Mai discutere del Profeta, allora perché Gheddafi è libero di insultare Gesù?

Usando il Corano ha paragonato Cristo a un truffatore: "Sulla croce c'era un sosia". Vanno bene gli accordi con la Libia, ma su questo chieda scusa. Ragazze e Dolce Vita: le notti del rais

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Roma - Arrivato a Roma, che resta in fondo la capitale della cristianità, Gheddafi non ha staccato il crocifisso dal muro. A quello ci pensa l'Europa. Lui ha preteso di identificare chi vi è stato inchiodato. Dicendo: «Non è Gesù, non è mai stato Gesù». «Era un sosia, uno che gli assomigliava», ha predicato con solennità. Per citare l'agenzia Ansa si sarebbe espresso così: «Voi credete che Gesù è stato crocifisso ma non lo è stato, lo ha preso Dio in cielo. Hanno crocefisso uno che assomigliava a lui». Ma non solo: «Gli ebrei hanno cercato di ammazzare Gesù perché lui voleva rimettere sulla via giusta la religione di Mosè».

Insomma: Gesù è un profeta dell'Islam, e sarebbe una specie di vigliacco che scappa in braccio a Dio per non farsi mettere a morte dagli ebrei, lasciando che sia un altro a soffrire per lui. La nostra idea, forse la nostra speranza, è che ieri a dire queste bestialità beduine non sia stato il vero Colonnello ma un suo sosia. Una pratica molto nota tra i capi musulmani. Saddam Hussein ne aveva una dozzina, è stato scritto un bellissimo libro sul tema da Martin Amis. Probabile ne abbia anche Gheddafi, ma la prossima volta li scelga più intelligenti, e anche più rispettosi delle persone e del luogo dove va a pontificare.

La storia, per le persone cui fosse sfuggita, è questa: il capo del popolo libico, a Roma per il vertice della Fao, ha fatto rastrellare duecento ragazze alte e belle, vestite in modo castigato. Ha donato a ciascuna una banconota, poi ha cercato di convertirle. Da noi, nei Paesi occidentali, non è vietato: c'è libertà religiosa e anche di proselitismo. Ma da noi c'è anche il diritto di critica. E per il momento abbiamo anche il diritto alla difesa della Bibbia e in essa del Vangelo.

Stiamo un attimo sul punto. Quella della crocefissione di un Sosia, non è una trovata del leader libico, è una affermazione che sta scritta nel Corano. Il quale fa di Gesù un Profeta, ma nega l'essenziale su di lui, lo mangia e lo digerisce per il comodo di Maometto, che voleva sostituire la Rivelazione cristiana con la sua. Legittimo, da noi c'è libertà di religione. Ma il fatto che il rappresentate di un popolo convochi, con 50 euro di mancia al netto delle tasse, cento ragazze italiane per indottrinarle, senza diritto di replica, è qualcosa che se fosse stato fatto - a parti rovesciate - in Arabia o in Libia, il predicatore non sarebbe vivo. Se ad esempio, alla Mecca (che corrisponde più o meno a Roma per l'Islam) Berlusconi andasse a sostenere che Maometto sposando una bambina di nove anni ha violato l'infanzia, sarebbe stato decapitato come minimo, più probabilmente lapidato.

Noi ci ricordiamo bene quando, con il pretesto della maglietta con la vignetta su Maometto indossata dal ministro Calderoli, per poco non si dichiarò guerra all'Italia e fu assaltato il nostro consolato a Bengasi. E quella maglietta era assai delicata rispetto alla negazione ostentata, nella Roma di Pietro, della verità storica sulla passione e sul Calvario. Una specie di insensato negazionismo. Finché resta nei confini delle moschee ed è esposto da semplici imam, offende la nostra comunità e la nostra tradizione, ma ci sta, amaramente ci sta: è il prezzo della tolleranza e della libertà. Ma un capo di Stato non può abusare della sua intangibilità di ospite nonché di detentore del gas e del petrolio. Esistono dei doveri di civiltà, anche fra i beduini in visita, e conviene che qualcuno li ricordi al leader Gheddafi.

Il nostro governo fa bene a cercare buoni rapporti con la Libia. La Libia deve fare anch'essa un passettino per averli buoni con noi. Il primo modo è di rispettarci, o almeno di fingere di farlo, sarebbe già qualcosa.

