Lettera al Colle: "Presidente, fermi questo insulto incivile e tragico"

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Un appello al presidente della Repubblica per salvare la vita a Eluana Englaro è stato lanciato da un gruppo di personalità cattoliche e laiche. Attraverso il sito internet www.appelloanapolitano.enter.it chiunque potrà dare la propria adesione all’iniziativa apponendo la propria firma che verrà presentata al capo dello Stato.

«Signor Presidente,
la tragica fine che si prospetta per Eluana Englaro non lascia indifferente la coscienza civile dell’Italia. Eluana è portata a morte senza che sia stata accertata in maniera incontrovertibile la sua volontà, né l’irreversibilità del suo stato vegetativo. Eluana rischia dunque di morire sulla base di una volontà solo presunta, e sarebbe l’unica persona a subire una tale sorte, poiché nessuna delle leggi sul fine-vita in discussione in Parlamento permetterà più questo obbrobrio. Signor Presidente, Le chiediamo fermamente di non permettere questa tragedia, che sarebbe un insulto sanguinoso alla storia, alla cultura, all’identità stessa del nostro Paese, convinti come siamo che nessuno deve essere costretto a morire per un formalismo giuridico. Le chiediamo un intervento perché di concerto con il Governo sia data una moratoria alla sospensione dell’alimentazione e idratazione cui è sottoposta Eluana, in attesa che il Parlamento - nelle cui fila si è già appalesata un’ampia maggioranza in sintonia con la maggioranza che vi è nel Paese - possa pronunciarsi su un’adeguata legge. Siamo certi che Ella non rimarrà insensibile al nostro appello».
Paola Binetti
Guglielmo Vaccaro
Francesco Cossiga
Giancarlo Cesana
Mario Giordano
Vittorio Feltri
Dino Boffo
Luigi Amicone
Giuliano Ferrara
Rocco Buttiglione
Fabrizio Cicchitto
Maurizio Gasparri
Gaetano Quagliariello
Renato Pozzetto
Mario Melazzini
Carlo Casini
Giampiero Cantoni

COMMENTI

28 commenti su 1  2  3  4  5   6   pagine dal più vecchio | dal più recente
#3 gigigi (1245) - lettore
il 08.02.09 alle ore 10:54 scrive:
Aderisco di buon grado. Mauro Mattetti da Roma
#2 lmisma39 (127) - lettore
il 08.02.09 alle ore 10:07 scrive:
In uno stato, dove vige una costituzione, che si presta ad interpretazioni ondivaghe e dove la magistratura dovrebbe applicare le leggi a non dettarle, dove ci sono centinaia di costituzionalisti, che danno interpretazioni opposte, e soprattutto tenuto conto che in Italia non c'è la pena di morte, siamo costretti a prendere a modello gli USA. Praticamente stiamo chiedendo al presidente della repubblica, di concedere la grazia, al condannato a morte !!. Sinceramente una repubblica così mi fa paura. Ultima considerazione " in uno stato come il nostro, può succedere che, un avvocato di grido faccia assolvere un delinquente, ed un avvocato scadente, faccia condannare un innocente ", non mi sembra una cosa di poco conto !!. Questo naturalmente per concludere, che anche l'opinione pubblica è ondivaga nei giudizi, dipende da chi la arringa. La fine di Robespierre dovrebbe far riflettere tutti.
#1 manu44 (16) - lettore
il 08.02.09 alle ore 9:15 scrive:
Napolitano Doveva Firmare, Non Si Manda A Morte Una Persona Per Un Cavillo Di Costituzionalita', Alla Fine Si Sarebbe Potuto Sistemare Tutto, Ma Intanto Si Bloccava La Macchina Della Morte!
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Alessandro Sallusti
Gli Stati Uniti lo salutano come il "salvatore d'Europa", lui elogia Berlusconi "statista" ma poi sale in cattedra  continua..
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