L’ultima mina sul governo: due poltrone per Profumo È ancora al vertice del Cnr

La legge vieta il doppio incarico, ma il ministro dell’Istruzione si è semplicemente "autosospeso". Ora è controllore di se stesso. Viaggio nella Casta "austera e perbene": suite e jacuzzi a loro insaputa

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Roma - Sulla home page del Consiglio nazionale delle ricerche campeggia tuttora la sua foto sorridente, corredata da ampio e ragguardevolissimo curriculum: «Prof. Francesco Profumo, presidente».
Un incarico più che meritato, il suo, alla testa del prestigioso ente pubblico nazionale che ha il compito istituzionale di «promuovere e valorizzare attività di ricerca nei principali settori di sviluppo delle conoscenze e delle loro applicazioni». Peccato che sia anche totalmente incompatibile con l’importante ruolo politico che il professor Profumo ha accettato nello scorso novembre, quando è entrato a far parte del governo Monti come ministro dell’Istruzione. Incompatibile non per bon ton, ma per la legge sul conflitto di interessi (n. 20 del 2004) che all’articolo 2 recita: «I titolari di cariche di governo, nell’esercizio delle loro funzioni, non possono ricoprire altri incarichi o uffici in enti di diritto pubblico». Se non bastasse, la questione è ulteriormente aggravata dal fatto che il suo ministero ha una diretta competenza sul Cnr, su cui ha i poteri di vigilanza e di nomina e di cui stabilisce i finanziamenti (1,1 miliardi l’anno).

Eppure, ad oggi, il ministro si è semplicemente «autosospeso» dalle funzioni di presidente del Cnr, ma di dimissioni non c’è ombra. C’è stata, invece, una mossa che ha il sapore del rinvio: la richiesta di un parere all’Antitrust, che dovrà aprire un’istruttoria. E dire che, in via informale, un autorevole parere in materia Profumo lo avrebbe potuto ottenere in quattro e quattro otto dal collega Antonio Catricalà, che dell’Authority è stato presidente fino a novembre. La situazione, a detta di tutti, è un ginepraio senza precedenti: se alla fine Profumo decidesse di rinunciare al Cnr dovrebbe rassegnare le dimissioni a sé medesimo (nella qualità di ministro), e sarebbe sempre lui a dover nominare il proprio successore.

Il conflitto di interessi è eclatante. «Una questione poco simpatica, che ci auguriamo di veder presto risolta», osserva la parlamentare del Pdl Beatrice Lorenzin, «anche perché è un caso da manuale di semplice rispetto delle regole: o le incompatibilità che valgono per i politici non devono valere anche per i “tecnici”?». Sarcastico anche il capogruppo dei senatori Pdl, Maurizio Gasparri: «Ma che bisogno ha del parere dell’Antitrust? L’incompatibilità è assoluta, tanto che sono esterrefatto che Profumo non si sia ancora dimesso dal Cnr, essendo una persona di grande serietà e competenza». Qualità in base alle quali, ricorda Gasparri, l’attuale ministro fu scelto dal precedente governo: «Lo nominammo al Cnr per i suoi meriti, e non certo per vicinanze politiche, visto che aveva appena partecipato alle primarie Pd per il sindaco di Torino». In quell’occasione, nel 2010, si cementò tra l’allora rettore del Politecnico e Bersani un ottimo rapporto, tanto che il segretario Pd ha confidato che è un ministro che vedrebbe bene anche in un governo di centrosinistra.

Forse è per questo che da quelle parti, se si eccettua una interrogazione del senatore Idv Lannutti (che chiede al governo di nominare subito un commissario al Cnr), sul conflitto di interessi di Profumo c’è silenzio. Rotto solo dall’ex ministro Peppe Fioroni, che ben conosce la materia: «Il governo delle liberalizzazioni inizi a liberalizzare se stesso», tuona l’esponente Pd. «Fare il ministro che nomina gli organismi del Cnr, che fornisce gli indirizzi e le risorse e che vigila su esse, ed esserne contemporaneamente il presidente confligge totalmente con l’operatività dei delle due istituzioni. Altri ministri possono permetterselo, quello della scuola no. Profumo è persona intelligente, di cui ho stima. Credo che se ne renda conto da sé». A buon intenditor...

Il ministro dell'Istruzione Francesco Profumo
Il ministro dell'Istruzione Francesco Profumo
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COMMENTI

11 commenti su  1  2  3   pagine dal più vecchio | dal più recente
#11 GaeCig (157) - lettore
il 16.01.12 alle ore 15:37 scrive:
Qualsiani sia il profumo è sempre PROFUMO di soldi. Pecunia non olet.
#10 GaeCig (157) - lettore
il 16.01.12 alle ore 15:36 scrive:
Pecunia non olet. Qualsiasi sia il profumo è sempre PROFUMO di soldi.
#9 02121940 (5887) - lettore
il 16.01.12 alle ore 15:12 scrive:
Riprovo. Se il problema sta solo nel fatto che Profumo siede su due poltrone e ciò desta scandalo, il rimedio è semplice: se ne liberi per lui una terza, di adeguato livello naturalmente. Ma poi perché scandalizzarsi di Profumo quando anche nel caso dei due qui sopra nominati se non sbaglio l'uno era e l'altro è costretto a vivere con solo due stipendi. E poi bisogna avere un po’ di comprensione visto che di essi uno, il Patroni Griffi, è anche costretto a vivere in una “catapecchia”, certamente non "adatta" a qualsiasi altra persona normale. Comunque per il Profumo proporrei anche un sussidio straordinario: con tutte le entrate assicurate allo stato dal geniale “professore” gli euro non dovrebbero mancare... almeno per ora.
#8 olipink (223) - lettore
il 16.01.12 alle ore 14:14 scrive:
Con quale coraggio vengono a far la morale? Questi se ne fregano, non fanno nulla per favorire la crescita, il lavoro, l'economia, la stabilità, il futuro, no vanno alle Maldive. Monti va dalla culona, ma chi è costei, la padrona dell'europa? Con questa classe politica, servono solo le maniere forti, così capiranno che è meglio farsi da parte in tempo. Sentivo un commento in Tv, ma non ricordo da chi, comunque diceva che; solitamente, tra bande criminali, viene suddiviso il territorio per non farsi del male. E' quello che succede in italia (territorio) .... Stato e Mafia (prego pubblicare)
#7 scriba (868) - lettore
il 16.01.12 alle ore 12:38 scrive:
ANCHE IL PROFUMO PUZZA. Nella politica italiana tutto puzza di fetido, di untuoso e corrotto, perfino il profumo. Questi irresponsabili prima distruggono l'Italia con giochetti di Palazzo e poi vanno alle Maldive per riposarsi dalle fatiche dell'impresa. I salvatori della nazione , per salvarla meglio, insaccocciano due mega stipendi a crapa. Il preside va al doposcuola dalla culona e porta a casa, ogni volta, nuovi compitini per noi. Questa palude puzza sempre di più ed é giunto il momento di prosciugare essa, non le nostre tasche.
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Alessandro Sallusti
Le celebrazioni dei vent’anni dal­l­’inizio di Tangentopoli hanno rag­giunto il culmine della retorica e dell’inganno. Mani pulite fu sì un’opera meritoria,ma anche altro  continua..
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