Liberali del Pdl contro la Polverini

Sul blog "Tocqueville.it" cresce la protesta per la candidatura della sindacalista Ugl: "Con lei governatrice vincere non avrà senso". L'aspirante presidente del Lazio: "Liberista mai". Elettori sul piede di guerra

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Roma - «Non vogliamo un’altra Dede Scozzafava!». I «ragazzacci» dei blog di area Pdl hanno le idee chiare: il candidato governatore del Lazio, Renata Polverini, è una «Rino». Terminologia american style, ma messaggio politico molto chiaro. Il segretario generale dell’Ugl è una «Republican-in name-only», una «repubblicana solo di nome», da cui l’acronimo Rino. Negli Usa essere definiti «Rino» non è certo un’attestazione di stima e il Partito repubblicano ha perso un seggio al Congresso perché aveva deciso di candidare nello Stato di New York Dede Scozzafava, troppo liberal per un partito fondamentalmente conservatore. Una volta «scaricata» dai Repubblicani, Scozzafava decise di appoggiare l’avversario democratico Bill Owens suscitando ulteriori polemiche da parte di chi già la considerava una serpe in seno.

Ed ecco perché l’aggregatore di blog di area centrodestra Tocqueville.it ha dedicato la homepage del sito a due post molto critici nei confronti di Polverini, troppo liberal per adattarsi a un grande partito conservatore come il Pdl. «Ma voi la votereste una così?», si è chiesto ironicamente il blogger conservatore Giova che non esita a definire la Polverini una sindacalista «socialista, xenofila, islamofila» invitando i laziali «ad ignorare la prossima tornata regionale ed a fare una bella gita fuori porta».

Ma gli «incazzati» per una candidatura poco destrorsa non sono solo gli ultraconservatori. Al coro di critiche si è aggiunto anche Jimmomo alias Federico Punzi, radicale di centrodestra, che ha bollato la Polverini come «degna rappresentante della sindacatocrazia italiana» auspicando una «sconfitta salutare per il Pdl». Ad interrogarsi, però, è anche l’ala «fusionista» della blogosfera, cioè quella più favorevole a un’integrazione delle varie anime del Popolo della Libertà. «Che senso ha, per la destra, vincere le elezioni per poi ritrovarsi con un governatore di sinistra (o che vuole attuare politiche di sinistra, che poi è la stessa cosa)?», si chiede The Right Nation, blog di Andrea Mancia che di Tocqueville.it è l’animatore. Hanno lo sguardo rivolto verso Washington questi ragazzi e auspicano un «moto di ribellione dal basso» come quello che, negli Stati Uniti, sta ringiovanendo le iniziative repubblicane contro la politica economica di Obama.

Certo, a sollecitare la discussione è stato proprio il Giornale attraverso la lettera di Giancarlo Lehner che ricorda come l’Ugl avrebbe «gonfiato» il numero degli iscritti e attraverso una vecchia intervista di Giancarlo Perna alla candidata che dichiarava: «Liberista, mai. Sono per un socialismo buono e una migliore distribuzione della ricchezza». Parole che hanno indispettito e non poco gli intellettuali internettiani di area Pdl. «Sempre più convinto che una vittoria di Emma Bonino nel Lazio sia più che auspicabile, per porre freno ad una candidata Pdl quanto meno dubbia», ha scritto Lakeside Capital.
Sfiduciato anche Simone Bressan di FreedomLand. «Non basterà Silvio Berlusconi a garantire sulla candidatura di questa sindacalista figlia di una politica di sinistra, amica più della Cgil che delle partite Iva e candidata sulla base degli ottimi risultati ottenuti alla guida di un sindacato di cui si ostina a non voler fornire i numeri veri», ha scritto. E a leggere i commenti ai post ci si preoccupa ancor di più: a votare turandosi il naso molti «ragazzacci» non sono disponibili.
Qualcuno lo farà perché dall’altra parte ci sono i comunisti. Ma, per piacere, «non vogliamo un’altra Dede Scozzafava!».
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COMMENTI

