L’Europa contro la Merkel Ora la Germania ha paura

Tensioni tra la Commissione Ue e la cancelliera di ferro. Persino la fedele Olanda si smarca e sui giornali tedeschi si usano toni da "ultima spiaggia"

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Chissà se don Camillo e Peppone hanno tutta questa voglia di arruolarsi nel partito dei «tecnici». A tirare in ballo il prete e il sindaco di Brescello non è un politicante qualunque, ma un signore che arriva dall’Europa, un commissario degli Affari Economici, che arriva a Roma per dare sostegno al governissimo di Mario Monti. È lui, Olli Rehn, ammiratore di Guareschi, che evoca queste due maschere dell’Italia in bianco e nero: «Don Camillo e Peppone avrebbero sostenuto Monti».
I due, il nero (di tonaca) e il rosso (di vino), si saranno guardati per un attimo con l’aria guardinga di chi sente l’Europa troppo lontana e avranno commentato: «Vabbè, appoggiamo pure questo Monti. Ma dov’è che si vota?». Altri tempi. Quel vecchio anarchico di Guareschi, democristiano atipico, avrebbe senza dubbio sgamato l’inganno. Qui con la scusa della patria (ma quale patria, poi?) ci stanno commissariando e firmando l’autografo al buon Rehn lo guarderebbe fisso negli occhi. Solo per capire di che pesce si tratta. Perché una cosa è certa, il potere è sempre lo stesso, ma sta cambiando forma.
L’odore di questa crisi sa di asettico. La vedi ma non capisci bene del tutto cosa sia. Non ha lo stesso volto di quelle passate. Non è la grande depressione. Un tempo l’attenzione era tutta sulla miseria, come fare a creare lavoro, salari, strappare gli ultimi dalla povertà. Ora perfino dal salumiere si parla di spread. Questa crisi postmoderna, vorace ma impalpabile, che ti strappa la pelle come un nemico invisibile, sta peraltro cambiando la sensibilità politica dell’Europa. Un po’ alla volta ci si rende conto che la tecnocrazia sia il male minore. I governi hanno paura della crisi e si affidano a un’autorità superiore, a un comitato di saggi, di economisti, di banchieri, di funzionari, di tecnici. Quella che doveva essere la grande federazione dei popoli europei mette tra parentesi i parlamenti e comincia a considerare il voto come una perdita di tempo. Questo sentimento non vale solo per l’Italia, ma viene percepito in quasi tutti i Paesi Ue. Come definire questa cosa? La risposta più immediata si può rubare da un blog, quello dell’Anarca. Il titolare si chiama Giampaolo Rossi e, va detto subito, è anche opinionista di Tempo, Padania e Nota Politica.it e presidente di Rai Net. È lui che parla di «democrazia dei badanti».
Quella degli antichi era democrazia diretta, i moderni sono i padri della democrazia rappresentativa, questa che l’Europa spaccia come emergenza non ha tempo per i parlamenti e probabilmente sarebbe piaciuta a Platone e alla sua società dei filosofi. Sono loro i badanti. Solo che non hanno la barba bianca, ma austeri abiti da banchieri e consimili. L’idea non dispiace neppure a un costituzionalista come Gustavo Zagrebelsky, che davanti a Napolitano ieri ha riabilitato la tecnocrazia. «Di fronte a catastrofi» tecnologiche, ambientali, finanziarie, può accadere «che la politica nella sua versione democratica o demagogica soccomba.
È allora possibile che la politica si autosospenda e lasci il posto ai sapienti per tempi brevi». Zagrebelsky vede una tecnocrazia precaria, a tempo determinato, solo che il potere ha uno spiccato spirito di conservazione, sai quando si insedia, non sai quando passa la mano. Di solito una volta seduto è difficile spostargli da sotto la poltrona.
La metamorfosi è evidente in tutto il mondo occidentale. Il Financial Times, registra sempre l’Anarca, afferma candidamente che in Europa la democrazia è «un lusso antiquato». E parla di rimozione chirurgica dei governi sotto attacco dei mercati. Molti giornali europei confermano che Berlusconi è stato deposto dal «gruppo di Francoforte», definito dal britannico The Spectator «cupola che fonda la gerachia Ue (Draghi, Barroso, Lagarde) e il potere finanziario della Germania». È la vittoria delle élites burocratiche e finanziarie sulla democrazia. L’assetto oligarchico servirebbe a rendere più operativi e veloci le decisioni che questa stagione richiede. Il guaio è che non è così. I tecnocrati sono perfino più lenti dei governi parlamentari. Così l’Europa finisce per incartarsi su se stessa, fino ad apparire come l’aborto di un’utopia transazionale. Eppure l’Economist scrive che tutto questo è necessario: «Le decisioni non possono più essere legate ai tempi e alle questioni dei parlamenti nazionali».
L’ultima cosa che resta da capire è se questa fase sia passeggera o è un vero cambio culturale e politico. L’Europa della moneta non sta funzionando, quella dei popoli appare ancora molto lontana. Don Camillo e Peppone stanno bene dove stanno. Il guaio è che il destino europeo di questa «crisi allo spread» è nelle mani dei ragionier Filini, il miope collega di Fantozzi.
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COMMENTI

