L’opposizione: responsabili "ma anche" sciacalli

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È nato il ma-anche sciacallistico, una nuova mutazione genetica dell’opposizione in Italia. Fate attenzione alla premessa dialettica: «Non è certo questo il momento di fare polemiche ma...». Oppure: «Certo, adesso ci sono i feriti da soccorrere, però...». Bene: a distanza di poche ore dalla telefonata di Franceschini a Berlusconi, in cui offriva piena collaborazione da parte del Pd, stamani alla Camera il «volemose bene» era già un ricordo affogato nella melassa dell’ipocrita «politicamente corretto».
D’altra parte le elezioni ormai incombono e un voto vale più di una parola. Così gli uomini dell’opposizione sono arrivati a sostenere, con implacabile puntualità esattamente l'opposto, non è il caso di... (ma intanto lo facciamo), ci dispiace proprio (però va detto che). E cosa va detto? Che i soccorsi non c’erano, che quando sono arrivati sono stati portati male, che se hanno salvato qualcuno potevano anche salvare qualcun altro, che gli aiuti stranieri sono stati rifiutati per un istinto megalomane e autolesionistico, e infine - dulcis in fundo, la madre di tutte le dietrologie: la teoria cospirativa che la sinistra immancabilmente riesce a partorire su qualsiasi disgrazia, dall’Undici settembre agli aerei sul Pentagono, dalla morte dei papi al delitto Moro.
Cambiano le tragedie della storia, ma il loro schema resta invariato: quello che è vero non è del tutto vero, quello che dicono le autorità è in parte falso, c’è una controverità che ci viene nascosta e che solo loro miracolosamente riescono ad appurare. In questo caso, è la leggenda della «profezia» del ricercatore Giuliani, che pare una leggenda da santo bevitore, una stregoneria da medioevo, una mitologia per creduli disposti a farsi suggestionare da qualsiasi cosa. In quale Paese del mondo, di fronte a una catastrofe di questo tipo, il leader dell’opposizione chiederebbe aiuti internazionali, per sostenere implicitamente che gli italiani non hanno fatto abbastanza? La risposta è facile: all’estero nessuno. Qui da noi, sì. Perché il ma-anche sciacallistico glielo consente.
Permette, per esempio, al quotidiano dei Ds, L’Unità, di titolare in prima pagina: «Calvario d’Abruzzo. Ci hanno detto di restare a casa». Chi parla? Chi lo ha detto? Ma ovviamente a lamentarsi sono le popolazioni martoriate, e a commettere questo ennesimo sabotaggio sarebbero state le autorità. Il fatto che in tutte le dirette di tutti i media di ogni segno e colore gli abruzzesi abbiano detto esattamente il contrario, elogiando l'eroismo dei soccorritori, evidentemente, ai redattori de L'Unità importa poco. Così come importa poco al vicedirettore Giovanni Maria Bellu che declina perfettamente il ma-anchismo di cui sopra: «Non ci uniamo al coro di chi sostiene...». Però poi conclude: «I nostri redattori inviati nelle zone della catastrofe... propongono un’ipotesi intermedia fra quella dell’evento previsto e quella dell’imponderabile fatalità. Un'ipotesi che, d’altra parte, è compatibile con uno dei vizi più antichi della nostra grande famiglia. La sciatteria la sottovalutazione del rischio».
E secondo voi un vicedirettore che accusa di «sciatteria» e di «sottovalutazione del rischio» non sta facendo polemica? Ovviamente è una balla, un mascheramento. Vuole fare polemica, anche se si nasconde dietro il paravento semitrasparente del politicamente corretto.
Ma la perla delle perle, la offre nella sua rubrica, Marco Travaglio. Il quale si arrischia ad utilizzare la catastrofe dell'Abruzzo per polemizzare contro il piano casa. Cosa c'entra? Nulla. Ma Travaglio riesce ad addebitare al premier anche i cadaveri: «È una fortuna che gli edifici crollati non fossero stati ancora ingranditi del 30 per cento secondo i dettami del Cavaliere e dei suoi corifei, altrimenti in bilancio dei morti sarebbe più cospicuo». Qui, perlomeno, il ma-anchismo sciacallistico de L'Unità e del suo leader ha lasciato il posto a una nuova fattispecie letteraria: la calunnia preventiva. Che poi consiste nell’addebitare a Berlusconi (o a chiunque altro) colpe che non sono ancora state commesse (ma di cui si è certi si macchierà). Un esercizio infame, direte, mentre c’è la gente sotto le macerie. È vero. Ma almeno ha il pregio della chiarezza.

