martedì 09 febbraio 2010
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 INTERNI
giovedì 23 ottobre 2008, 09:49

LETTERA APERTA AGLI STUDENTI


"Cari studenti, avete voglia di uscire dagli slogan?". Il direttore del Giornale lancia una sfida democratica e costruttiva a chi, in questi giorni, scende in piazza per protestare: discuterne insieme per trovare nuove proposte. Dite la vostra nel forum: "Quale scuola volete?"

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Cari studenti, avete voglia di uscire dagli slogan? Lo so che in queste ore di inebriante ribellione vi sentite incaricati di una missione altissima. Guardavo per le vie e dentro le Tv i vostri volti sorpresi dal primo rossore pubblico, le mani abituate a chat e messenger che si levano timide a mostrare i tazebao, quelle mise un po’ smandrappate che si tirano dietro inconsapevoli strascichi di Sessantotto. E pensavo che quando dite di volere una scuola migliore, be’, avete proprio ragione. Ma come si fa ad avere una scuola migliore? Provate a tirare fuori dagli armadi delle aule gli slogan che vi hanno preceduto: «Ucci Ucci sento odore di Falcucci», «Con simpatia la Moratti a Nassirya», «Ministro Fioroni, servo dei padroni». A Berlinguer furono mostrate le chiappe, De Mauro fu sbertucciato come Pinocchio. Ora tocca alla Gelmini, che «divora i bambini». Le rime sono persino facili, avanti con la fantasia.

Vi siete mai chiesti, però, perché ogni riforma della scuola, proposta da qualsiasi ministro, di qualsiasi partito, è sempre fallita? Cui prodest? E che ci fanno dietro le vostre spalle professori e sindacalisti? E i no global? Che c’entrano? È davvero necessario occupare le scuole? E occupare le stazioni? Chi è che vi spinge a iniziative contro la legge? Che interesse ha? Che ci fanno i politici (persino l’assessore all’Istruzione di Napoli) fra i vostri banchi? Chi è che pensa di sfruttare il vostro primo rossore per colorare piazze altrimenti vuote? Vi hanno raccontato un sacco di balle sulla riforma Gelmini. L’hanno fatto in classe. L’hanno fatto in modo strumentale. Vogliamo discuterne? Noi siamo qui. A disposizione.

Oggi non invochiamo la Polizia: anzi, pensiamo che l’intervento delle forze dell’ordine per garantire lo svolgimento delle lezioni sarebbe una sconfitta per tutti. Pensateci. E, se potete, provate a uscire dal solito cliché delle barricate. Provate ad andare oltre gli slogan. Provate a discutere nel merito come si fa ad avere una scuola migliore. Questo sì che sarebbe, per una volta, davvero rivoluzionario.

