Libero perché al pm non piace la Bossi-Fini

Incredibile decisione del sostituto procuratore Francesco Pinto. Il presidente della sezione ligure dell’Anm è convinto che la legge non vada applicata per via di una norma comunitaria che la contrasta. E così l’ennesimo clandestino la fa franca

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Genova - Il clandestino è libero di fare il clandestino. E di fregarsene persino dell’ordine di espulsione che gli è già stato notificato dal questore. Parola del pm che non chiede neppure al giudice e rimette in libertà lo straniero, arrestato dalla polizia, perché a suo avviso la legge Bossi-Fini non va applicata. Non vale. È carta straccia. Di più, per il magistrato genovese che ha ordinato di rilasciare immediatamente l’immigrato, in Italia è proprio vietato arrestare un clandestino. Un’«interpretazione» che però non appare così scontata neppure per i suoi colleghi vicini di scrivania. E che infatti costringe il procuratore capo di Genova a convocare tutti i suoi collaboratori per decidere come comportarsi, per scegliere come fare in modo che la legge sia davvero uguale per tutti e non dipenda da quel che pensa un singolo pm.

Il sostituto procuratore Francesco Pinto, presidente della sezione ligure dell’Associazione nazionale magistrati, non è tipo da farsi problemi ad assumere decisioni anche clamorose se tra le pieghe del codice, o meglio dei vari codici che possono essere presi in considerazione, c’è qualcosa che rafforza la sua linea interpretativa. E così questa volta ha trovato lo spunto per disapplicare la legge Bossi-Fini, quella tanto contestata da chi non sopporta la linea di fermezza del governo nei confronti dei clandestini, perché c’è una norma comunitaria che contrasta con le disposizioni italiane.

Pinto ha deciso di applicare la direttiva europea 2008/115 quando si è trovato di fronte un senegalese di 30 anni. Clandestino, vu’ cumprà, venditore ambulante senza permessi di soggiorno né licenze. Irregolare totalmente. E per di più, già sorpreso in passato senza documenti. Il questore di Genova gli aveva preparato un decreto di espulsione che lo avrebbe obbligato a lasciare l’Italia. Niente. Lui è rimasto e, nuovamente controllato, è stato arrestato. Sembrava tutto inappuntabile, invece il pm ha preso spunto dalla direttiva europea che non è mai stata neppure recepita dall’Italia, ma che dopo due anni è entrata automaticamente in vigore. Il magistrato non ha avuto dubbi. Anziché sostenere l’accusa nei confronti del senegalese, ha evitato persino di sottoporre la questione al gip e ha deciso che tra direttiva comunitaria e legge italiana fosse più giusto applicare quella favorevole al clandestino.

Il pm spiega anche i motivi delle sue scelte. E in pratica fa a pezzetti la Bossi-Fini. In quattro punti dice perché non va applicata. Nega che siano legittimi l’accompagnamento alla frontiera, la detenzione, la permanenza nei centri di identificazione e il termine di cinque giorni per abbandonare l’Italia. Tutto, insomma. «Sono disposizioni - scrive il magistrato - che risultano lesive del diritto alla libertà personale dello straniero così come tutelato dal corpo dei principi stabiliti dalla direttiva europea». E così persino l’arresto diventa «in tal modo vietato sì che impone l’immediata liberazione».
Su questa teoria non devono esserci però così tante certezze, visto che persino l’avvocato che difendeva il clandestino, ovviamente soddisfatto, ha ammesso come in Italia «l’orientamento non sia unitario. Ci sono varie correnti di pensiero. È ancora presto per cantare vittoria».

E ad avere qualche dubbio sulla scelta del pm che ha rilasciato il clandestino sono pure altri magistrati, tra cui il procuratore di Genova Vincenzo Scolastico, il capo di Pinto, che ha subito convocato un incontro con tutti i procuratori aggiunti e i sostituti. Per decidere una legge uguale per tutti.

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COMMENTI

38 commenti su  1  2  3  4  5  6  7  8   pagine dal più vecchio | dal più recente
#38 migrante (4406) - lettore
il 22.01.11 alle ore 19:17 scrive:
Ahime 37saludos ha ragione, quello che non viene detto da nessuno e`che le direttive dell'Unione prevaricano anche la tanto difesa Costituzione..e`il trattato di Lisbona , bellezza !...quello tanto voluto dall' Amato de bilderberg !!!...han tutti paura di dirvi che cosa stia realmente succedendo...e la storia di Berlusconi non e`deltutto fuori da questo !
#37 saludos (3) - lettore
il 22.01.11 alle ore 17:53 scrive:
dal 24/12/2010 l'italia è OBBLIGATA ad applicare la direttiva 2008/115/CE per il reimpatrio di immigrati. La norma stravolge la bossi fini, che prevede l'espulsione e la misura coercita da subito, mentre la direttiva prevede fino a 30 giorni in cui il soggetto regolare può provvedere al "reimpatrio volontario". TUTTI i magistrati sul territorio nazionale DEVONO applicare dalla data indicata la nuova norma che NON prevede l'arresto in prima istanza. IL PM ha proceduto secondo legge, l'articolo è scritto da chi non conosce la legge e molti di dei commenti che leggo sono frutto di ignoranza. Tra l'altro, la norma avrebbe potuto essere recepita dal governo in maniera più armonica, nulla è stato fatto, e passato il termine obbligatorio che era il 24/12/2010 l'Italia è obbligata ad applicare la direttiva CEE che è gerarchicamente superiore alla legge bossi-fini.
#36 Ennaz (1021) - lettore
il 22.01.11 alle ore 16:16 scrive:
Se il CSM fosse costituito da persone serie-presidente compreso-avrebbero già dovuto sanzionare disciplinarmente questo Pinto,invece...tra poco sarà anche promosso!!
#35 Dulcamara (1643) - lettore
il 22.01.11 alle ore 15:57 scrive:
Avete visto che non sono poi così pochi in mezzo a tanti bravissimi? Credetemi sono tutti uguali! Ed é normale. Uno bravissimo, onestissimo, lavoratore indefesso, quando vede che molti altri fanno il cavolo che gli pare e nessuno gli dice mai niente, dopo un po' si stanca di prendere decisioni pesanti: ma chi me lo fa fare! E' normale, in tutti i mestieri o professioni o incarichi. E' normale.
#34 atlas918876 (45) - lettore
il 22.01.11 alle ore 15:46 scrive:
Le direttive UE non sono immediatamente esecutive, ma debbono essere prima recepite dal Parlamento. L'Italia è ancora uno Stato sovrano e nessuna autorià esterna può produrre leggi direttamente esecutive in Italia. Diverso è il caso dei regolamenti, di importanza minore. Il magistrato è soggetto soltanto alla legge per norma costituzionale. E qui per legge deve intendersi la legge italiana, non le direttive europee. Quel p.m. andrebbe radiato senza indugio dall'ordine giudiziario se le cose stessero come descritte nell'articolo.
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