mercoledì 08 luglio 2009, 07:00
LINTERVISTA MATTEO SALVINI
«Ho chiesto e lo torno a chiedere carrozze notturne per sole donne. (Squilla il cellulare, suoneria Oh mia bella Madunina). Anche il sindaco di Milano era daccordo. Pure lei razzista. Anche Alessandra Mussolini applaudiva quella richiesta».
Adesso, la Mussolini linvita a «sciacquate a vocca primma e parlà e nuiè».
«Salto la domanda. Non rispondo. È un dialetto che non conosco pur apprezzando e rispettando da padano tutti i dialetti».
Non le sembra di esagerare, di tirare un po troppo la corda?
«Giuro, non capisco una parola di quel gergo napoletano e quindi non rispondo. Voglio però dire con chiarezza e senza giri di parole che non ci sto a passare per razzista e incivile. Queste accuse sono carta straccia».
Resterà però quel video, quel coretto volgare che chiunque, anche suo figlio, potrà scaricarsi domani da internet e, magari, chiederle ragione.
«Quando vado allo stadio può capitare che porti anche mio figlio. Ascolta quei cori, come fanno altri ragazzi. Sorride, se è il caso scuote la testa e finisce lì. È tifo, solo tifo».
Ah, ma lei dice «negro» o «nero»?
«Non ho paura delle parole. Io dico negro perché non gli do alcuna connotazione dispregiativa che, senza forse, gli dà chi li chiama neri».