Ed ecco perché l’aggregatore di blog di area centrodestra Tocqueville.it ha dedicato la homepage del sito a due post molto critici nei confronti di Polverini, troppo liberal per adattarsi a un grande partito conservatore come il Pdl. «Ma voi la votereste una così?», si è chiesto ironicamente il blogger conservatore Giova che non esita a definire la Polverini una sindacalista «socialista, xenofila, islamofila» invitando i laziali «ad ignorare la prossima tornata regionale ed a fare una bella gita fuori porta».
Ma gli «incazzati» per una candidatura poco destrorsa non sono solo gli ultraconservatori. Al coro di critiche si è aggiunto anche Jimmomo alias Federico Punzi, radicale di centrodestra, che ha bollato la Polverini come «degna rappresentante della sindacatocrazia italiana» auspicando una «sconfitta salutare per il Pdl». Ad interrogarsi, però, è anche l’ala «fusionista» della blogosfera, cioè quella più favorevole a un’integrazione delle varie anime del Popolo della Libertà. «Che senso ha, per la destra, vincere le elezioni per poi ritrovarsi con un governatore di sinistra (o che vuole attuare politiche di sinistra, che poi è la stessa cosa)?», si chiede The Right Nation, blog di Andrea Mancia che di Tocqueville.it è l’animatore. Hanno lo sguardo rivolto verso Washington questi ragazzi e auspicano un «moto di ribellione dal basso» come quello che, negli Stati Uniti, sta ringiovanendo le iniziative repubblicane contro la politica economica di Obama.
Certo, a sollecitare la discussione è stato proprio il Giornale attraverso la lettera di Giancarlo Lehner che ricorda come l’Ugl avrebbe «gonfiato» il numero degli iscritti e attraverso una vecchia intervista di Giancarlo Perna alla candidata che dichiarava: «Liberista, mai. Sono per un socialismo buono e una migliore distribuzione della ricchezza». Parole che hanno indispettito e non poco gli intellettuali internettiani di area Pdl. «Sempre più convinto che una vittoria di Emma Bonino nel Lazio sia più che auspicabile, per porre freno ad una candidata Pdl quanto meno dubbia», ha scritto Lakeside Capital.
Sfiduciato anche Simone Bressan di FreedomLand. «Non basterà Silvio Berlusconi a garantire sulla candidatura di questa sindacalista figlia di una politica di sinistra, amica più della Cgil che delle partite Iva e candidata sulla base degli ottimi risultati ottenuti alla guida di un sindacato di cui si ostina a non voler fornire i numeri veri», ha scritto. E a leggere i commenti ai post ci si preoccupa ancor di più: a votare turandosi il naso molti «ragazzacci» non sono disponibili.
Qualcuno lo farà perché dall’altra parte ci sono i comunisti. Ma, per piacere, «non vogliamo un’altra Dede Scozzafava!».
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