martedì 09 febbraio 2010
 
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domenica 25 ottobre 2009, 07:00

L’Italia pornocratica con famiglia componibile a piacere

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È permesso dire che preferisco essere governato da un donnaiolo incontinente piuttosto che da un abituale frequentatore di trans, in festini di coca e sesso? E che preferisco chi denuncia i ricattatori e li attacca in pubblico a chi li asseconda, li paga di nascosto e poi nega tutto in pubblico? So distinguere tra sfera pubblica e sfera privata, giudico chi governa da quel che fa da governatore e non da erotomane. Però lasciate che io consideri più squallido, più ricattabile e meno affidabile il politico del secondo tipo. Se poi a questo aggiungiamo il moralismo di cui si è finora ammantato insieme alla sua parte politica, allora il disgusto cresce perché lo squallore si veste pure di ipocrisia e pretende di impartire agli altri lezioni e punizioni da cui ci si sente esonerati.
Ma non ho nessuna intenzione di scrivere un trattato ideologico sulla preferenza delle escort rispetto ai trans. No, non la butto in politica.
Mi chiedo: ma che razza di Paese stiamo disegnando? Mi riferisco in particolare a due fatti. Un fatto piccolo e brutto ma che giganteggia nei media e nelle conversazioni della gente, come appunto il caso Marrazzo; e un fatto gigantesco e radicale che è passato quasi inosservato, vale a dire una sconvolgente sentenza della Cassazione che ha ridefinito il concetto di famiglia: non pensate più, hanno detto gli emeriti ermellini della II sezione penale, alla famiglia secondo natura e tradizione, padre-madre e figli, ma è famiglia «ogni consorzio di persone fra le quali, per strette relazioni e consuetudini di vita, siano sorti rapporti di assistenza e solidarietà per un apprezzabile periodo di tempo». Per dirsi famiglia è sufficiente una certa «stabilità del rapporto».
Insomma la famiglia come noi la intendevamo da millenni non c’è più per legge e noi stiamo ancora a parlare di mogli, madri e figli... Sulla base di quella definizione di famiglia, sono famiglie le coppie omosessuali o i conviventi di ogni tipo; se due o più studenti o lavoratori condividono per un apprezzabile periodo di tempo lo stesso tetto e hanno consuetudini di vita insieme, sono una famiglia; se un signore anziano vive con una badante ed è assistito, quella è una famiglia. E si potrebbe estendere la famiglia a interi condomini, squadre di calcio o clan di prostitute che vivono sotto lo stesso tetto e lo stesso pappone. Se Marrazzo andava davvero con frequenza nella casa del trans brasiliana, come ha dichiarato lei stessa, Natalì, e aveva un rapporto ormai consolidato e solidale da sette anni, quella di Marrazzo e il trans è una famiglia, non meno famiglia, in termini di legge, di quella che Marrazzo aveva con sua moglie e i suoi figli. Ubicata in via Gradoli, dove un tempo si nascondevano i terroristi che rapirono Moro e oggi si imboscano governatori eccitati... Ci toccherà rimpiangere il tempo delle Brigate rosse?
È una sentenza, qualcuno minimizzerà, si riferisce a una storia particolare, è una constatazione tecnica e giuridica non civile e culturale e così non ci pensiamo... Ma qui con un breve dispositivo e tre frasette si demolisce la struttura naturale e culturale su cui si è fondata da millenni ogni civiltà, non solo quella cristiana: la famiglia composta da padre, madre, figli.
Allora io mi metto nei panni in cui già sono, di cittadino comune, di contemporaneo, connazionale e concittadino di quel governatore, quei trans, quei quattro carabinieri e quei magistrati, e mi chiedo: ma che sta succedendo?
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141 commenti su  1  2  3  4  5  6  7  8  9  10   pagine dal più vecchio | dal più recente
#141 Sylvia Mayer (8996) - lettore
il 30.10.09 alle ore 23:51 scrive:
*#140 Maria Antonietta* - C'entrano col fatto che se ci si deve preoccupare socialmente di qualcosa, se si parla (come lei ha fatto) di comportamenti e mentalita' pericolose, non e' ai gay che dovremmo pensare, ma alla caterva di pervertiti eterossesuali. Guardi Maria Antonietta che non m'interessa punto avere l'ultima parola. La scriva lei, se crede. A me interessava solo disquisire con lei.
#140 Maria Antonietta (352) - lettore
il 29.10.09 alle ore 19:20 scrive:
X Sylvia Mayer le lascio volentieri l'ultima parola sul complesso argomento anche se non capisco cosa c'entrino le violenze commesse dagli eterosessuali sugli innocenti, chi le ha mai negate? E che forse non devono essere indagate, punite e prevenute?
#139 Sylvia Mayer (8996) - lettore
il 29.10.09 alle ore 4:29 scrive:
*#137 Maria Antonietta * - Cara Maria Antonietta, so che normalmente siamo in accordo, e che "l'asino" casca sempre sulle questioni "etiche'. Anch'io sono nessuno, ma sono anche una che si interessa a tutte le vicende sociali (a cominciare quindi da quelle politiche e comprese quelle psicanalitiche) da tempo immemorabile. Per tutto quel che ne so, l'omosessualita' non e', se non in alcuni casi, un problema psicologico. Ne' l'omosessualita' e uguale in tutte le sue forme, espressioni, ed individui. E' molto ma molto piu' complessa di come comunemente si crede. Ma se anche fosse come dice lei un problema psicologico, non vedo che rilenza sociale avrebbe, tanto da essere dannoso. Dannoso e' semmai da considerarsi, per esempio, il problema psicologico che spinge milioni di *eterosessuali* in tutto il mondo a violentare -spesso anche a torturare ed uccidere- donne, bambini e bambine.
#138 Sylvia Mayer (8996) - lettore
il 29.10.09 alle ore 4:22 scrive:
Spero lei sappia che non c'e' paragone a livello numerico fra questi reati vergognosi contro la persona compiuti da etero e lo stesso tipo di reati compiuti da gay. Credo sarebbe di gran lunga meglio preoccuparsi dei primi che dei secondi. Gli etero deviati sono di gran lunga e senza tema di smentita loro si' pericolosissimi.
#137 Maria Antonietta (352) - lettore
il 28.10.09 alle ore 19:24 scrive:
XSylvia Mayer, la stimo e leggo sempre i suoi commenti trovandomi quasi sempre d'accordo con lei, ma questa volta no, non ci riesco e non sto cambiando discorso. Sa, io ho percorso l'iter opposto a quello che va per la maggiore: da giovane sono stata una che sosteneva che ognuno è libero di andare con chi vuole, uomo, donna,trans, tutto andava bene perchè, appunto, riguardava la sfera privata. Non ritengo affatto l'omosessualità una disfunzione sessuale ma un problema psicologico, di totale chiusura all'altro sesso e quindi, su larga scala, un comportamento che danneggia la società e questo non lo sostengo solo io che non sono nulla.
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