votato nel 2006 non è arrivato il plico. Come mai? E proprio in Sudamerica l’affluenza è aumentata. È legittimo chiedersi se queste buste siano state intercettate. Purtroppo il ministero aveva richiesto la spedizione per raccomandata, ma questo non è avvenuto se non in pochissime nazioni. Le buste in molti casi sono così finite nella cassetta delle lettere. Chiunque avrebbe potuto prenderle».
Ci sono «anomalie» e denunce, ma «si tratta di poca cosa. Questa dei brogli è una campagna che va avanti dal 2006», ha attaccato Danieli. I disguidi sono stati «pochi», il resto è «gossip». Oltre il 7% delle schede non sono state consegnate, ma nel 2006 «furono il 9,20%». Il dato è compatibile con «cambi di residenza non segnalati».
Così dalla Farnesina. Al Viminale, invece, il ministro Amato sta organizzando la cena della trasparenza: porte aperte ai ministri predecessori lunedì sera. Perché il palazzo sarà «una casa di vetro» durante le ore dello scrutinio: non c’è «un cassetto manovrando il quale si modificano i risultati». Il ministro ieri l’ha detto e ridetto, l’ha ripetuto con metafore, biglietti d’invito, annunci di disposizioni speciali, per scacciare i sospetti preventivi e l’incubo delle schede confuse: è stata emanata una circolare che obbliga i presidenti di seggio «a timbrare subito le schede bianche man mano che vengono estratte dall’urna». Le schede devono inoltre essere trattate (così come chiesto dal Pdl) «ad una ad una», e non «a mucchietti»: questo comporterà «maggiore lentezza» nell’arrivo dei risultati.
Invitati a trascorrere parte della notte al Viminale, Pisanu, Scajola, Maroni, Bianco (esclusi per i loro ruoli istituzionali Napolitano e Mancino). Rosetta Iervolino, primo ministro dell’Interno donna, non è stata citata, piccola gaffe. Andrà a cena da Amato Pisanu, almeno per un caffè Maroni. Ma «il rischio di brogli - ha sottolineato Pisanu - si corre altrove».
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COMMENTI

11 commenti su  1  2  3   pagine dal più vecchio | dal più recente
#11 Maria Rosa (435) - lettore
il 12.04.08 alle ore 23:08 scrive:
Ma ci vuole tanto a "copiare" quello che fanno le altre nazioni in fatto di voto per i residenti al di fuori dei confini del paese? Come dice hellstrike non si può andare in una bella cabina al consolato? Forse si chiede troppo lavoro agli addetti al consolato stesso?
#10 Giovanni Palermo (219) - lettore
il 12.04.08 alle ore 19:06 scrive:
Tutta a una sua logica, sono stati pochi votanti solo perche´non ci sono stati tutti gli imbrogli del 2006. Penso che non ci siano stati gli imbrogli dai patronati di sinistra, e dai consolati , qui si doveva stare attenti.Speriamo bene , ci sono molti di sinistra che mangiano pane senza guadagnarselo nei consolati italiani , lavorano solo quando ci sono l´elezioni.
#9 farncesco (6) - lettore
il 12.04.08 alle ore 17:44 scrive:
Scrivi qui il tuo commento silvano ha ragione anche io vivo in argentina da solo un anno e ritengo che non sia molto giusto fare votare i residenti italiani fuori dal paese , anche se sono come me cittadini italiani a tutti gli effetti. ma dato che mi hanno dato la possibilita di votare l'ho fatto, anche perche'spero che il mio voto sia utile per mandare a casa questa sinistra rovina italia
#8 hellstrike (455) - lettore
il 12.04.08 alle ore 16:58 scrive:
@Edo ? hai avvisato chi ? ahaha .. ma fammi ridere ! Non mi meraviglio affatto di questo risultato: Io il mio voto l'ho spedito lunedì scorso, assieme ad una preghiera che arrivi dove deve arrivare. Una cosa è certa spero che il voto all'estero venga riformato, io avrei preferito andare a votare in una cabina in consolato. Certo, per molti, il consolato italiano è spesso lontano, ma almeno qui in Germania non è poi cosi una esagerazione. Forza Silvio !!!!!
#7 maucom (75) - lettore
il 12.04.08 alle ore 16:27 scrive:
Vivo negli Stati Uniti da oltre venti anni e fui felice quando ci fu concesso il privilegio del voto le scorse elezioni. Naturalmente non votai perche’ fui uno di quelli a cui il plico non arrivo’. Non votero’ neppure quest’anno perche’ il plico non l’ho ricevuto. Quello che voglio dire e’ che e’ profondamente errato il sistema di voto. Esistono Patronati Italiani quasi in ogni citta’ che uniti alla rete Consolare possono perfettamente raccogliere i voti di chi vuole votare e questo potrebbe essere fatto con il passaporto valido ed un certificato elettorale che e’ piu’ facile da ricevere che un plico elettorale che potrebbe far gola a molti. Sono convinto che in questa maniera i 15enni non potranno piu’ votare per il senato, cosa che ora accade perche’ MOLTI hanno ricevuto le due schede e chi non e’ interessato alla vita politica Italiana potra’ anche fare a meno di recarsi al Patronato e cosi’ via. Credo anche che in Nord America la campagna elettorale sia stata mal gestita da tutti e con pochissima visibilita’ anche per questo la percentuale di risposta e’ cosi’ bassa. Ma credo nella importanza del voto e nel diritto di votare che appartiene a tutti i cittadini Italiani.
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Alessandro Sallusti
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