L’inutile Europa ci toglie pure il crocifisso

La Corte di Strasburgo vieta l’esposizione a scuola. Una sentenza assurda. La storia dell’Italia, la sua arte e la sua bellezza sono tutt’uno col cristianesimo. Bruxelles deve rendersi conto che ogni popolo è un’eccezione

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Le religioni non sono monete. Fare l’unificazione europea a tavolino, cominciando astutamente dall’economia e dalla moneta, ha permesso finora di tenere basso lo scontro con ciò che veramente crea i popoli ed è creato dai popoli: i loro sentimenti, le loro fedi, il loro spirito, il loro passato, la loro storia, le loro tradizioni, i loro valori, i significati che i popoli assegnano al loro «essere se stessi». Le religioni praticamente sono il contenitore di tutto questo, lo rispecchiano nel momento stesso in cui lo plasmano. Noi possiamo cercare di spiegare in termini teologici le differenze fra la Chiesa cattolica e quella ortodossa, oppure fra quella ortodossa e le varie chiese riformate, ma che non sia stata la teologia a crearle si vede a occhio nudo: il rituale ortodosso con la solennità dei suoi gesti, con il calore dei suoi canti, con l’intensa calma passione delle sue icone, è frutto dell’anima russa, di nient’altro che del popolo russo. Nessun inglese, nessuno svedese avrebbe mai potuto produrlo.
I politici che hanno progettato l’Unione europea hanno affermato che ci univamo perché eravamo uguali; ma nelle religioni non si è, non si può essere uguali, perché appunto, come le lingue, esse si differenziano in funzione della diversità dei popoli. Adesso, dunque, è giunto per l’Ue il momento più difficile: vivere l’unione senza isterilirci, senza morire. Questo significa per prima cosa salvaguardare i segni visibili dell’appartenenza religiosa. In Italia l’architettura, le rappresentazioni pittoriche, i crocifissi, le innumerevoli Madonne, fanno parte della storia, dell’arte, delle tradizioni di un paese che si è talmente alimentato, lungo lo scorrere dei secoli, della bellezza del Vangelo che sarebbe impossibile immaginare un S. Francesco senza il dolce paesaggio dell’Umbria, un S. Benedetto senza l’ordinata gravità del lavoro romano, un Raffaello senza l’innamorata contemplazione della Vergine Maria. Oggi si vogliono togliere i crocifissi dalle aule nelle scuole pubbliche; per proteggere, come si afferma, la libertà degli studenti. Ma anche le migliaia di edicole della Madonna, che proteggono i viandanti agli incroci delle strade, sono «pubbliche»; presto qualcuno, giustamente, vorrà che vengano eliminate. Guardiamo bene in faccia il prossimo futuro: se nell’Ue per essere liberi bisogna che in pubblico vengano cancellati tutti i segni che indicano un’appartenenza, questo significa che nessun popolo sarà più un popolo, salvo che si ritenga che possa farci sentire «Popolo» l’esposizione nelle scuole e agli angoli delle strade della faccia di Barroso. Il «privato» non crea un popolo, ed è questo che succederà: tutte le differenze saranno costrette a vivere, o a sopravvivere, nell’ambito del privato e l’Europa sarà debolissima perché saranno a poco a poco cancellati, anche nella memoria, i tratti distintivi che legano fra loro i popoli che la compongono.
Toccare le abitudini religiose significa toccare l’anima dei popoli. Cosa pericolosissima, anche là dove sembra, come in Europa, che le fedi siano ormai sbiadite, la partecipazione ai precetti in declino. Questo è un punto di cui i governanti, anche quelli ecclesiastici che hanno aderito alla realizzazione dell’Unione europea, non hanno tenuto conto: la scarsa aderenza visibile ai dettami delle Chiese, soprattutto nell’area occidentale, non significa l’abbandono, ma piuttosto, insieme allo sviluppo sempre maggiore del pensiero critico, un bisogno religioso anch’esso critico, profondo, difficile da esprimere, ma esigentissimo, «vero», che finora la chiesa cattolica non ha saputo esaudire. Ma, proprio perché i cristiani oggi conoscono meglio il significato di una religione, la loro ribellione scatterà di fronte alla pretesa dei governanti di togliere i crocifissi dalle scuole più che a un’imposizione di uguaglianza di carattere dottrinale. Perché questo, in Europa, tutti lo sappiamo bene; sono stati i nostri più grandi pensatori a insegnarcelo, da Platone a Cartesio a Leopardi: «Essere, è essere diverso».
I governanti italiani, dunque, si muovano subito; nell’interesse dell’Italia, ma anche dell’Europa. Bisogna istituire a Bruxelles l’abitudine a innumerevoli «eccezioni»...

