Ma il mister X ideale viene da destra Il laico, sociale e antifascista Fini

In assenza di rivali credibili il presidente della Camera potrebbe guidare il Pd: antico e moderno, elitario e popolare, soprattutto telegenico. E mai stato comunista

di -
Il copyright, lo confesso, non è del tutto mio, ma io ci metto il know-how, che è poi quello che serve e che conta nel tempo dell’I Care e dello Yes, we can... E quindi, e insomma, Why not Gianfranco Fini al posto di Walter Veltroni? L’idea me l’hanno data il professor Roberto Zavaglia, che è uno dei migliori analisti di politica internazionale in circolazione, e Andrea Marcenaro, ovvero il re dei corsivisti italiani, l’uno a voce, a cena, l’altro per iscritto, sul suo giornale, Il foglio, ma quella che per loro è una boutade, può anche divenire, come avrebbe detto Ciriaco De Mita, «un ragionamendo politico». Seguitemi. Si sa che Fini è stato fascista nella stessa logica con cui è divenuto antifascista. È un professionista della politica, ovvero un contenitore vuoto disponibile a riempirsi del liquido ritenuto in quel momento più potabile. La Destra oggi soffre di un problema di sovrappopolamento: ce n’è troppa, con troppi leader più o meno in competition e tuttavia con un capo incontrastato qual è Berlusconi. A lungo Fini si è immaginato come suo delfino, ma la scienza medica è contro di lui. È dell’altro giorno la notizia di un vaccino che, stando a dei ricercatori statunitensi, porterebbe l’età media oltre il secolo di vita... Fra trent’anni, insomma, avremo ancora Silvio premier e Gianfranco in lista d’attesa... È una strada chiusa. A Sinistra invece c’è il caos e la strada è aperta. Un po’ perché le sconfitte elettorali hanno sempre molti padri, un po’ perché quella generazione di cinquantenni è alla frutta, usurata dal suo continuo fondarsi e rifondarsi, dall’eccesso di sigle con cui si è nel tempo ribattezzata, dalla smania fratricida che l’ha pervasa, un pugnalarsi freneticamente alle spalle... È un caos umano, nel senso di leadership, ma anche politico, in quanto che cosa sia la Sinistra, che cosa sia di sinistra, nessuno lo sa più. La confusione è talmente grande sotto quel cielo che alle ultime elezioni regionali si è giocata la carta di un sardo-capitalista, Renato Soru, e su Repubblica l’intellettuale di riferimento Michele Serra si è riscoperto un teorico del Law and Order: ronde, vigilantes, magari qualche sana impiccagione preventiva ai lampioni del centro e della periferia... La deriva, dunque, è evidente, quella di una Sinistra che in mancanza d’altro scimmiotta la Destra, butta via Il Capitale e insegue i capitalisti. Chi dunque meglio di Gianfranco Fini la può rimettere in carreggiata, ridargli quell’anima sociale e solidale che è andata perduta fra l’acquisto di una barca nel Salento, una banca in Lombardia e tre camere a Manhattan? Fini, per fare solo qualche esempio, si è dichiarato favorevole al diritto di voto per gli immigrati, difende la laicità dello Stato e l’autonomia dell’individuo, è per le coppie di fatto ed è un critico severo del cesarismo, sia vero sia presunto, ha inaugurato la sua chat-on-line e ha già fatto sapere che il Festival di Sanremo non gli piace. In una parola, e insieme moderno e antico, elitario e popolare e non è forse questo il modo migliore per incarnare oggi la Sinistra? Il linguaggio, poi. Diciamoci la verità, la «lingua di legno» di Veltroni&C si è da tempo fatta insopportabile, un ritualismo bugiardo e fumoso dietro il quale si nasconde la totale mancanza di contenuti. Fini, invece, pur senza dire niente lo dice bene, e questo è se non altro un passo avanti sulla strada della chiarezza. Non siete convinti? Va bene, mettiamo giù allora il carico da novanta della telegenia. Si sa che il Cavaliere nero vince anche per questo e certo se gli opponi i borborigmi di Prodi, l’espressione patibolare di Fassino, il doppio mento di Veltroni, dove vuoi andare? Qui invece c'è un ancor piacente cinquantenne, un po’ stagionato ma sempre abbronzato, fresco papà, sub esperto. Vuoi mettere? Con lui sì che si riequilibra la partita, basta con le melensaggini piccolo-borghesi di pullman, caminetti, biciclette, mezze-calzette... Ma, dice qualcuno, ci sarebbe anche la carta Bersani... Dico, scherziamo? Bersani è di Piacenza, Fini è di Bologna, dialetto per dialetto meglio la dotta e la grassa Bologna che la irrimediabilmente provinciale Piacenza. Poi Bersani è calvo e non ha alcuna intenzione di ricorrere al trapianto, laddove Fini i capelli ce l’ha ancora e quindi non ha bisogno di procurarseli artificialmente. Infine, Bersani vuol dire D’Alema e allora siamo da capo a dodici, si ritorna alla celebre invettiva morettiana: «Con questi leader non vinceremo mai»... E l’antico fascismo finiano, diranno i duri e puri, gli inguaribili, gli immarcescibili? Be’, il Duce all’inizio era socialista, che c’è di male a sperimentare il percorso inverso? Del resto, se Veltroni non è mai stato comunista, nemmeno da piccolo, se Violante dice da grande di vergognarsene, Fini almeno può affermare con orgoglio che questo tipo di abiura non ha bisogno di farla, lui comunista non è mai stato. Quanto al «nero» peccato originale, si è già cosparso più volte il capo di cenere, e per la verità non solo quello... Da qualunque parte la si guardi, la candidatura di Fini alla guida dei Pd è perfetta. È una figura istituzionale, e stato ministro degli Esteri e vicepresidente del Consiglio, e un paladino della Costituzione, è alto come Obama... Si può fare, insomma, Yes, we can.
Ingrandisci immagine

