L’Italia pornocratica con famiglia componibile a piacere

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È permesso dire che preferisco essere governato da un donnaiolo incontinente piuttosto che da un abituale frequentatore di trans, in festini di coca e sesso? E che preferisco chi denuncia i ricattatori e li attacca in pubblico a chi li asseconda, li paga di nascosto e poi nega tutto in pubblico? So distinguere tra sfera pubblica e sfera privata, giudico chi governa da quel che fa da governatore e non da erotomane. Però lasciate che io consideri più squallido, più ricattabile e meno affidabile il politico del secondo tipo. Se poi a questo aggiungiamo il moralismo di cui si è finora ammantato insieme alla sua parte politica, allora il disgusto cresce perch´ lo squallore si veste pure di ipocrisia e pretende di impartire agli altri lezioni e punizioni da cui ci si sente esonerati.
Ma non ho nessuna intenzione di scrivere un trattato ideologico sulla preferenza delle escort rispetto ai trans. No, non la butto in politica.
Mi chiedo: ma che razza di Paese stiamo disegnando? Mi riferisco in particolare a due fatti. Un fatto piccolo e brutto ma che giganteggia nei media e nelle conversazioni della gente, come appunto il caso Marrazzo; e un fatto gigantesco e radicale che è passato quasi inosservato, vale a dire una sconvolgente sentenza della Cassazione che ha ridefinito il concetto di famiglia: non pensate più, hanno detto gli emeriti ermellini della II sezione penale, alla famiglia secondo natura e tradizione, padre-madre e figli, ma è famiglia «ogni consorzio di persone fra le quali, per strette relazioni e consuetudini di vita, siano sorti rapporti di assistenza e solidarietà per un apprezzabile periodo di tempo». Per dirsi famiglia è sufficiente una certa «stabilità del rapporto».
Insomma la famiglia come noi la intendevamo da millenni non c'è più per legge e noi stiamo ancora a parlare di mogli, madri e figli... Sulla base di quella definizione di famiglia, sono famiglie le coppie omosessuali o i conviventi di ogni tipo; se due o più studenti o lavoratori condividono per un apprezzabile periodo di tempo lo stesso tetto e hanno consuetudini di vita insieme, sono una famiglia; se un signore anziano vive con una badante ed è assistito, quella è una famiglia. E si potrebbe estendere la famiglia a interi condomini, squadre di calcio o clan di prostitute che vivono sotto lo stesso tetto e lo stesso pappone. Se Marrazzo andava davvero con frequenza nella casa del trans brasiliana, come ha dichiarato lei stessa, Natalì, e aveva un rapporto ormai consolidato e solidale da sette anni, quella di Marrazzo e il trans è una famiglia, non meno famiglia, in termini di legge, di quella che Marrazzo aveva con sua moglie e i suoi figli. Ubicata in via Gradoli, dove un tempo si nascondevano i terroristi che rapirono Moro e oggi si imboscano governatori eccitati... Ci toccherà rimpiangere il tempo delle Brigate rosse?
È una sentenza, qualcuno minimizzerà, si riferisce a una storia particolare, è una constatazione tecnica e giuridica non civile e culturale e così non ci pensiamo... Ma qui con un breve dispositivo e tre frasette si demolisce la struttura naturale e culturale su cui si è fondata da millenni ogni civiltà, non solo quella cristiana: la famiglia composta da padre, madre, figli.
Allora io mi metto nei panni in cui già sono, di cittadino comune, di contemporaneo, connazionale e concittadino di quel governatore, quei trans, quei quattro carabinieri e quei magistrati, e mi chiedo: ma che sta succedendo?
Sono tanti gli episodi di cronaca che ci raccontano di un degrado diffuso. Ma i due fatti citati hanno qualcosa di speciale perch´ non riguardano il Paese reale ma il Paese legale, non provengono da gente comune, poveri sfigati o emarginati ma dalle classi dirigenti, ovvero da coloro che dovrebbero guidare il Paese. Tutti dicono: non mi interessa sapere quel che fa Marrazzo nella vita privata, non giudichiamo, ognuno ha i suoi vizietti e marrazza come vuole... Ma che state dicendo? Un conto è separare, come è giusto, il giudizio politico e amministrativo dalla sfera privata e dai gusti sessuali. Un'altra cosa è far passare per normale amministrazione, vita quotidiana, il solito tran-trans, festini con trans, sesso e coca.
Non valuterò mai politicamente Marrazzo e nessun altro governante da quel che fa in camera da letto; sto parlando di una società imbarbarita, che reputa lecito ogni egoismo, ogni piacere, ogni sfizio purch´ consensuale. Questa è stata giorni fa la definizione di libertà sessuale posta dal massimo ideologo del nostro tempo, Luxuria, in un programma televisivo: nessun limite al sesso se fatto tra adulti consenzienti. E quando il povero Storace ha sommessamente obbiettato: dunque anche l'incesto, se è fatto tra due adulti consenzienti sarebbe lecito... lì sono insorti tutti. Ma nessuno ci ha spiegato qual è la differenza di libertà e liceità tra un incesto tra due adulti consenzienti rispetto ad altri tipi di unione, omo o trans. Eppure ci stiamo abituando a tutto, non ci sorprende più niente. Per restare ai governatori di Regioni, ormai può far scalpore solo scoprire che il governatore della Puglia Nichi Vendola frequenta di nascosto una donna, per giunta nubile e illibata...
Tornando serio, torno a chiedervi: con questi esempi e con la loro accettazione universale nel nome della libertà, che società stiamo disegnando, cosa viene fuori da questo rovesciamento e spappolamento di valori condivisi, esperienze millenarie, realtà di vita consolidate? Non è una predica da preti, non vi sto parlando di peccati e nemmeno sto deplorando la deriva pornocratica del nostro Paese pur evidente; proprio ieri scrivevo anzi un pezzo sulla necessità di conciliare sesso e religione. No, mi preoccupa la decadenza, l'allucinazione collettiva, la totale perdita dei confini non tanto fra la norma e la violazione, ma tra la realtà e l'immaginazione, tra la vita e il sogno.
Anni fa scrissi che stavano nascendo i postitaliani e Berselli su quella definizione ci fece un libro; e più recentemente ho scritto di sfamiglia, e Crepet con quel titolo ci ha fatto ora un libro. Oggi parlerei di transitaliani con sfamiglia componibile a piacere, come i mobili Ikea.

