"Lodo Alfano? C’era già, fu inventato per salvare Scalfaro"

Il professore Di Federico: "Nel ’93 la Procura di Roma creò lo scudo per l’inchiesta sui fondi riservati Sisde". L’immunità era estesa anche a Regioni e Parlamento

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da Milano

Il Lodo Alfano? «C’è un precedente», spiega Giuseppe Di Federico, professore emerito di sistemi giudiziari all’Università di Bologna.
Quale? Una vecchia legge dimenticata?
«No, io mi riferisco a un provvedimento della magistratura. Strano che nessuno se lo ricordi». L’ex componente del Consiglio superiore della magistratura sorride, sospira, borbotta: «Strano Paese il nostro. Certo sono passati quindici anni, ma la storia è nota, stranota: riguarda il presidente Oscar Luigi Scalfaro».
Lei pensa ai fondi riservati del Sisde?
«Esatto. Una vicenda che mi è tornata in mente nelle scorse settimane, osservando le polemiche sorte a proposito del Lodo Alfano».
Perché?
«Perché il Lodo Alfano tutela le quattro più alte cariche dello Stato».
E che c’entra Scalfaro?
«Allora, nel 1993, il Lodo non c’era ancora ma i magistrati inventarono uno scudo su misura per tutelare il capo dello Stato».
Come andò quella storia?
«Alcuni funzionari del Sisde erano stati indagati per peculato dalla Procura di Roma. Alcuni di loro tirarono in ballo Scalfaro. Dissero che all’epoca in cui era ministro degli interni, quindi prima di diventare presidente, gestiva 100 milioni di lire al mese».
Una situazione esplosiva.
«A disinnescarla ci pensarono i magistrati della Procura di Roma, non il Parlamento, con un provvedimento mirato».
Che cosa accadde?
«Anzitutto quei funzionari furono messi sotto inchiesta per attentato agli organi costituzionali».
Risultato?
«Questi 007, rischiando una condanna pesantissima, decisero di tacere, come ci racconta Francesco Misiani che all’epoca era Pm a Roma nel libro La toga rossa. Ma non è questo il punto più importante».
E qual è?
«Il passaggio successivo».
Ovvero?
«Dopo una riunione cui parteciparono alcuni magistrati della Procura di Roma si stabilì di fermare l’indagine su Scalfaro».
Su che base?
«Sempre facendo riferimento all’articolo 289 del codice penale, quello che punisce severamente l’attentato agli organi costituzionali».
L’articolo 289 come il Lodo Alfano?
«Sì. L’articolo allora suonava così: “È punito con la reclusione non inferiore a dieci anni, qualora non si tratti di un reato più grave, chiunque commette atti diretti a impedire, in tutto o in parte, anche temporaneamente, al presidente della Repubblica” e ad altre cariche istituzionali” l’esercizio delle attribuzioni o delle prerogative conferite dalla legge”.
La Procura di Roma stabilì un’interpretazione assai estensiva del codice?
«Certo».
L’attentato agli organi costituzionali è un reato gravissimo: è stato contestato, per esempio, ai generali dell’Aeronautica militare che avrebbero mentito e depistato, ingannando il governo a proposito della strage di Ustica.
«Nel 1993 la Procura di Roma fu lodata da tutti per questo gesto che metteva il Quirinale al riparo delle tempeste. In pratica si fece leva sull’articolo 289 per sostenere che un’indagine avrebbe impedito alla presidenza della Repubblica di svolgere i propri compiti».
Quindi il procedimento fu sospeso?
«Certo, rimase congelato per sei anni. La controprova è che ripartì solo nel ’99, quando Scalfaro lasciò il Quirinale. E a quel punto fu rapidamente archiviato».
Dunque?
«Io spero che la Corte costituzionale non faccia a pezzi il Lodo Alfano. Se no, saremmo al paradosso».
Quale?
«Vorrebbe dire che i giudici possono fare quel che non riesce ai politici. E che è un pool di magistrati e non le Camere a decidere le regole del gioco democratico. Fra l’altro se si va a vedere l’articolo 289 si scoprirà che il Lodo della Procura di Roma batte il Lodo Alfano anche come estensione».
Perché?
«Perché l’immunità prevista dal 289, secondo quell’interpretazione, copre anche il Parlamento e le Regioni».
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COMMENTI

48 commenti su  1  2  3  4  5  6  7  8  9  10   pagine dal più vecchio | dal più recente
#48 Alberto Umer (51) - lettore
il 28.07.08 alle ore 7:06 scrive:
Cari amici, capisco le vostre perplessità incoraggiate anche dall'ottimo articolo di Zurlo! Ma che razza di indipendenza può avere un magistrato di "Magistratura Democratica"? La stessa degli associati a "Soccorso rosso" di ... venerata memoria. Purtroppo il comunismo è finito ma i comunisti no e ancora occupano posti nei complicati meccanismi dello Stato di cui la Magistratura è sicuramente il più potente e determinante. Ma non vi preoccupate! anche la scuola è monopolizzata da professori dello stesso stampo.
#47 Birillino (23) - lettore
il 27.07.08 alle ore 22:57 scrive:
PercHè non si chiede a piena voce che venga fatta una trasmissione televisiva seria su tutta la faccenda? Qualcuno potrebbe dire che è intervenuta la prescrizione ma, stante le polemiche sul Lodo Alfano, quello che combinarono i giudici di allora è di straordinaria attualità.
#46 cardinale (24) - lettore
il 27.07.08 alle ore 22:43 scrive:
Signori non dimenticate che Oscar Luigi è l'uomo della par condicio e difensore della Costituzione - anche lui ex magistrato come Antonio di Pietro prima eletto nel Mugello e poi protetto dallo scudo del PD - meditate gente.
#45 Wolf (6306) - lettore
il 27.07.08 alle ore 22:04 scrive:
Il curriculum di scalfaro è già di per se sufficiente. Lui insieme al pool di milano si rese artefice di un vero e proprio golpe..La storia dei 100 milioni è anch'essa nota ed è una delle ragioni dell'accanimento contro Contrada. Regards
#44 Sylvia Mayer (8996) - lettore
il 27.07.08 alle ore 18:31 scrive:
*bussirino*-Chiedi perche'non si aprono le indagini ora. Ma perche',naturalmente,il caso e'stato archiviato.Semplice,no?
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Alessandro Sallusti
Gli Stati Uniti lo salutano come il "salvatore d'Europa", lui elogia Berlusconi "statista" ma poi sale in cattedra  continua..
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