E l’onorevole guarda il sito hard in Aula...

La foto lo ritrae intento a guardare sul suo tablet due "professioniste". Oggi si scusa: "Era una pubblicità. E' stata una cosa di un istante, e mi sono soffermato un attimo"

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Alla fine, inseguito e torchiato si dice dispiaciuto, vai a sapere se più per l’istituzione violata, «già noi parlamentari non è che siamo visti proprio bene», o per la moglie inviperita, «ora dovrò vedermela con lei». Di certo non è stata una bella giornata, ieri, per Simeone Di Cagno Abbrescia. A 67 anni, deputato Pdl, ex-sindaco di Bari, imprenditore in Forza Italia dalla prima ora, s’è guadagnato l’attenzione del circo mediatico per una schermata hard sul suo Ipad nel momento storico peggiore che un politico possa scegliere per guardare siti hard. Era il 26 gennaio scorso, data facile da ricordare perché alla Camera si votava la mozione di sfiducia al ministro Sandro Bondi. Clic, zoom e il pasticciaccio è servito: i fotografi hanno immortalato lui che, riporto a coprire la calvizie e occhiale da presbiopia ben calcato sul naso, scruta con attenzione sul suo i pad due «professioniste», Dollyy e Daisy, segni particolari della prima «450 euro per tre ore», la seconda costa il doppio ma «ha una settima di seno naturale». Lo scoop è del settimanale Oggi, che in edicola ci arriva oggi ma non resiste e gli scatti li pubblica già nell’edizione on line.
È subito giallo: chi sarà mai l’hard onorevole? Oggi lo sa ma non lo dice, perché «non vogliamo screditare nessuno, ma solo mostrare a che punto sono ridotte le nostre istituzioni». Figurarsi. Bastano un paio d’ore e la caccia è finita. Il primo a fare il nome è Affaritaliani.it, seguito dall’Adnkronos che intervista il deputato, il tutto ripreso da Dagospia con chiusura del cerchio su Oggi, che scrive: «Ora il deputato ha fatto coming out e non c’è più ragione di proteggerne l’identità». Lui, in verità, più che coming out ha tentato un amaro sfogo, per la serie: dannazione la tecnologia e pure l’umana debolezza. Ci tiene a precisare che no, in quel momento non c’era seduta, i lavori dovevano ancora incominciare. Poi diciamolo, che se non li obbligassero ad avere l’Ipad, i deputati correrebbero meno rischi: «È lo scotto che dobbiamo pagare noi che non siamo abituati a usare questo nuovo Ipad». E sul sito hard come ci è finito? «Era una pubblicità di quelle che compaiono all’improvviso. È stata una cosa di un istante... Stavo guardando le agenzie di stampa e i siti dei quotidiani ed è apparsa questa pagina. Sì, mi ci sono soffermato un secondo, è stato così, per una leggerezza». Nella dichiarazione successiva all’Ansa, la «leggerezza» diventa «pruderie»: «Stavo guardando e cancellando i messaggi sul mio Ipad quando si è aperta una finestra e la pruderie maschile mi ha portato a fermarmi su quelle immagini di belle figliole...». Ieri Di Cagno Abbrescia s’è guadagnato il plauso dei colleghi via sms: «Ridateci il porno» gli ha scritto uno, «ti faranno sottosegretario» ha riso un altro. In attesa del mattarello della moglie.
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COMMENTI

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#101 Don Atheo (78) - lettore
il 03.02.11 alle ore 16:21 scrive:
#90 unoqualunque non mi stupisco più che i lettori di questo giornale si lascino sempre e comunque andare a commenti offensivi e volgari all'indirizzo di chiunque non la pensa come il loro capo supremo. Comunque, non sono lavoratore dipendente e nel mio tempo faccio ciò che voglio. Secondo, non ho mai detto che il comportamento di questo parlamentare mi va bene. Solo che in casa vostra c'è ben di peggio
#100 Pasquino33 (15) - lettore
il 03.02.11 alle ore 8:42 scrive:
Cioè fatemi capire: un tizio col "kiulo flaccido" presidente del governo e vostro rappresentante telefona in questura per far affidare una povera timida (!) ed onesta(?) diciassettene (che pensa nipote di un presidente straniero adesso caduto in disgrazia) ad una persona di sua fiducia che poi la molla ad una nota prostituta brasiliana. E a voi pare normale? Poi mettervi a parlare di Marrazzo le cui foto, guarda un po' e chissà come mai, erano finite in mano del soprammenzionato "kiulo flaccido". Un po' di dignità signori miei non guasterebbe.
#99 Creattivo (84) - lettore
il 03.02.11 alle ore 7:32 scrive:
Si ma non dicesse fesserie: non è una pubblicità ma è una fotogallery. Non è che gli italiani c'hanno l'anello al naso e non sanno come è fatta internet.
#98 gianni59 (1785) - lettore
il 03.02.11 alle ore 0:25 scrive:
"Stavo guardando le agenzie di stampa e i siti dei quotidiani ed è apparsa questa pagina"...questa è della serie "mi hanno comprato la casa ma non lo sapevo" e "mi ha detto di essere la nipote di Mubarack e maggiorenne"...a quando la prossima affermazione senza vergogna?
#97 italianodisilluso (249) - lettore
il 02.02.11 alle ore 22:26 scrive:
Cio' che e' allucinante non sta tanto nel guardare siti hard in aula,ma il fatto che ci hanno imposto di comprargli anche l'Ipad..altre imposizioni,altri balzelli da parte della casta..perche' loro devono essere sempre aggiornati,loro lavorano per noi!! e nessuno si ribella,tutti zitti.
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