Love Parade, 19 morti "Non riesco a respirare Poi non l’ho vista più"

Giulia Minola, 21 anni, è l’unica italiana che ha perso la vita nella calca di Duisburg (video). Era in viaggio con l’amica Irina, salva per miracolo: "Era accanto a me, le gridavo di alzarsi, la folla l’ha ingoiata". Il video della strage

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«Giulia era a meno di un metro da mia figlia Irina nel tunnel maledetto. Le diceva di tirarsi su, perchè si era piegata a causa della pressione della calca. La sua amica ripeteva: non riesco a respirare, non ce la faccio. Poi Irina è stata risucchiata via dalla massa e ha perso i sensi. L'hanno soccorsa e della morte di Giulia ha saputo in ospedale». Giorgio Di Vincenzo racconta così, a Il Giornale, la tragedia di Duisburg vissuta in prima persona dalla figlia e dall'amica Giulia Minola, che non c'è l'ha fatta. E lancia precise accuse: «Non si tratta di fatalità, ma di incompetenza degli organizzatori. Hanno chiuso una via di accesso alla folla provocando la calca. Qualcuno dovrà pagare».

Irina ha solo qualche livido ed è stata già dimessa dall'ospedale. I genitori sono corsi in Germania per riportarla a Grugliasco, in provincia di Torino. «Potete immaginare come sta psicologicamente - spiega al telefono il padre da Duisburg - Ha dovuto andare in albergo e separare le cose di Giulia dalle sue per consegnarle alla polizia».
Giulia ed Irina si sono conosciute al Politecnico di Milano dove frequentavano il corso per design della moda. Oltre allo studio le univa la passione per la musica. Finiti gli esami volevano prendersi una vacanza di una settimana: «Dopo la Germania avrebbero dovuto proseguire per Amsterdam» racconta Giorgio Di Vincenzo, ristoratore nel capoluogo piemontese.

Giulia aveva 21 anni, come la sua compagna di viaggio. A Brescia viveva con la famiglia in una palazzina di un quartiere residenziale. Su Facebook ha un profilo con 334 amici virtuali. La sua foto sul profilo è stata cambiata. Prima la ritraeva mentre ballava sotto i riflessi delle luci bluastre di una discoteca. Dopo la notizia della sua scomparsa è comparsa una foto di Giulia sorridente e spensierata, con lunghi capelli castani. I familiari hanno diffuso una nota alla stampa in cui chiedono «il silenzio del rispetto e del lutto». Un'amica intercettata dai cronisti mentre usciva da casa dei genitori l'ha descritta come «ragazza bellissima, tosta e molto seria».

Sicuramente amava la musica ed i concerti. Alcune foto la ritraggono al concertone del Primo Maggio 2008 a piazza San Giovanni a Roma. Dal suo profilo su Facebook è chiaro che spaziava dai Daft Punk a Mia Martini passando per Alberto Camerini ed i Chemical Brother. Giulia apprezzava anche il cinema e l'ultimo film che deve essere andata a vedere è «Alice nel paese delle meraviglie» di Tim Burton, ma fra i suoi preferiti non manca una pellicola cult come «Arancia meccanica».

Grande frequentatrice di internet era iscritta ad oltre cento gruppi in rete. La giovane morta al Love parade spaziava dalla moda, con l'iscrizione a «Roba da Fashion Designer» e «Vivienne Westwood e H&M», ai siti di scrittori come come Bret Easton, Ellis o Bukowski. Non solo: faceva parte anche del gruppo «L'italiano non è una malattia», che si batte contro «l'ignoranza».

Lei stessa si definiva in rete «spirito libero» e «umore pazzo». Pure su Myspace aveva un profilo con il nomignolo «Purple Haze» (stordimento viola), probabilmente ispirato al titolo di una nota canzone di Jimi Hendrix. Il suo profilo si apre con una significativa citazione: «Troppo strana per vivere, troppo rara per morire». I familiari, avvisati sabato notte dai carabinieri, sono partiti per Duisburg.

