Roma Dalla festa di Casoria alle foto sequestrate del capodanno a Villa Certosa. Ministro Roberto Maroni, si aspettava un campagna elettorale tanto «sui generis»?
«A dire il vero proprio no. Mi ero immaginato un confronto, magari duro, ma su temi concreti e che riguardano la vita dei cittadini. Invece ho dovuto prendere atto con smarrimento e disgusto di come certi giornali siano ormai diventati come i tabloid inglesi: solo tette e culi».
Berlusconi sbaglia a non rispondere alle dieci domande di «Repubblica»?
«Per quanto mi riguarda, il presidente del Consiglio ha risposto all'unica domanda lecita. Quel che interessa alla Lega è che non abbia violato la legge intrattenendo rapporti non trasparenti con una minorenne. Dopodich´, tutto ciò che fa parte della sua vita privata non ci riguarda e non ci appassiona affatto. Un politico va giudicato per quello che fa per il Paese e per come si comporta con gli alleati. Berlusconi sta facendo molto e con noi sta mantenendo i patti».
La pensano così anche gli elettori della Lega?
«La nostra gente ha capito che questa tempesta noemiana è solo una manovra strumentale. E non gli interessa affatto. Lo dico con cognizione di causa visti i tanti incontri elettorali che ho fatto in questi giorni».
A suo avviso, insomma, non ha torto chi ipotizza un complotto contro il Cavaliere?
«Un fondo di verità deve esserci. Le faccio un esempio: ho seguito attentamente l'ultima visita di Berlusconi all'Aquila, dove è stato accolto con applausi e strette di mano. Una persona, dico una sola, gli ha gridato di farsi processare e ci sono giornali che hanno scritto Berlusconi contestato dai terremotati. C'è un limite a tutto».
«Tutti i giornali della sinistra fanno da scendiletto al Pd», dice il premier.
«Faccio un esempio che mi riguarda direttamente. Abbiamo respinto 500 clandestini e i professionisti dell'antirazzismo ci hanno messo al muro. Zapatero in Spagna ne ha respinti 10mila con modi decisamente più bruschi e n´ l'Alto commissariato per i rifugiati n´ la Chiesa n´ i cari compagni hanno aperto bocca. Mi chiedo perch´».
Una risposta immagino se la sia data.
«Da una parte c'è chi ancora non si è adeguato alla caduta del muro di Berlino e continua ad avere un approccio ideologico: qualunque cosa fa il centrodestra è sbagliata mentre quel che fa il centrosinistra è giusto. Dall'altra c'è anche un atteggiamento rancoroso nei nostri confronti».
Berlusconi mette in fila caso Mills e caso Noemi immaginando una sola regia. È d'accordo?
«Non so se c'è una sola regia. Certo, c'è un'attitudine di certi ambienti della magistratura che vanno avanti con pervicacia e di certi ambienti giornalistici che portano avanti una costante falsificazione della realtà. E l'obiettivo è fare tutto ciò che serve per far cadere Berlusconi a prescindere dalla verità. L'esatto contrario del Watergate, per capirci. Perch´ lì non si spargevano veleni ma c'erano prove concrete di illeciti».
Qualcuno ipotizza che il Cavaliere possa pensare di far saltare il tavolo e tornare alle urne. Credibile?
«Per niente. Qui il problema è che ci sono ambienti che vogliono Berlusconi morto e non si vede perch´ lui debba fare il loro gioco. Il premier deve rispondere a questa montatura abnorme e immonda, prima mandandoli a quel paese e poi con una risata. È questo l'unico modo per farli andare in bestia. E poi l'operazione mediatica è destinata a finire dopo le elezioni, quando lascerà solo veleni sparsi in giro e un giornalismo italiano ridotto ormai a tette e culi».
La tornata elettorale, insomma, sarà anche un giudizio sulla vicenda Noemi?
«Sì. Sarà la dimostrazione di quanto tutto questo abbia fatto presa sul Paese. D'altra parte, i sondaggi che ho visto in piena tempesta noemiana - quando ancora si potevano diffondere - davano la fiducia nel premier e nel governo pressoch´ inalterata. Sono convinto, insomma, che le elezioni spazzeranno via questi lestofanti».
E della vicenda Noemi lei che idea si è fatto?
«Mi ha addolorato vedere come sia stata messa alla berlina la famiglia Letizia: i rapporti tra i genitori, con insinuazioni, e quelli tra madre e figlia. Tutto con l'unico scopo di danneggiare l'avversario politico. È una cosa abnorme e immonda: se fossi un giornalista avrei difficoltà a guardarmi allo specchio per quanto la categoria tutta è caduta in basso».
All'inizio il Pd è stato cauto, poi Franceschini ha deciso di affondare anche lui colpo su colpo. Si è fatto un'idea del perch´ questo cambio di marcia?
«Nel Pd sono in molti a rimpiangere Veltroni o addirittura Rutelli perch´ Franceschini va avanti di scivolone in scivolone. È peggio di un pasdaran, è un violento. È dieci volte più violento di Di Pietro. Nei miei confronti ha usato un'aggressività verbale senza precedenti e mi ha offeso profondamente. Ho preferito non rispondere solo per rispetto al mio ruolo istituzionale».
Berlusconi parla di «grumi eversivi della magistratura». È d'accordo?
«Ho una mia opinione personale, ma in qualità di ministro dell'Interno e per rispetto alle istituzioni preferisco non entrare in argomento».
Quattromila persone al corteo no global contro il G8 sulla sicurezza, qualche tafferuglio e cinque fermi. Un suo bilancio?
«Torniamo al discorso di prima. Il documento finale ha stabilito di fatto l'applicazione della legge Falcone in tutti i Paesi del G8: lotta alla mafia e alla criminalità organizzata senza confini e possibilità di aggredire i patrimoni ovunque si trovino. Non solo, perch´ ci sono misure importanti contro la pedopornografia, lo sfruttamento dei minori e la tratta di esseri umani. Ecco, chi contesta il G8 è evidentemente a favore della mafia e della pedofila».
Un po' forte...
«L'alternativa è che ignori i temi affrontati al G8. Il che significa che è prevenuto, cosa molto grave anche questa. È arrivato il momento di essere chiari su queste cose e di mettere davanti alle loro responsabilità i professionisti dell'antirazzismo becero e ignorante».
Ha timori per il G8 dell'Aquila?
«Stiamo facendo il possibile per organizzare tutto al meglio. La sospensione di Schengen - che quando fu chiesta da governi di sinistra non fece indignare nessuno - è un primo passo importante».