COMMENTI

23 commenti su 1  2  3   4  5   pagine dal più vecchio | dal più recente
#8 SR71 (2713) - lettore
il 20.02.09 alle ore 11:53 scrive:
Non lo dico io, non lo dicono i lettori e tantomeno l'articolo. Fini è ormai passato alla sinistra. Quella sinistra buonista, falsa che Lui riesce ad interpretare a destra (?) molto bene, dimentico di chi lo ha eletto, e per quali motivi. Un arrivista che mira al Campidoglio.
#7 Giorgio Rubiu (1663) - lettore
il 20.02.09 alle ore 11:41 scrive:
E' chiaro he non accadrà mai. Chi ritiene che questo articolo sia un tentativo di demolire Fini, dovrebbe rileggerlo. E' uno degli articoli più spiritosi ed ironici che io abbia mai avuto il piacere di leggere. E', in realtà, un altra gomitata nelle costole del PD allo sbando, in cerca di un leader che non esiste. Paradossalmente, quindi, Solinas mette in risalto che il leader ideale del postcomunismo è un postfascisata. Uno che avrebbe tutte le doti (tolta quella di essere stato un fascista) che il nuovo leader del PD dovrebbe avere. Complimenti a Zavaglia e Mercenaro, per avere lanciato la paradossale idea, e, a Solinas, per averla raccolta e sviluppata.
#6 mab (1084) - lettore
il 20.02.09 alle ore 11:06 scrive:
Caro Solinas, complimenti per il gustosissimo articolo ma, a dire la verità, l’idea di Fini alla guida del Pd alcuni di noi lettori l’avevamo già ventilata. Del resto, l’abbronzato “de noantri” ha tempestivamente inviato una letterina a Repubblica per pestare l’acqua nel mortaio costituzionale… Del resto, dopo la fusione di An nel Pdl non avrà neanche più un “suo” partito (il popolo mi sa che se lo sia perso da un pezzo…).
#5 Random64 (4211) - lettore
il 20.02.09 alle ore 11:03 scrive:
Di Fini c'è poco da demolire, i suoi interventi parlano chiaro, e pure la sua volontà di mettersi fuori dalla compagine di destra(intesa come insieme di valori)...e purtroppo nel suo curriculum e nei fatti per il panorama politico Italiano non ci sono novità è il solito politico Italiano della scuola degli ignavi e cerchiobottisti..per alcuni questi sono valori..
#4 Andrea B. (320) - lettore
il 20.02.09 alle ore 10:08 scrive:
E' iniziata la demolizione a mezzo stampa di Gianfranco Fini a favore dei suoi più sottomessi colonnelli ... un Gasparri meno abile politicamente e più allineato al gran capo evidentemente piace di più ...
23 commenti su 1  2  3   4  5   pagine RSS commenti | Cosa sono?

ANNUNCI GOOGLE

Alessandro Sallusti
Gli Stati Uniti lo salutano come il "salvatore d'Europa", lui elogia Berlusconi "statista" ma poi sale in cattedra  continua..
Scrivi al direttore

L'opinione

di Nicola Porro
Siciliotti è quel signore biondo, con i capelli quasi più ridicoli...
di Stefano Filippi
A che gioco gioca Silvio Berlusconi? Leggete l’intervista che...
di Marcello Foa
Gran bel colpo della Stampa, che stamane pubblica un’intervista...
di Alberto Taliani
 Mentre infuria la polemica sui mammoni e sull’illusione del posto...
di Paolo Giordano
Se poi te li ritrovi qui, tra i velluti di un cinque stelle con vista...
di Dan Segre
Perché la Cina segue la Russia nel bloccare le sanzioni contro la...
di Sum ergo Cogito
Per credere nell’infinito occorre accorgersi che il mondo é...
- correlati
+ correlati