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venerdì 16 marzo 2007, 19:32

L'ultimo scandalo: dall'Ordine avviso disciplinare per Belpietro

Franco Abruzzo, presidente del Consiglio dei giornalisti della Lombardia, notifica un richiamo al direttore del Giornale: "Si tratta del corrispettivo di un avviso giudiziario". Dopo le polemiche, la censura e gli editti si è giunti all'attacco personale. La solidarietà del mondo politico

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Milano - Dopo le reazioni sdegnate e falso moraliste di un esercito di colleghi o presunti tali dell'area di sinistra e di quella "governativa", arriva pure il richiamo ufficiale dell'Ordine dei giornalisti. L'elefante si muove e, sull'onda del clima da censura e dei peana che urlano allo scandalo solo e sempre quando si sentono dalla parte della ragione (che sta sempre a sinistra...), partorisce un "richiamo".

Il presidente dell'Ordine dei giornalisti della Lombardia, Franco Abruzzo, comunica di avere notificato al direttore del Giornale, Maurizio Belpietro, un avviso disciplinare in relazione alla pubblicazione sul suo quotidiano, mercoledì 14 marzo, di alcune intercettazioni telefoniche nell'ambito dell'indagine di Vallettopoli, in particolare quelle relative al portavoce di Prodi, Silvio Sircana (da oggi ufficialmente anche portavoce del governo). Al direttore vengono contestate, tra le altre, le violazioni della carta dei doveri dei giornalisti e della legge sulla privacy.

Intercettazioni che, è cronaca, sono state pubblicate da tutti gli altri quotidiani italiani. Non solo quelle. Frasi, parole, rivelazioni smozzicate che aprono uno squarcio sul mercimonio che è diventata una certa parte della società italiana. Pubblicate e ripubblicate da tutti i media a ripetizione. Poi lo squarcio sulla politica. E allora ecco, pronto e immediato, il bavaglio. Prima della politica. Poi del Garante della privacy (divieto, pena fino a due anni di carcere di pubblicare carte e documenti dell'inchiesta di Potenza). Poi dei colleghi sdegnati a senso unico. Infine dell'Ordine dei giornalisti. "Si tratta del corrispettivo di un avviso giudiziario - spiega Abruzzo -. Adesso Belpietro avrà il tempo di consegnare al Consiglio la sua memoria difensiva e poi il Consiglio deciderà se aprire il procedimento disciplinare o archiviarlo".

Ma dal mondo politico si levano voci in difesa del Giornale e del suo direttore. "Nel giorno in cui l'autorità per le garanzie nelle comunicazioni sanziona la mortificazione del pluralismo commessa dalla Rai e da Lucia Annunziata, l'Ordine dei giornalisti non trova di meglio che spostare il tiro contro Maurizio Belpietro. Davvero basta: è tempo di sciogliere per legge un ente davvero inutile. Massima solidarietà al direttore del Giornale" dice Francesco Storace (An). "Non ha davvero neppure il senso del ridicolo il presidente dell'ordine dei giornalisti della Lombardia che manda, guarda caso solo al direttore del Giornale Maurizio Belpietro, uno stravagante avviso disciplinare per la pubblicazione di intercettazioni telefoniche che compaiono da sempre regolarmente su tutti i giornali che si stampano in Italia e che hanno come fonte le ordinanze e i verbali della magistratura" sottolinea l'onorevole di An Daniela Santanché.

"Da giornalista professionista regolarmente iscritto all'Ordine, trovo sconcertante l'iniziativa assunta nei confronti di Maurizio Belpietro. Che si debba disciplinare diversamente l'uso delle intercettazioni e la loro eventuale pubblicazione non vi è dubbio. Ma la notifica al direttore del Giornale di un avviso disciplinare da parte dell'Ordine dei giornalisti della Lombardia è sconcertante dopo che si è assistito per anni alla pubblicazione di tutto e del contrario di tutto nel silenzio degli organi dell'Ordine" commenta

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