Liberalizzazione acqua, fiducia della Camera

Montecitorio vota sì alla fiducia posta dal governo sul decreto legge Ronchi già approvato dal Senato, il cui cuore è la liberalizzazione dei servizi pubblici locali, compresa l’acqua. Trecentoventi i sì, 270 i no. Giovedì il voto finale

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Roma - Con 320 voti a favore il governo ha ottenuto la fiducia alla Camera sul decreto legge Ronchi, che prevede una serie di liberalizzazioni nel settore dei servizi pubblici, tra cui l’erogazione dell’acqua. Contro il governo hanno votato 270 deputati.

Il decreto Ronchi Il testo è stato già approvato dal Senato; il cuore è la liberalizzazione dei servizi pubblici locali, compresa l’acqua. Si tratta di un un decreto omnibus: dalla riforma dei servizi pubblici locali, agli spot telefonici alle norme sulla Tirrenia. Il decreto sana una serie di infrazioni contestate dall’Ue al nostro Paese.

Ecco cosa prevede Arriva la liberalizzazione dei servizi pubblici locali. Slitta al 30 giugno 2010 la data entro la quale il governo deve varare il primo decreto attuativo del federalismo fiscale. Nel testo anche le norme anti mafia per l’Expo 2015 per l’affidamento degli appalti. Figurano nel dl anche i fondi per infrastrutture per la Guardia di Finanza; società miste Anas Regioni per le autostrade locali; tutela privacy per rifiutare spot telefonici; una sanatoria per le farmacie; sì a lampadine ed elettrodomestici verdi. C’è anche il capitolo Tirrenia e le nuove etichette per tutelare il made in Italy.  

Ronchi: acqua non è privatizzata "L’acqua è un bene pubblico" e il "decreto non ne prevede la privatizzazione". Lo ha chiarito il Ministro per le politiche comunitarie, Andrea Ronchi, parlando del decreto che porta il suo nome, su cui la Camera ha votato la fiducia. "Nel provvedimento viene rafforzata la concezione che l’acqua è un bene pubblico, indispensabile. Si vogliono combattere i monopoli, le distorsioni, le inefficienze con l’obiettivo di garantire ai cittadini una qualità migliore e prezzi minori".

Codacons: aumenti in vista La liberalizzazione peserà sulle tasche dei cittadini con aumenti che - secondo le associazioni dei consumatori - saranno a due cifre, compresi tra il 30% e il 40%. "Si profila una vera e propria stangata", dice il Codacons, "se consideriamo in 3 anni il tempo necessario perché il nuovo sistema vada a regime, alla fine di questo processo il rischio concreto è quello di un aumento medio del 30% delle tariffe dell’acqua".

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COMMENTI

12 commenti su  1  2  3   pagine dal più vecchio | dal più recente
#12 rokko (2824) - lettore
il 19.11.09 alle ore 9:40 scrive:
I firmatari di questa legge sostengono che, dato che servono circa 20 miliardi di euro per manutenere la rete idrica in modo che non perda più il 40% dell'acqua potabile, i comuni non possono farlo mentre dei privati potrebbero. A me sembra una presa per i fondelli bella e buona: dubito fortemente che i privati mettano mani al portafoglio per gli investimenti; penso invece che faranno quello che hanno sempre fatto, ovvero prendere in gestione le società pubbliche così come sono, senza investire nulla, ed applicando le loro tariffe per rientrare dei costi di acquisto. Non prendiamoci in giro.
#11 eclipse (113) - lettore
il 19.11.09 alle ore 9:27 scrive:
ditemi UNA riforma fatta da questo Governo per i cittadini.
#10 mariolino50 (1173) - lettore
il 18.11.09 alle ore 23:20 scrive:
In altri paesi europei che hanno già provato la privatizzazione dell'acqua stanno tornando indietro, oggi a Parigi stanno facendo questo, dopo anni bollette salate servizio peggiore e impianti da rifare il privato tira solo a far ciccia, si dice dalle mie parti, ricordatevi anche delle rivolte in America latina proprio per quel problema, aumenti del 300% ai contadini, ma noi siamo pecoroni e ci fanno tutto quello che vogliono.
#9 oleizard (183) - lettore
il 18.11.09 alle ore 22:04 scrive:
In Italia le privatizzazioni sono sempre state un fallimento. Il telefono possiamo toglierlo, le assicurazioni auto anche se non abbiamo più vetture, ma all'acqua non si può rinunciare. Io rifletterei bene su questo ennesimo disastro della destra. Ne pagheremo le conseguenze magari fra 5,10 o 20 anni quando i signori adesso al governo saranno belli e decrepiti.
#8 massimo rettaroli (376) - lettore
il 18.11.09 alle ore 19:56 scrive:
Direi che e' il caso di leggere bene il testo del D.L. Ronchi prima di gridare allo scandalo; semmai è uno scandalo che alcuni acquedotti perdano fino al 45/50% dell'acqua che dovrebbe essere distribuita (e che viene comunque pagata dal contribuente). Forse questo decreto è nato proprio per sanare questo scandalo. Non affogatevi subito, per favore!!!!
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Alessandro Sallusti
Per una volta un pm aveva chie­sto di non processare Berlusco­ni. Ma niente, non è basta­to  continua..
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