Dalla Germania sta tornando, sotto shock, la sua amica Irina. «Centinaia di persone si sono accalcate perchè qualcuno ha chiuso una via di accesso - racconta il padre Giorgio - Mia figlia e la sua amica sono state incanalate nei tunnel che erano tre in sequenza. Fra il secondo ed il terzo un'altra massa di gente è arrivata nel senso opposto e si è creata la calca». Le due amiche erano a pochi centimetri l'una dall'altra: «Avevano un flusso umano che premeva dietro le spalle ed un altro davanti» spiega il genitore. Irina vede Giulia piegarsi, l’amica le dice di non riuscire a respirare, lei l’incoraggia a tirarsi su, a non mollare, ma viene risucchiata dalla massa. «Mia figlia ha mollato tutto, scarpe, borsa, perchè capiva cosa stava accadendo» racconta il padre. Irina viene portata via dal flusso, verso una via di fuga e sviene: «Si è trovata fuori dalla calca per caso, inconsapevolmente». La sua amica invece è rimasta incastrata per sempre nel maledetto tunnel: «Irina mi ha chiamato dall'ospedale grazie ad un'infermiera - è ancora il padre a parlare - Fra le lacrime mi ha detto di Giulia».
www.faustobiloslavo.eu

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COMMENTI

19 commenti su  1  2  3  4   pagine dal più vecchio | dal più recente
#19 pellini susanna (2467) - lettore
il 27.07.10 alle ore 18:33 scrive:
La scelta di duisburg è stata casuale o dovuta alla forte presenza di cosche calabresi,che tempo fa erano state sulle cronache per il regolamento di conti tra gli spacciatori di droga calabresi?
#18 Canova Emilio (641) - lettore
il 26.07.10 alle ore 16:02 scrive:
I responsabili dell'organizzazione di questo evento, incluse le forze dell'ordine, andrebbero, dopo averli tenuti in carcere per qualche anno, cacciati a calci nel sedere e radiati dalle loro rispettive competenze. Abbiamo visto tutti le immagini televisive, centinaia di migliaia di persone convogliate in un tunnel lungo centinaia di metri dove non esiste via di fuga. Peraltro, le poche scalette esistenti all'uscita della galleria erano presidiate dalla polizia che ne impediva l'accesso. Questa era l'unica soluzione che garantiva l'incidente, non che lo impedisse.
#17 luix (805) - lettore
il 26.07.10 alle ore 15:59 scrive:
Strano però che ogni volta che in uno di questi rave (sui quali spesso reportage gionalistici ci informano compiutamente per quello che riguarda la beluinità dei partecipanti e il consumo eccessivo di alccol e droghe) muore qualcuno/a sia sempre uno/a : solare,bravo/a ragazzo/a,che era la prima volta che c'andava,ecc...ma allora quelli completamente fatti e ubriachi che ci fanno vedere chi sono?
#16 hexyt (21) - lettore
il 26.07.10 alle ore 15:03 scrive:
A chi pensa che il consumo incontrollato di droga sia all'origine di questa tragedia, vorrei poter spiegare che non è assolutamente necessario farsi 1000 e più km per trovarla. Basta scendere sotto casa. La ragione per cui tante persone (non solo "giovani") si riuniscono per stare insieme, divertirsi e lasciarsi andare è tutt'altra, ed è più legata all'impulso di provare emozioni e sensazioni che ti accompagnano tutta una vita. E' la necessità di entrare contatto con l'intero genere umano, senza il filtro del giudizio sugli altri, completamente tolleranti. E' stato così per Love Parade, è così e spero che lo resti per lo Sziget ungherese, e più in generale per i grandi raduni che rimangono nella storia dell'umanità. Alla base del problema come sempre c'è l'INDIFFERENZA, la NON-PARTECIPAZIONE, incarnata in questo caso nelle figure di organizzatori e forze dell'ordine che hanno qui sbagliato su tutta la linea. Ci sono feste paesane che, mettono molto di più a rischio chi vi partecipa
#15 petra (1521) - lettore
il 26.07.10 alle ore 14:38 scrive:
E che c'entra la droga con lo schiacciamento di una marea di persone che si sono trovate all'improvviso in un imbuto, senza la possibilità di avanzare nè di indietreggiare. Qui la responsabilità è di qualcuno e non certo di quei ragazzi. E non ditemi: potevano starsene a casa loro, perchè allora anche quando cade un aereo e muore quello in giacca e cravatta dobbiamo dire: poteva stare a casa.
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Alessandro Sallusti
Gli Stati Uniti lo salutano come il "salvatore d'Europa", lui elogia Berlusconi "statista" ma poi sale in cattedra  continua..
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