COMMENTI

109 commenti su 1  2   3  4  5  6  7  8  9  10   pagine dal più vecchio | dal più recente
#99 cgf (3463) - lettore
il 04.11.09 alle ore 19:52 scrive:
una volta tanto posso pensarla come Bossi? la sentenza della.... è......
#98 mariusna48 (92) - lettore
il 04.11.09 alle ore 19:39 scrive:
L' Europa voluta dai poteri politici e finanziari cadrà per il potere religioso. Quello religioso,da solo in grado di unificare i popoli, le coscienze, le secolari tradizioni, più della comune moneta e della comune economia. La dicotomia tra l'Europa dei burocrati e l'Europa dei popoli ora è ancora più marcata dopo questo sciagurato provvedimento. Se c'è una cosa che la gente comune sente più distante è proprio l' Europa. Una cosa percepita come astratta ma capace di modificare la vita di ognuno di noi se il popolo, la gente o gli elettori (come ci vogliamo chiamare?) non si impossessa del diritto fondamentale di decidere NOI il ns. futuro. Presumo che dopo l'ennesimo tentativo di mettere il naso negli "affari interni" di ognuno di noi cosa decideranno ancora lì a Bruxelles o "vattelapesca"? Che ad. es. le varie Croce rossa, verde, oro aboliscano le croci dai loro mezzi? Non ci rimarrebbe che chiedere tutti asilo politico alla vicina Svizzera e riunirci sotto la sua bandiera crociata.
#97 widc (25) - lettore
il 04.11.09 alle ore 19:32 scrive:
Grazie sig.ra Magli, leggo i suoi articoli sempre con molto interesse. devo aggiungere che però non li condivido praticamente mai. I suoi testi infatti sono normalmente ricchi di un nazionalismo abbastanza gretto che le fa travisare la realtà, sono basati su sue opinioni personali (che lei considera veri dogmi) e non su fatti. Lei ritiene che l'identità di tutta la nazione sia formata da ciò che lei descrive. ma in realtà attribuisce all'intero popolo le caratteristiche che lei vorrebbe che il popolo avesse. In questo articolo emerge, mi scusi se lo dico, anche parecchia ignoranza e pressappochismo quando 'fa di tutta l'erba un fascio', parla di una 'Europa' (in cui rientra UE, corte dei diritti, stati nazionali stranieri..) che è l'esatto opposto dell'Italia che lei descrive. Ovviamente sia l'una che l'altra, sono solo sue invenzioni ideologiche. Continuerò sempre a leggere i suoi pezzi con attenzione, spero solo che qualche lettore non finisca anche col credere in ciò che dice!
#96 maria pasionaria (402) - lettore
il 04.11.09 alle ore 19:21 scrive:
#93 patrenius Allora si faccia restituire da Bossi i tricolore che non ha bruciato. qualcuno forse è rimasto, in magazzino
#95 maxbal (216) - lettore
il 04.11.09 alle ore 19:09 scrive:
#27 Socrate77: a parte che con quello pseudonimo dovrabbe dimostrare di avere un cervellone grande così..e invece...; io sono cattolico ed italiano come milioni di miei fantastici connazionali: perché dovremmo ritirarci in Vaticano? E' lei che dovrebbe fare come Togliatti e smammare in Russia sovietica...ma già, non c'è già più, voi costruite solo porcherie che durano pochissimo...
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