giovedì 09 settembre 2010
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 INTERNI
sabato 19 gennaio 2008, 08:53

L'imprevedibile successo del papa timido

Domani sarà un giorno speciale per il Papa. Verranno da tutta Italia a manifestargli solidarietà dopo il fattaccio della Sapienza. Sarà un modo per rivendicare la libertà di parola per la Chiesa; un modo per reagire a un laicismo ormai più anticristiano che anticlericale. Ma soprattutto sarà un modo per abbracciare il Papa e dirgli: ti vogliamo bene

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Eppure questo Papa, che in teoria avrebbe dovuto essere «di nicchia», una sorta di Pontefice dei soli tradizionalisti, ha risvegliato l’orgoglio dei credenti e provocato l’ammirazione e la curiosità anche di tanti non credenti. Ha avuto successo, insomma. Ma, proprio per queste sue caratteristiche, del successo Papa Ratzinger ha perfino timore. Uomo non solo timido, ma soprattutto realista, non insegue il mito ingannevole della Chiesa trionfante, sa che la vocazione dei cristiani è quella di essere minoranza, piccolo gregge, sale della terra. Per questo lui domani vivrà una giornata di festa: ma non vuole che la festa si trasformi in una prova di forza. Non sta nei numeri, né nelle adunate oceaniche, la forza della Chiesa.

Conscio che la Provvidenza scrive spesso diritto su righe storte, Papa Ratzinger sa che anche un fatto negativo come la sua esclusione dalla Sapienza si è paradossalmente trasformato in una vittoria. Ma questa vittoria vuole godersela solo con un piccolo sorriso, perché il suo carisma è la discrezione.

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