Ma ci sono anche altri colpevoli

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Complimenti alla bravata del comandante Schettino, che è costata la vita a 37 persone. Complimenti alla sua prontezza nel mettersi in salvo e alla disinvoltura con cui ha abbandonato centinaia di naufraghi al loro destino. Ma soprattutto complimenti a chi, in tutti questi anni, ha protetto e spinto la carriera dell’ufficiale, ben sapendo quali erano i suoi limiti. Finché la barca va e non ci sono intoppi, anche il più inetto dei comandanti può continuare a stare comodo in plancia o a fare il galante con le passeggere nei saloni di un transatlantico. Ma alla prima manovra avventata o alla prima, reale emergenza salgono subito a galla tutte la sue carenze. Come hanno potuto affidargli la vita di oltre 4mila persone? Ogni azienda conosce qualità e difetti dei propri dipendenti, a maggior ragione se affida a uno di loro grandi responsabilità, non solo di costosi materiali ma anche e soprattutto di vite umane. Non crederete mica che fosse imprevedibile la condotta del comandante Schettino durante il naufragio. No, semplicemente qualcuno ha sempre confidato sulle scarse probabilità di un evento del genere. E proprio per questo è colpevole, tanto quanto l’uomo scelto per il comando e dimostratosi non all’altezza del compito affidatogli. Ma nell’Italia dei raccomandati non potevamo aspettarci altro. Basta guardarsi intorno per vedere quanti siano gli Schettino e quanti danni provochino o possano provocare con la loro inadeguatezza. Ma sono più responsabili loro o quelli che li hanno consapevolmente sponsorizzati e protetti? Interrogativo superfluo, la risposta è scontata. Eppure questo costume tipicamente italiano non accenna a cambiare. E molti continuano a sottrarsi a gravi responsabilità, come chi ha consegnato una grande nave a Schettino, avventato e pericoloso come comandante, vile e pusillanime come uomo.
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COMMENTI

8 commenti su  1  2   pagine dal più vecchio | dal più recente
#8 fishnchips (14) - lettore
il 20.01.12 alle ore 9:44 scrive:
A Riccardo Pelliccetti "questo costume tipicamente italiano": vivo in un Paese anglosassone da 30 anni e posso raccontare storie da fare drizzare i capelli. A #3 Simonetta Burlando "eppure quando le persone hanno titoli, attestati e quanto altro cosa bisogna fare? Come si fa a capire se la persona sarà all'altezza (...)?" Concordo pienamente. A chi invoca test psicologici: ci sono persone inadeguate che riescono a passare anche quelli. Sono i colleghi e i subalterni che sanno veramente se il 'manager' (capitano di marina, dottore, ecc.) e' veramente al livello di competenza e di 'leadership' richiesti. Ma non parlano, non inoltrano lamentele per paura di perdere il posto, di essere bollati come 'uno che fa la spia' o altro. E quando si decidono a fare denuncia, corroborata da prove, a chi di dovere o vengono ignorati o la denuncia va a finire in niente dopo un'indagine-pagliacciata ... Fino a che non ci scappa il morto.
#7 bingo bongo (773) - lettore
il 20.01.12 alle ore 6:57 scrive:
L'amarezza sta nel constatare che un comandante inadeguato e vigliacco, non ha avuto neanche quell'attimo di rispetto per la se stesso : ammettere pubblicamente di essere una ****a di uomo.
#6 Mario Leone (2509) - lettore
il 20.01.12 alle ore 0:18 scrive:
Nella mia lunga vita da bancario di meteore ne ho visto tante, salvo poi a cadere miseramente dallo scranno su cui erano salite a forza di calci nel c... con buchi larghi quanto una casa. Ma avevano i titoli sulla carta. Il Comandante Schettino era una meteora, ma finché non è stato messo alla prova i titoli non li ha esibiti. Ma, sono d'accordo, il responsabile non è soltanto lui ma quelli che lo hanno sostenuto fino alla tragedia. Anche quando ero sulla gloriosa Cristoforo Colombo (Trieste-Buenos Aires), come membro dell'equipaggio, si incrociava la Vittorio Veneto. Ad oltre quattrocento metri, due fischi prolungati ed ognuno per la sua strada, anzi il suo mare. Ma non ho mai visto sulla plancia di comando persone estranee e meno di quattro fra Ufficiali, Marinai e Timoniere. Altri tempi, altri ufficiali.
#5 adriano1 (418) - lettore
il 20.01.12 alle ore 0:08 scrive:
L'auspicio é che questo disastro che ha richiesto il suo caro prezzo di vite possa portare ad un ripensamento generale di questo tipo di navigazione marittima. Non mi inoltro neppure sui giudizi sul Comandante ( sarà la magistratura a farlo) e neanche sulle parole del Comandante della Capitaneria di Livorno ( da una scrivania) . Quello che deve assolutamente essere considerato é il gigantismo delle navi e la loro struttura costruttiva ( e questo vale anche per i ro-ro merci e ancora di più passeggeri). Ci sono navi che ormai portano anche 5 o 6mila persone : vorrei che qualcuno delle Compagnie crocieristiche affermasse pubblicamente che un tal numero di persone è tranquillamente gestibile in caso di emergenza ! Mentre il personale alberghiero varia con il numero dei passeggeri, quello più esperto di coperta e di macchina, varia di poco . Si devono considerare gli spazi aperti ove evacuare i passeggeri in caso di incendio e di fumo: mi pare siano molto limitati! Tutto é sfruttato per dare spazi di divertimento e cabine. Come é la situazione della compartimentazione e delle porte stagne ? Perché le nave é inclinata dal lato opposto alla falla? Una manovra per tentare di bilanciarla e metterla in assetto dritto per usufruire delle lance di entrambi i lati oppure un ingavonamento? Sarà necessario interrogare anche il personale di Macchina sulle manovre effettuate e verificare attentamente i piani di costruzione. Attenzione però a non stracciarsi le vesti: all’estero non stanno meglio di noi e bisogna essere pronti a rispondere colpo su colpo rinfacciando disastri ancora più mortiferi.
#4 MaiRuss (121) - lettore
il 19.01.12 alle ore 19:26 scrive:
Per intenderci meglio: Esistono strutture simili alle torri di controllo degli aereoporti, con radar e quantaltro, per controllare le rotte delle grandi navi? Se si, cosa facevano quella sera?
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