COMMENTI

87 commenti su 1  2  3  4   5  6  7  8  9  10   pagine dal più vecchio | dal più recente
#67 edo1969 (176) - lettore
il 08.04.09 alle ore 18:36 scrive:
Sui tragici accadimenti dell'Aquila suggerisco la lettura dell'articolo: http://www.corriere.it/cronache/09_aprile_08/eroi_vecchi_camion_stella_7aa978c2-23fc-11de-a75a-00144f02aabc.shtml Credo sia possibile e anzi doveroso discutere di cattiva politica, di promesse mancate, e dell'arretratezza atavica dell'Italia in materia di edilizia antisismica, che ancora una volta è emersa crudelmente. Certo, va fatto con libertà e onestà intellettuale, e a prescindere dalla propria appartenenza politica. E va fatto nonostante l'emergenza, il cordoglio per le vittime e la pena che tutti proviamo. Tacciare di sciacallaggio quanti "in questo momento" osano criticare il Governo, puo' essere un atto talebano. Facciamoci tutti un esame di coscienza. Difendere la propria parte politica a tutti costi, destra o sinistra che sia, non fa progredire il Paese. Anzi, la mancanza di spirito critico dei cittadini è la via regia per corrompere la Società intera.
#66 bolinatore (1824) - lettore
il 08.04.09 alle ore 18:21 scrive:
Chi ha scritto questo articolo non si dimostra migliore di Travaglio
#65 IRON (96) - lettore
il 08.04.09 alle ore 18:18 scrive:
Dalle primissime ore di questo disastro, mi aspettavo lo sfruttamento della tragedia a fini elettorali dei soliti noti. Anche in questo caso fanno opposizione al paese. Alcuni di questa accozzaglia indecente si dicono "cattolici", fa paura pensare a quanto se ne freghino anche dei Comandamenti di Dio circa il dovere alla verita', alla giustizia, alla misericordia. Andiamo avanti con coraggio, senza di loro, come abbiamo sempre fatto.
#64 tatiana josipovic (1346) - lettore
il 08.04.09 alle ore 18:16 scrive:
esattamente quello che è accadjuto anche ieri sera a Ballarò,il simpaticissimo...Bersani ha iniziato (x primo naturalmente guai a non far parlare x primi i signori dell'opposizione ballarò ha questa come regola numero 1)dicendo che non avrebbe assolutamente fatto polemica con il governo in questi difficili momenti,ma un attimo dopo la polemica è diventata peggiore del solito e veramente insopportabile,aiutata e coadiuvata dal presentatore giornalista che sicuramente aveva pensato bene che la trasmissione non avrebbe avuto alcun interesse se fosse stata una ripetizione delle altre in cui si parlava solo del dolore e della speranza,quindi ha ben architettato la trappola per Castelli e Fitto, e come al solito non li ha lasciati parlare mentre ha taciuto composto...,quando parlava bersani mai interotto se non da applausi disgustosamente incompetenti!!Insomma ho girato su un canale diverso xchè mi è venuto un senso di nausea dopo che la giornalista(sic!)che parlava dall'Aquila VERGOGNOSA!!
#63 Lu mazzica (1679) - lettore
il 08.04.09 alle ore 18:10 scrive:
Perchè tutti contro il Rag. Travaglio? Ha detto qualcosa o mi sbaglio? Di solito egli legge quello che scrive il capogregge!!! Regards, Lu mazzica
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Alessandro Sallusti
Gli Stati Uniti lo salutano come il "salvatore d'Europa", lui elogia Berlusconi "statista" ma poi sale in cattedra  continua..
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