123 commenti su  1  2  3  4  5  6  7  8  9  10   pagine dal più vecchio | dal più recente
#123 profgiona (2) - lettore
il 14.11.08 alle ore 12:26 scrive:
Caro direttore la tua lettera è proprio banale, vorrei che riflettessi su come si fa a fare una riforma senza soldi? questo potrebbe essere per te un bel tema. La scuola pubblica è un valore per l'Italia non seguire l'idea che è sempre possibile distruggere tutto in nome del taglio agli sprechi. Gli studenti, con la loro formazione ed età, hanno fatto quello che un direttore di giornale non ha fatto: hanno gridato che vogliono qualcosa di migliore. un prof.
#122 Gigi er Gigliola (3) - lettore
il 09.11.08 alle ore 9:31 scrive:
Sono uno degli studenti che stanno protestando. Parliamone della "riforma" della scuola: ma parliamone quando i tagli contenuti nella Finanziaria e il disposto sulla scuola contenuto nel decreto Brunetta saranno sospesi, quando sulla scuola non penderà più come una spada di Damocle il ddl Aprea, quando il governo aprirà veramente un confronto con i diretti interessati da una riforma (da una riforma seria, non da questa serie di tagli per risparmiare). Lei dice che ci hanno raccontato balle sulla "riforma". Ce le racconti lei, le verità: il Presidente del Consiglio ha detto la stessa cosa che ha detto lei, ma non ha mica spiegato come sta veramente la cosa. Forse perchè non può ammettere che le università si trasformeranno in fondazioni, che licenzierà decine di migliaia di personale della scuola, che stanno pensando ad una scuola gerarchizzata (pre-'68, si è detto) con il preside-padrone e gli studenti privi di parola più di oggi. Allora, ci spieghi Lei la verità, dottor Giordano.
#121 vladimiro volpi (6) - lettore
il 05.11.08 alle ore 18:15 scrive:
Ti lascio per una buona lettura il mio blog http://mmg08.blogstop.com/ Ritengo che il Governo non abbia tenuto in considerazione la necessità improcrastinabile di una seria riforma della scuola, che risolva i problemi fondamentali, evitando di lasciare spazio alla demagogia dell' opposizione. Dapprima bisogna dare il giusto spazio alle richieste delle famiglie (quelle che hanno votato Berlusconi, ma soprattutto a quelle che hanno votato contro) ricordando che gli studenti, tutti, sono anche i nostri figli. Quindi dare loro quanto spetta: sicurezza ( finanziamenti pubblici e credito bancario ), professori capaci e giovani ricercatori ( bando a concorsi obsoleti e nepotismi), strutture moderne di eccellenza ( in sintonia con i migliori atenei internazionali ed europei), iter di studi efficaci e selettivi ( con l'obbligo non virtuale della frequenza dei corsi e della sperimentazione sul campo delle aziende ), entusiasmo e immaginazione ( per restituire agli studenti la gioia del merito).
#120 Tito Lucrezio Caro (1) - lettore
il 24.10.08 alle ore 20:42 scrive:
Da studente di chimica con il cuore a destra e una precisa volontà di dedicare la mia vita alla ricerca sono coinvolto nelle proteste. Questo perché, nonostante si cerchi di far credere tutt'altro, la politica non c'entra. Certo: c'è qualche mela marcia che, non avendo nulla da fare, cerca di fare solo del casino e di buttarla in politica: non è il caso dei miei compagni di dipartimento e degli altri studenti di scienze del mio ateneo. Banalmente: non abbiamo tempo da perdere: manifestare significa svegliarsi prima e andare a dormire più tardi per non perdere ore di lavoro. Siamo preoccupati perché il blocco dei turn-over e i tagli non vanno a colpire le sacche di inefficienza: colpiscono indiscriminatamente tutti. Il ministro Gelmini ha parlato di meritocrazia: vorremmo vedere dei fatti, possibilmente prima che la scure si abbatta sulla nostra università.
#119 scuoiatore (152) - lettore
il 24.10.08 alle ore 11:57 scrive:
bravo Balzan, dobbiamo noi testimoni di epoche sinistre in tuttii sensi parlare e fare ricordare la gente, questo è importante poichè la maggior parte di loro dimeentica.INvece di faare tutto questo caos i rappresentanti degli studentidovevano chiedere al ministro Gelmini di spiegare la 133 pubblicamente, nessuno di loro la conosce, ne sono sicuro, e chiedere circa i finanziamenti, queste sono discussioni utili e moderne.I sinistri fanno male molto male a supportare questo furore,le BR le abbiamo già avute,e porrterei in piazza tutti i parenti dei morti peer mano di assassini perchèquesto sono,io penso che un assassino per soldi sia recuperabile ma chi uccide per i suoi ideali quali essi siano non capirà mai ciò che ha fatto ed io li toglierei dalconttatto con la gente,anche i loro teorici via basta....e farei in modoche questi centri sociali diventino sociali enon un allevamento di giovani indottrinati pericolosi...non è una epoca da rovinare con il passato ,BASTA
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