LETTERA APERTA AGLI STUDENTI

"Cari studenti, avete voglia di uscire dagli slogan?". Il direttore del Giornale lancia una sfida democratica e costruttiva a chi, in questi giorni, scende in piazza per protestare: discuterne insieme per trovare nuove proposte. Dite la vostra nel forum: "Quale scuola volete?"

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Cari studenti, avete voglia di uscire dagli slogan? Lo so che in queste ore di inebriante ribellione vi sentite incaricati di una missione altissima. Guardavo per le vie e dentro le Tv i vostri volti sorpresi dal primo rossore pubblico, le mani abituate a chat e messenger che si levano timide a mostrare i tazebao, quelle mise un po’ smandrappate che si tirano dietro inconsapevoli strascichi di Sessantotto. E pensavo che quando dite di volere una scuola migliore, be’, avete proprio ragione. Ma come si fa ad avere una scuola migliore? Provate a tirare fuori dagli armadi delle aule gli slogan che vi hanno preceduto: «Ucci Ucci sento odore di Falcucci», «Con simpatia la Moratti a Nassirya», «Ministro Fioroni, servo dei padroni». A Berlinguer furono mostrate le chiappe, De Mauro fu sbertucciato come Pinocchio. Ora tocca alla Gelmini, che «divora i bambini». Le rime sono persino facili, avanti con la fantasia.

Vi siete mai chiesti, però, perché ogni riforma della scuola, proposta da qualsiasi ministro, di qualsiasi partito, è sempre fallita? Cui prodest? E che ci fanno dietro le vostre spalle professori e sindacalisti? E i no global? Che c’entrano? È davvero necessario occupare le scuole? E occupare le stazioni? Chi è che vi spinge a iniziative contro la legge? Che interesse ha? Che ci fanno i politici (persino l’assessore all’Istruzione di Napoli) fra i vostri banchi? Chi è che pensa di sfruttare il vostro primo rossore per colorare piazze altrimenti vuote? Vi hanno raccontato un sacco di balle sulla riforma Gelmini. L’hanno fatto in classe. L’hanno fatto in modo strumentale. Vogliamo discuterne? Noi siamo qui. A disposizione.

Oggi non invochiamo la Polizia: anzi, pensiamo che l’intervento delle forze dell’ordine per garantire lo svolgimento delle lezioni sarebbe una sconfitta per tutti. Pensateci. E, se potete, provate a uscire dal solito cliché delle barricate. Provate ad andare oltre gli slogan. Provate a discutere nel merito come si fa ad avere una scuola migliore. Questo sì che sarebbe, per una volta, davvero rivoluzionario.

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COMMENTI

123 commenti su 1  2  3  4  5  6  7  8  9   10   pagine dal più vecchio | dal più recente
#78 Lucilla80 (2) - lettore
il 23.10.08 alle ore 15:33 scrive:
Leggendo gli altri post non posso trattenermi dal fare una considerazione: non è bello dire che gli studenti non possono esprimere una loro opinione o che sono pilotati. Gli studenti sono tante persone che diventeranno il futuro dll'Italia e che saranno di destra e di sinistra. E' giusto che lottino per il loro futuro e in una società democratica bisogna parlare ma anche ascoltare. Comunque mi pare che il direttore abbia invitato a fare proposte non a criticare.
#77 ferrarista (2) - lettore
il 23.10.08 alle ore 14:58 scrive:
Io vorrei una scuola che serva e non stare a perdere tempo e fatica con filosofia e latino che non servono a niente.Non si tocca un computer,non si usano laboratori,non si sa niente di tecnologia ma si fa la filosofia.Poi non lamentiamoci se andremo a fare i camerieri.E basta con le scuse ridicole degli insegnanti come il latino "apre la mente" e invenzioni simili.Lo dicono solo per non fare riformare la scuola e per difendre i loro interessi anzichè quello degli studenti
#76 rsarcina (4) - lettore
il 23.10.08 alle ore 14:57 scrive:
Tutta la sinistra che stà fomentando dal basso questo movimento fasullo ed ipocrita farebbe bene a nascondersi dietro la lavagna!! I veri studenti non sono certo quei dissidenti che si mostrano ai giornali ed in TV a mo di drogati, ubriachi, giocolieri, ballerini, indottrinati da sindacalisti ciechi e politici da strapazzo che non vedono, o fano finta di non vedere, cosa che è peggiore, cosa stà succedendo nelle nostre scuole (tutte)
#75 Felicius (102) - lettore
il 23.10.08 alle ore 14:52 scrive:
Da sempre i sindacati hanno avuto il compito di mediare e comporre i conflitti sociali. Questo clima di scontro sociale è solo il frutto di una mancata concertazione e del tantativo di dividere e marginalizzare i ruolo dei sindacati dei lavoratori. Quando si innesca una spirale di violenze e prevericazioni, la storia insegna che è molto difficile fermarla, e che farlo autoritariamente non produce a lungo termine alcun risultato anzi, peggiora di molto le cose.
#74 libero46 (2076) - lettore
il 23.10.08 alle ore 14:49 scrive:
La sua lettera, caro direttore, è ben articolata ma temo che quelli a cui è indirizzata non la leggano o se lo fanno non hanno la capacità di capire bene quello che lei vuol loro dire... Brutto o pessimo esempio è stato dato dal rappresentante degli universitari di ieri sera a Matrix, impacciato, ondivago e impreciso su tutto, evasivo e preparato solo a dire che... non va bene, si sfascia tutto, si tagliano i fondi...ecc. Di concreto: nulla! Questo è quanto si trova in strada anche oggi, a scapito dei bravi moltissimi giovani che vorrebbero mettere a frutto il loro studio in aula, con i loro insegnanti che, pessimo esempio di civiltà, approfittano per non fare nulla e usano gli studenti per i loro fini, poco onesti. Purtroppo la storia ci documenta che ogni ministro che ha messo mano alla scuola è stato messo alla berlina o insultato: cara Gelmini, non si fermi, qualcosa di buono uscirà, sarà sempre meglio di come vanno ora le cose.
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Alessandro Sallusti
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