24 commenti su  1  2  3  4  5   pagine dal più vecchio | dal più recente
#24 fiobit (1) - lettore
il 16.01.10 alle ore 11:54 scrive:
soprattutto quando una donna brava arriva a certi livelli si cerca sempre di etichettarla in qualche modo. vale per polverini, ma vale anche per altre dalla prestigiacomo alla carfagna, passando per la gelmini o la meloni. diverse di loro le ho conosciute e posso dire che sono brave a prescindere. anche polverini che può tranquillamente essere candidata alla guida di una regione come il lazio
#23 spalella (4070) - lettore
il 15.01.10 alle ore 16:22 scrive:
Per quanto mi riguarda non sono ''contro'' la Polverini.... solo sono certo che non ha la minima cultura idonea a gestire con competenza e capacità una regione con i suoi milioni di persone e le problematiche inerenti ad infratruture, sanità, lavoro, socialità ecc. Abbiamo l'esempio della lombardia e del veneto governate al meglio, se confrontate con lo scenario medio italiano, e vogliamo qualcosa del genere. Da abitante del Lazio non voterò la Polverini, ma voterò la BONINO, almeno lei si è sempre dichiarata per l'efficienza, la trasparenza.... e non và a braccetto con i preti cosa non da poco ! questa volta insomma voterò PD !!
#22 teocos (254) - lettore
il 15.01.10 alle ore 15:55 scrive:
La UGL della Polverini, alla prova sul caso Alitalia, ha fatto danni quasi quanto la Cgil e l'Anpac insieme. Mancanza di realismo, concretezza ed incapacità a cogliere il momento adatto per porsi come alternativa ai sindacati confederali e l'Anpac , che si erano confinati in un vicolo cieco dopo anni di sfruttamento dell'aziena. Non è un'opinione basta prendere atto della conclusione della vicenda con il funerale della compagnia e della della scomparsa di un ruolo italiano nel settore del trasporto aereo internazionale. I sindacalisti si impegnino a fare bene il loro mestiere, se lo sanno fare. Affidare la rotta della nave- regione ad un soggetto privo di una buona vista ovvero capacità strategica? Ma mi faccia il piacere, direbbe il principe De Curtis!
#21 giovannima (2231) - lettore
il 15.01.10 alle ore 14:46 scrive:
#19 NotimeNospace. Tranne che per il suo commento su Feltri (che non considero affatto uno stipendiato di Berlusconi, ma un giornalista che ha sempre avuto una sua opinione personale, molto spesso criticabile), sono d'accordo con lei. Io ho sempre pensato che un partito puo' definirsi grande se nel suo interno possano confluire idee e visioni anche diverse della politica(certo non radicalmente diverse). Non mi e' mai piaciuto un partito monotematico dove conta solo il pensiero del capo (vedi IDV). Il PDL grazie alla Lega ed all'ex AN, aveva al suo interno una varieta' di pensiero, ma ultimamente c'e' qualcuno che vorrebbe che il PDL si uniformasse al pensiero di berlusconi e questo non e' un bene. Anche perche', prima o poi, il Cavaliere deve mollare. E chi prendera' il suo posto??
#20 paolo le mans (25) - lettore
il 15.01.10 alle ore 14:10 scrive:
In effetti lascia un pò perplessi questa candidatura sindacalese. Ma non c'era qualche altro nome disponibile nel PDL che fosse un politico di centro destra e non un sindacalista? Oltre tutto è una, messa lì da Fini che negli ultimi tempi non sembra essere più lo stessso di prima (leggi Bossi Fini). Non sarà anche lei una serpe nel seno? E poi il sindacato non è l'artefice di quello che si dice che in Italia abbiamo gli stipendi più bassi della UE che conta e le tariffe più alte di tutti per quanto riguarda i servizi e le utenze varie? E' il sindacato che firma i contratti e non i lavoratori. Diciamo che ci danno in leasing ai padroni, dato che gli aumenti ce lidanno a rate annuali, mentre il lavoro va fatto subito e bene.
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