COMMENTI

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#136 Sylvia Mayer (8996) - lettore
il 28.10.09 alle ore 17:42 scrive:
*#135 Maria Antonietta *-Lei ha cambiato il discorso,cara Maria Antonietta.Dice che ci sono sentenze legali di divorzio che indicano nel tradimento del coniuge con un/una omosessuale e'un'aggravante?Puo' anche essere,vista l'omofobia ancora vigente in Italia,ma gradirei che mi mostrasse quelle sentenze.Non ho dubbi su quanto lei dice di se'stessa,"se mio marito..." etc.,e ritengo lei abbia ogni diritto di*personalmente*schifarsi di qualsivoglia cosa le faccia schifo.Ma questo non c'entra nulla con quello di cui si parlava,che riguardava una questione sociale. Sul piano personale,poi,la "risposta" e'quella della moglie di Marrazzo.Che dichiara di amare comunque suo marito e di non intendere lasciarlo.Qualunque cosa lei Antonietta pensi di questa moglie,e' l'esempio che i giudizi e l'affrontare certe cose si equivalgono,sono soggettivi e personali.Io,che attacco politicamente quella moglie che, giornalista, ha omesso di dare la notizia,la stimo invece come donna e come essere umano
#135 Maria Antonietta (403) - lettore
il 27.10.09 alle ore 18:38 scrive:
Cara Sylvia Mayer, se io moglie avessi il marito che mi tradisse con una donna, forse potrei perdonarlo, forse, ma se fosse andato con un uomo o con un trans no, mai, lo schifo prevarrebbe su ogni altra considerazione. Pensa che questa reazione sia solo mia? Allora si legga le sentenze in sede legale riguardo ai divorzi, c'è qualche differenza o il sesso ( sia pure privato)è proprio tutto uguale? Una relazione vale l'altra, sullo stesso piano allegramente?
#134 Sylvia Mayer (8996) - lettore
il 27.10.09 alle ore 18:03 scrive:
*#133 Maria Antonietta* - Mi scusi lei, cara Maria Antonietta, ma una rondine non fa primavera.Negli Stati Uniti, ma anche nei Paesi scandinavi ed altrove,milioni di gay vivono accanto agli etero,da colleghi da amici, senza che i loro comportamenti infastidiscano o schifino nessuno. Inoltre, lei crede di conoscere i "ben diversi motivi...Marrazzo docet" che sarebbero alla base dell'omosessualita' dei piu'. Fior di medici, psicologi e studiosi dei meccanismi fisici e psichici umani non lo sanno, e lei si'.Complimenti. Pensi che addirittura qualche anno fa quegli ignoranti della bibbia universale delle patologie e dei disordini anche sessuali, il "DMS-IV-TR", manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, strumento internazionale impiegato dagli specialisti per fare diagnosi,hanno depennato l'omosessualita' dall'elenco delle disfunzioni sessuali.Infine sa, il fatto che la sessualita' altrui ed i suoi perche' non le piacciano riguarda lei.Mentre la lecita sessualita'altrui no.
#133 Maria Antonietta (403) - lettore
il 26.10.09 alle ore 19:53 scrive:
X Sylvia Mayer, mi scusi ma non intendevo affatto dire di andare a guardare i loro rapporti sessuali, figuriamoci, (però vede, lei ha subito pensato al sesso!) ma di vedere il loro modo di vivere quando sono solo tra omosessuali. E poi credo che i veri omosessuali per ragioni genetiche siano davvero pochi, il resto lo è per ben diversi motivi che non mi piacciono affatto. Marrazzo docet.
#132 Sylvia Mayer (8996) - lettore
il 26.10.09 alle ore 15:50 scrive:
*#131 Maria Antonietta *-Cara amica, a ciascuno le sue esperienze ed il proprio parere.Non sbagliavano di molto i suoi amici gay a dire che se lei li vedesse fra di loro le farebbero schifo. Perche' e' quasi certo che cosi' sarebbe, perche' sarebbe cosi' per la stragrande maggioranza degli eterosessuali. Perche' e' cosi' anche pervi gay, quasi sempre.Quando capita loro di vedere gli etero in intimita' fra loro, provano repulsione. Ma che bisogno c'e' di "andare a vedere" le persone nella loro intimita'?Non basta ed avanza il semplice, semplicissimo rapporto umano? La cosiddetta, per intenderci,fratellanza?Le reazioni dei gay,poi,sono a volte sopra le righe,come quasi sempre accade a chi e' stato (ed e'ancora) a lungo disprezzato e discriminato (quando non aggredito,quando non incarcerato solo perche' omosessuale).Occorre solo comprensione dell'altro in ambo i sensi e buonsenso per debellare abitudini incivili e vivere serenamente uno accanto all'altro senza problemi.
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Alessandro Sallusti
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