È subito giallo: chi sarà mai l’hard onorevole? Oggi lo sa ma non lo dice, perché «non vogliamo screditare nessuno, ma solo mostrare a che punto sono ridotte le nostre istituzioni». Figurarsi. Bastano un paio d’ore e la caccia è finita. Il primo a fare il nome è Affaritaliani.it, seguito dall’Adnkronos che intervista il deputato, il tutto ripreso da Dagospia con chiusura del cerchio su Oggi, che scrive: «Ora il deputato ha fatto coming out e non c’è più ragione di proteggerne l’identità». Lui, in verità, più che coming out ha tentato un amaro sfogo, per la serie: dannazione la tecnologia e pure l’umana debolezza. Ci tiene a precisare che no, in quel momento non c’era seduta, i lavori dovevano ancora incominciare. Poi diciamolo, che se non li obbligassero ad avere l’Ipad, i deputati correrebbero meno rischi: «È lo scotto che dobbiamo pagare noi che non siamo abituati a usare questo nuovo Ipad». E sul sito hard come ci è finito? «Era una pubblicità di quelle che compaiono all’improvviso. È stata una cosa di un istante... Stavo guardando le agenzie di stampa e i siti dei quotidiani ed è apparsa questa pagina. Sì, mi ci sono soffermato un secondo, è stato così, per una leggerezza». Nella dichiarazione successiva all’Ansa, la «leggerezza» diventa «pruderie»: «Stavo guardando e cancellando i messaggi sul mio Ipad quando si è aperta una finestra e la pruderie maschile mi ha portato a fermarmi su quelle immagini di belle figliole...». Ieri Di Cagno Abbrescia s’è guadagnato il plauso dei colleghi via sms: «Ridateci il porno» gli ha scritto uno, «ti faranno sottosegretario» ha riso un altro. In attesa del mattarello della moglie.
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