L’ultima patacca di Walter che va in tv a fare l’eroe: "Alitalia? L’ho salvata io"

A "Porta a Porta" show di veltroni che si attribuisce un ruolo decisivo nella vicenda. E non sapendo come reagire all’ennesimo smacco è tornato ad attaccare Berlusconi

di -
da Roma

«Gonfio di vuota superbia, un corvo raccolse le penne che erano cadute al pavone e se ne ornò tutto: quindi, disprezzando i suoi, si aggregò alla magnifica brigata dei pavoni». Ricorderete, la favoletta di Esopo. Vi è tornata alla memoria ieri sera se, non avendo di meglio, sonnecchiavate guardando Porta a porta. Dopo la puntata su Lourdes, Vespa s’è sparato un altro miracolo da far sobbalzare i telespettatori: Veltroni che s’incorona vincitore della campagna Alitalia, deus ex machina della trattativa, go fato tuto mi, ma quale Cavaliere e cardinal Letta, se non c’ero io, caro lei, eravate alla rovina.
Da lasciar stupefatti anche quanti del tormentone sulla «compagnia di bandiera» non ne possono più, sopportano a malapena i salvatori veri figurarsi quelli falsi che rivendicano il gol e si sbracciano a partita già finita e stadio vuoto. Più che di vuota superbia però, il giovane (si fa per dire, ormai) Uolter è parso gonfio di affanno e disperazione.
E a seppellire senza appello la rivendicazione veltroniana, bruciando l’ultima piuma sgargiante di cui il corvo s’è rivestito, è l’assordante silenzio che monta dal suo stesso partito. Nessuno, men che meno D’Alema, s’è alzato per dire: sì è vero, Veltroni ha salvato Alitalia.
La disperazione gioca brutti scherzi, spinge ad arrampicarsi sugli specchi e rende la caduta del corvo ancor più rovinosa. Si fosse limitato a dire «anch’io ho dato il mio piccolo contributo, ho convinto Epifani a rimangiarsi il niet», avrebbe fatto la sua figura dimostrando che anche il Pd c’è e lotta assieme a noi. Invece ha voluto strafare, appropriandosi di ogni merito e accusando il governo di aver remato contro. Uno spettacolo doloroso, da arrossire per lui e velocemente cambiar canale.
Ma come si fa a proclamare alle telecamere «basta con gli spot, i fuochi d’artificio, il bullismo al governo: è un dovere far sapere agli italiani come stanno le cose»? Come se gli italiani dell’affaire Alitalia non avessero saputo nulla sino a ieri; e giornali, tigì pubblici e privati, da un paio di mesi andassero raccontando fole a un popolo con l’anello al naso. Livoroso e risentito, Veltroni ha sparato su Berlusconi che, «pur sapendo quello che stavamo facendo, mi ha attaccato». Lui però, l’unico e vero eroe seppur misconosciuto, è anche un signore che par soffrire confessando come, «invece di dire al governo: “restate nel macello che avete combinato”, abbiamo cercato di dare una mano; ma Berlusconi non ha riconosciuto il risultato».
Ormai lanciato e non potendo far marcia indietro, ha alzato ancor più la ruota da pavone strabiliando ospiti in studio e spettatori a casa. Berlusconi canta vittoria e si gloria? Ma via, la verità veltroniana è tutt’altra: il premier «non ha favorito» la trattativa perché «ha insultato» l’opposizione «che cercava di dare una mano», anzi «non ha fatto altro che insultare una parte del sindacato, e cioè la Cgil: e quando si cerca di favorire una trattativa, questo non si fa».
E finalmente la rivelazione, Clark Kent si strappa la camicia mostrando i pettorali di Superman: «Il momento chiave è stato 48 ore fa: allora la vicenda era drammaticamente conclusa ma poi io ho cercato di fare il mio dovere, ho cercato di far fare un passo avanti alla Cai nel tentativo di costruire le condizioni di una nuova proposta». Come, come? Tutto era miserevolmente crollato quando è giunto il salvatore? Quale miracolo ha compiuto, il buon Uolter? «48 ore fa si è sbloccata la situazione perché, mettendo insieme Colaninno ed Epifani, ho cercato di favorire il fatto che si trovasse un punto di intesa», ha confessato con orgoglio Veltroni.
Hai capito?! Ma non era nella sua nuova casa a Manhattan fino all’altro ieri? E in soldoni: per cercarsi e partorir poi tanta e sì sconvolgente innovazione, Colaninno ed Epifani avevano bisogno di lui? Quei due che oltretutto, se devono qualcosa a qualcuno nel Pd non è certo il segretario ma piuttosto D’Alema. E perché Veltroni esce ora dal silenzio e rompe la sua nobile discrezione? «Io non avrei replicato al premier se lui, prima di partire per una destinazione che non conosciamo, non avesse fatto un attacco a freddo contro di me». Con infantile cattiveria, come se ritenesse un’onta andarsi a riposare in un centro benessere.
Ma il peso delle penne altrui intossica, e Veltroni non si teneva più: «Sacconi era livido perché la trattativa era saltata, voleva danneggiare qualcuno». Ancora contro Berlusconi che non commenta le dichiarazioni dei suoi ministri sul fascismo: «Forse non dice niente per l’influenza della camicie che mette: sono a metà tra i Soprano e il passato». A questo punto il vostro cronista, che gli vuol bene, ha cambiato canale. È andato su Sky, cercando i Soprano.
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COMMENTI

