L’ultima carica dei candidati a caccia dei voti del Terzo Polo

di -
«Non sono deluso. Penso che il Terzo Polo oggi sia più che mai necessario». Non c'è solo tecnicismo politico in quest'uscita di Pier Ferdinando Casini. Perch´ se da un lato è vero che il primo turno delle Amministrative ha sancito che agli italiani, tutto sommato, il bipolarismo continua a piacere e che di terzi poli non sentono il bisogno, dall'altro non c'è dubbio che i voti - per pochi che siano in alcuni casi - raggranellati dal neonato esperimento politico di Casini, Rutelli e Fini facciano gola a tanti.
Del resto, che i ballottaggi di domenica e lunedì siano così importanti da determinare l'esito complessivo di tutta la tornata elettorale, è lampante. I numeri parlano da soli: ottantasette sindaci (di cui tredici di capoluoghi di provincia) e sei presidenti di Provincia da eleggere, per circa quattro milioni di votanti. E mentre lo stesso Casini ieri spiegava che, visto che «Berlusconi ha voluto dare una connotazione politica nazionale a queste elezioni» «noi non potevamo votare n´ per la Moratti, n´ per Lettieri», la senatrice del Fli Maria Ida Germontani affossava definitivamente la neutralità inizialmente sbandierata dal Terzo Polo spiegando che «i nostri elettori potranno decidere la vittoria di Pisapia a Milano e di De Magistris a Napoli». De Magistris ha subito risposto ieri all'apertura non troppo velata dichiarando che «Pasquino (il rettore dell'università di Salerno candidato sindaco per il Terzo Polo, 9,7% al primo turno, ndr) può essere un ottimo presidente del Consiglio comunale e quando sarò sindaco voglio lui in questo ruolo».
Staremo a vedere. Perch´ comunque non di sole Milano e Napoli vive la sfida di domenica e lunedì prossimi, e il destino del governo che questa determinerà. Significativo il ballottaggio di Trieste, dove la rottura nel centrodestra ha portato al primo turno in testa col 40% Roberto Cosolini, candidato del centrosinistra, contro il 27,9% dell'ex sottosegretario Roberto Antonione, del Pdl. Qui la Lega con il suo candidato Massimiliano Fedriga (6,7% al primo turno) è l'unico partito che ha garantito l'appoggio al candidato del Pdl. A Cagliari, altra città amministrata dal centrodestra, è in vantaggio invece Massimo Zedda del centrosinistra, che aveva già vinto a sorpresa le primarie della sua coalizione contro il candidato del Pd. Massimo Fantola, del Pdl, è al 44,7%. Il Terzo Polo nella città sarda ha raccolto il 4,47% ma ha annunciato (ma tanto lo aveva fatto anche a Milano) di non schierarsi.
Altri nove i capoluoghi di Provincia al voto: Varese, Novara (dove il leghista Mauro Franzinelli, forte del 45,89% cercherà di dare al Carroccio la guida della città per il terzo lustro consecutivo) Rovigo, Rimini, Grosseto, Cosenza, Crotone, Iglesias e Macerata. Significativo anche il voto in due centri minori. Arcore, storica residenza del Cavaliere, dove è in vantaggio il candidato del centrosinistra col 46,84% del primo turno, e Gallarate, dove il candidato Pdl è al 33,5% contro quello del centrosinistra al 31,2%, ma dove sarà la Lega, con la propria candidata a oltre il 30% al primo turno, a decidere il vincitore.

ANNUNCI GOOGLE

- correlati
+ correlati