17 commenti su  1  2  3  4   pagine dal più vecchio | dal più recente
#17 Bruno Burinato (2874) - lettore
il 26.11.11 alle ore 18:48 scrive:
Tutto bene, arriva Monti e ci risolverà la situazione disastrosa lasciata da Berlusconi, intanto per andare avanti deve applicare le misure preparate dal precedente governo, ovviamente ove sarà possibile cancellerà quello che è stato fatto, per esempio addio federalismo, e sicuramente ci sarà altro da cancellare, senno perché avrebbero fatto quel colpo di stato presidenziale, e tutto questo per compiacere le banche angloamericane che vedono l'Euro come il fumo negli occhi e adeguarsi all'egoismo tedesco che vuole il quarto Reich Deutschland uber alles
#16 gicchio38 (769) - lettore
il 26.11.11 alle ore 15:55 scrive:
E BRAVO IL COMUNISTA NAPOLITANO RAPPRESENTANTE DI TUTTO IL POPOLO ITALIANO, DICE LUI, E IO DICO MENO UNO IL SOTTOSCRITTO CHE NON SI SENTIRA' MAI RAPPRESENTATO NE DA UN COMUNISTA E NE DA UN FASCISTA E MENO CHE MAI DA UN VECCHIO DEMOCRISTIANO BECERO ED OPPORTUNISTA CHE SI ATTACCA DOVE VI E' DA ROSICCHIARE. PARLO DI UN CERTO casini. SE DEVONO ESSERE QUESTI GLI UOMINICCHI CHE MI DEVONO RAPPRESENTARE PREFERISCO RIMANERE ORFANO.
#15 miladicodro (2042) - lettore
il 26.11.11 alle ore 14:47 scrive:
A breve assisteremo alla caduta degli Dei,governanti alcuni paesi d'Europa con la spocchia,la superbia e l,'arroganza,coadiuvati da un presidente kolcosiano di nome napolitano,ribaltonista e demagogo.Ha consegnato il Paese in mano ai professori che vanno a prendere lezioni dai teutonici e dai galli,con il plauso di stercari ed infami.Avremo avuto un Presidente del Consiglio cucu ed olgettino,ma quale grandezza per rapporto a questi azzeccagarbugli.Ridatecelo velocemente,da quel conoscitore di anime qual'è saprebbe venirne a capo sicuramente,poichè con i monti andremo tutti in mare.
#14 cesaresg (708) - lettore
il 26.11.11 alle ore 11:31 scrive:
Noi italiani dobbiamo sempre cercare le vie più difficili e dobbiamo sempre attaccarci a qualcuno che faccia qualcosa per noi (vedi MariMonti); invece noi, come popolo, prendiamo l'iniziativa, come? Intanto si può non comprare i prodotti della Germania e Francia; poi si deve comprare prodotti fatti in Italia e così daremo lavoro ai nostri lavoratori, in pratica a noi stessi. Mi fa venir rabbia quando si sente per televisione, sui giornali ecc. che non c'è lavoro, che non si trovano posti di lavoro e poi magari quelli che si lamentano sono i primi che vanno a comprare straniero. COMPRATE ITALIANO CHE FA BENE A NOI STESSI. Controllate bene che sui prodotti che comprate ci sia il marchio "made in italy". Io faccio sempre così.
#13 Gianni Croce (372) - lettore
il 26.11.11 alle ore 10:57 scrive:
Eli Wallace, nel "il buono il brutto ed il cattivo" diceva più sono grossi e più fanno rumore. Merkel, Sarkosy e quello stupido mussulmano negro d'oltreoceano....sentirete che botto!!!!!!!!!!!!!!!
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