Mafia e affari, arrestato l'ad di Calcestruzzi

In manette Mario Colombini, amministratore delegato dell'azienda, arrestato nella sua casa in Brianza. Altri tre i fermati, accusati di collusioni con Cosa nostra

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Milano - L’amministratore delegato della Calcestruzzi spa, Mario Colombini, di 62 anni, è stato arrestato stamani dai carabinieri e dalla guardia di finanza nell’ambito dell’inchiesta che coinvolge la società di Bergamo. Il provvedimento è del gip del tribunale di Caltanissetta su richiesta del procuratore aggiunto Renato Di Natale e del pm della Direzione distrettuale antimafia, Nicolò Marino. Colombini è accusato di truffa, inadempimento di contratti di pubbliche forniture e intestazione fittizia di beni, con l’aggravante di avere agevolato l’attività di Cosa nostra. Colombini è stato arrestato stamani nella sua abitazione di Camparada, un comune della Brianza in provincia di Milano. L’amministratore delegato della Calcestruzzi è stato condotto in carcere.

Azienda sotto sequestro Il gip ha ordinato il sequestro della Calcestruzzi spa. I carabinieri e la guardia di finanza hanno eseguito il provvedimento, che riguarda beni materiali e immobili della Calcestruzzi e il suo capitale sociale, e ancora le strutture informatiche in uso dalla società. Il valore complessivo del sequestro ammonta a circa 600 milioni di euro.

Altri arresti Il gip ha inoltre firmato altri tre provvedimenti di custodia cautelare che sono stati eseguiti dai carabinieri e dalla guardia di finanza di Caltanissetta. Si tratta di Fausto Volante, direttore di zona per la Sicilia e la Campania della Calcestruzzi spa, che nei mesi scorsi lo aveva sospeso. L’ex dipendente della società bergamasca, Francesco Librizzi, che era capo area per la Sicilia e Giuseppe Giovanni Laurino, ex dipendente, anche lui capo area per la Sicilia. Sono accusati di truffa e inadempimento di contratti di pubbliche forniture, con l’aggravante di aver agevolato Cosa nostra.

Strategia Secondo gli inquirenti, la Calcestruzzi avrebbe proceduto, non solo nella provincia di Caltanissetta e in Sicilia, ma anche su tutto il territorio nazionale, alla creazione di fondi neri, "da destinare - secondo l’accusa - quantomeno in Sicilia, alla mafia". L’azienda avrebbe fornito calcestruzzo di qualità inferiore a quello richiesto dalle imprese che eseguivano appalti pubblici. Questo sistema, per gli inquirenti, sarebbe stata "una strategia aziendale della Calcestruzzi, adottata su scala nazionale e gestita a mezzo, anche, del sistema informatico, con la consapevolezza dei vertici aziendali".

"Svincolo a rischio crollo" "Lo svincolo di Castelbuono dell’autostrada A20 Palermo-Messina poteva crollare". Lo hanno detto il procuratore reggente di Caltanissetta Renato Di Natale e il sostituto Nicolò Marino. "Abbiamo posto rimedio - hanno spiegato i due magistrati -. C’era un problema strutturale. Analoga situazione è stata registrata sulla strada Riesi-Licata. Adesso - hanno detto - vogliamo tranquillizzare tutti che non ci sono pericoli e ove ne fossero riscontrati interverremo immediatamente". 

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