Eppure questo Papa, che in teoria avrebbe dovuto essere «di nicchia», una sorta di Pontefice dei soli tradizionalisti, ha risvegliato l’orgoglio dei credenti e provocato l’ammirazione e la curiosità anche di tanti non credenti. Ha avuto successo, insomma. Ma, proprio per queste sue caratteristiche, del successo Papa Ratzinger ha perfino timore. Uomo non solo timido, ma soprattutto realista, non insegue il mito ingannevole della Chiesa trionfante, sa che la vocazione dei cristiani è quella di essere minoranza, piccolo gregge, sale della terra. Per questo lui domani vivrà una giornata di festa: ma non vuole che la festa si trasformi in una prova di forza. Non sta nei numeri, né nelle adunate oceaniche, la forza della Chiesa.
Conscio che la
Provvidenza scrive spesso diritto
su righe storte, Papa Ratzinger
sa che anche un fatto negativo come la
sua esclusione dalla Sapienza
si è paradossalmente trasformato
in una vittoria. Ma questa
vittoria vuole godersela solo con
un piccolo sorriso, perché il suo
carisma è la discrezione.
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