53 commenti su 1  2  3  4  5  6  7   8  9  10   pagine dal più vecchio | dal più recente
#18 ruggi (843) - lettore
il 26.09.08 alle ore 11:18 scrive:
Il bullo Veltroni dà del bullismo al Governo Berlusconi. Il bue dà del cornuto all'asino. A Porta a porta mi è parso di rivedere sbraitare Vanna Marchi con il concorso esterno di Paolo Mieli. Più che Napoletano, Direttore del Messaggero, Vespa avrebbe dovuto invitare il Direttore Mario Giordano o Belpietro, da contrapporre a Paolo Mieli notoriamente schierato a sinistra. Non dimentichiamo quell'articolo pubblicato alla vigilia delle elezioni quando esortava a votare per Prodi. Quindi entità superschierato e non meritevole di fiducia. Tuttavia una domanda sorge spontanea. Tutto questo interessamento e tutte queste carte tirate fuori dali cilindro, Veltroni perchè non le ha messe in atto quando il caso Alitalia lo trattava il Governo Prodi?
#17 Manfredi (38) - lettore
il 26.09.08 alle ore 11:18 scrive:
Ormai le dichiarazioni di Veltroni ispirano principalmente pena, vedendo come sta cadendo in basso un uomo che si candidava a rappresentare l'Italia davanti al mondo. Un "pataccaro" in erba lo è stato anche nella campagna elettorale, vedendo come "incartava" ad uso propagandistico posizioni inconciliabili per il senso comune, il mitico periodo dei "ma anche" ! Con il caso Alitalia siamo però arrivati a dichiarazioni talmente lontane dalla verità, che portano a dubitare che la persona sia ancora presente a se stessa. Si dimetta da segretario del PD, ormai è evidente che non ha più il consenso, e l'intelligenza di tante persone del centro-sinistra merita di essere meglio rappresentata. Manfredi
#16 giovanni39 (326) - lettore
il 26.09.08 alle ore 11:10 scrive:
visto che è riuscito a salvare l'alitalia, consiglio un tour in tutte le fabbriche in crisi, con poco lavoro, o in fallimento al fine di miracolare tutti e tutto e poi il Papa potrà dire urbi et orbi "gioite fratelli! è ritornato il Salvatore del mondo"!
#15 voce nel deserto (11829) - lettore
il 26.09.08 alle ore 11:00 scrive:
Peccato che il PD caccerà a breve Veltroni. Con lui mandarli al 3% sarebbe stato un gioco da ragazzi. Un mio amico stamani pretendeva di aver salvato Alitalia.A me che lo rimproveravo ,ha risposto.Se Veltroni che stava affossando Alitalia,crede di averla salata,a maggio ragione io che non l'ho danneggiata,posso essere considerrato il suo salvatore e con lei di 20000 posti di lavoro più l'indptto.
#14 augusta (697) - lettore
il 26.09.08 alle ore 10:39 scrive:
grazie a pennacchi,articolo davvero gradevole da leggere,ma esopo a parte, ieri sera davanti alla scelta di quel bugiardone walter e quella del maligno santoro ancora una volta ho scelto sky!!sì ho scelto di vedere altro perchè ero già stata intossicata datutte le notizie che erano state date dai vari tg e poi anche io non riesco a guardare veltroni in tv è troppo tutto, troppo falso, troppo tronfio, troppo patetico,insomma capisco che vespa voglia applicare la par condicio anche in periodi non elettorali ma a tutto c'è un limite!ma la cosa che mi fa davvero incavolare è che quest'uomo crede di prendere impunemente per i fondelli la gente e questo per me è troppo!
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Alessandro Sallusti
Gli Stati Uniti lo salutano come il "salvatore d'Europa", lui elogia Berlusconi "statista" ma poi sale in cattedra  continua..
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