domenica 02 aprile 2006, 00:00
«Ma Prodi deve rendere conto della seduta spiritica su Moro»
Guzzanti torna allattacco sulle reticenze del Professore che fece il nome di Gradoli
da Roma
«Laspirante presidente del Consiglio Romano Prodi ha ricevuto un avviso di garanzia ed è deferito al Tribunale dei ministri per le ipotesi di reato relative alla grottesca storia del piattino semovente» legata al sequestro Moro ed «è poi sotto accusa per aver consentito e approvato la manipolazione del dossier Mitrokhin in modo che le informazioni sul partito sovietico in Italia fossero rese incomprensibili, inutili, inutilizzabili». Lo sostiene il senatore di Forza Italia Paolo Guzzanti, soddisfatto della strategia «allattacco» del premier sugli scheletri nellarmadio del Professore.
«Finalmente il presidente del Consiglio ha deciso di attaccare Prodi anche per il suo torbido passato e in particolare per la vergognosa vicenda della pretesa seduta spiritica durante la quale fu fatta emergere linformazione sul covo delle Br in via Gradoli a Roma».
Per quanto riguarda invece il dossier Mitrokhin, secondo il senatore azzurro, «Prodi non soltanto mentì sulla fonte dellinformazione, ma la volle personalmente trasmettere alla segreteria della Dc e non alle autorità competenti, provocando unoperazione di polizia nellalto Lazio. Questa notizia permise ai brigatisti nel covo di via Gradoli a Roma di eclissarsi».
«È evidente che uno solo dei partecipanti alla ridicola danza del piattino da caffè fra le lettere dellalfabeto, possedeva fin dallinizio linformazione e manovrò per farla apparire opera di un piattino che si comportava come un computer azionato dai fantasmi di don Sturzo e La Pira», dice Guzzanti. In questo modo il presidente della Commissione Mitrokhin risponde «allUnità e a tutti coloro che cercano di mascherare le responsabilità di Prodi per la pretesa seduta spiritica durante la prigionia di Moro grazie alla quale i carcerieri furono messi sullavviso e fuggirono tirando in ballo lonorabilità degli altri partecipanti alla seduta».
«Lipotesi che il buon professor Prodi abbia finora mentito per salvaguardare la fonte (qualche bravo giovane dellAutonomia operaia) dopo 28 anni è completamente priva di fondamento e a mio parere copre ben altro - sottolinea Guzzanti -. La legge consentiva allora come consente oggi di proteggere la fonte che non desidera essere individuata, senza alcun danno per chi ne trasmette le notizie. Sta di fatto inoltre che la società Nomisma, fondata da Prodi, è stata in joint venture con listituto Plehanov di Mosca, sezione economica del Kgb, e che lo stesso Prodi durante il golpe del suo amico Pavlov contro Gorbaciov, spiega le buone ragioni dei golpisti al Corriere della Sera dicendosi ansioso di conoscere le nuove direttive economiche dellUrss, tornata al comunismo da guerra fredda».
Lufficio stampa di Prodi ha subito replicato alle dichiarazioni di Guzzanti spiegando che il professore «non è mai stato deferito al Tribunale dei ministri. Lunico tentativo di deferimento del presidente Prodi è stato fatto da parte della destra con linganno Telekom Serbia ed è finito con il rinvio a giudizio per calunnia degli accusatori».
Diverse le reazioni nel centrodestra. Lex ministro Francesco Storace (An) chiede di parlare di futuro invece di rimestare vecchie vicende («parliamo dei prossimi 28 anni non degli ultimi 28 anni»), mentre Forza Italia è compatta nellaccusa al Professore. «Ci troviamo di fronte a un episodio gravissimo che toglie ogni credibilità a un personaggio che aspira a diventare presidente del Consiglio - commenta il vicecoordinatore azzurro Fabrizio Cicchitto -. Il candidato della sinistra ci dica se realmente si è affidato a una seduta spiritica per accertare dove era tenuto prigioniero Moro o se invece essa serviva per coprire uninformazione che veniva da una fonte ritenuta credibile».