Sintetizzo le ragioni per cui stare in pace con la Libia e il suo leader.

1) La questione di un'amicizia forte tra Paesi mediterranei, a partire da Tripoli, ci rende interlocutori seri per la pace in Medio Oriente.

2) L'importanza di una cooperazione italo-libica nella lotta al terrorismo e per lenire ferite coloniali è ovvia ed ha aspetti di alta moralità.

3) La necessità di contenere l'immigrazione clandestina dalle coste della Tripolitania e di avere certezze nell'approvvigionamento energetico è prioritaria e indiscutibile.

4) Il criterio universale della tolleranza impone di accettare la diversità nella concezione della democrazia e della religione di un leader come Gheddafi;

5) Questi buoni rapporti rendono più efficaci le nostre pressioni per l'affermazione in Libia dei diritti umani. Ma non ci sono prezzi, il senso della decenza non è in vendita. Non si può far passare per stravaganza l'offesa cosciente di Gheddafi. Egli colpisce il sentimento profondo del nostro popolo, quel Cristo in croce a cui è affezionata anche la gente che non crede sia Dio.

Ma a cui dà fastidio sentirsi dire a casa propria che quel Gesù esposto sulla Croce il Venerdì Santo e che sta sul petto delle nostre mamme e nonne è un trucco. Chieda scusa Gheddafi, se vuole gli siamo amici. Non si fa terrorismo religioso. È un delitto.

P.S. A proposito di dialogo e di presunte offese. Qualcuno ha giudicato le dichiarazioni di Daniela Santanchè su Maometto pedofilo inopportune perché si scontrerebbero con comportamenti altrettanto inaccettabili di personaggi biblici. Perfetta ignoranza. La vita di Maometto e il Corano sono Parola di Dio immutabile, esempio perenne, consacrazione di Verità e di Etica, non suscettibili di critica. Invece la Bibbia per i cristiani (e gli ebrei) è ispirata da Dio, è il racconto di come Dio interviene nella storia, scritto da una mano umana. La Parola è Cristo stesso. Invece il Corano e il suo racconto è un ordine. E lì c'è la differenza grande. Al di là dei comportamenti egualmente deprecabili di tanti cristiani e di tanti musulmani, la differenza sta nel manico. L'Islam è stato fondato e ha per paradigma un uomo che ha versato il sangue degli altri. Gesù Cristo ha versato il suo per gli altri. Che Gheddafi venga a negare questo, e per di più a Roma, e per giunta abusando della nostra ospitalità e sputando addosso a ragazze inermi le sue bufale islamiche, è grave. Speriamo sia stato un Sosia.

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COMMENTI

81 commenti su 1  2  3  4  5  6  7  8   9  10   pagine dal più vecchio | dal più recente
#41 V come Vendetta (179) - lettore
il 17.11.09 alle ore 12:30 scrive:
E' tutta colpa di Prodi!!!!
#40 socrate77 (505) - lettore
il 17.11.09 alle ore 12:20 scrive:
per Paolo64 beh perchè il primo ministro è forte con i deboli e debole con i forti...
#39 astice2009 (1481) - lettore
il 17.11.09 alle ore 12:18 scrive:
31andypale : sempre per rispetto della sua Realpolitik, ho sentito dire che Gheddafi la prossima volta vuole delle pollastrelle vergini; che facciamo? Lei ha una figlia? Si sentirebbe sicuro o la sacrificherebbe per la sua realpolitik di ****a????
#38 faranicius (21) - lettore
il 17.11.09 alle ore 12:18 scrive:
..faccio parte degli italiani che il simpatico gheddafi ha BUTTATO fuori dal suo paese per i "danni coloniali" del Fascismo:costruire strade,pozzi,edifici e coltivazioni là dove per 1000 anni hanno saputo solo tenere tende e deserto(le tende poi gli piacciono proprio)..è stato solo 40 anni fa! per capire si pensi oggi - armi in pugno - di mandar via tutti gli arabi e si ha forse l'idea di quel che fece sto signore. Ma il problema del tizio è il rispetto di "cristo" e non che gli costruiremo pure un autostrada!?Dite solo che per il petrolio si deve far così! è meno penoso! Sig.Farina:ma cristo non dovrebbe sapersi difendere da solo poichè non teme il nemico a cui porge l'altra guancia ??o è così "farlocco" che teme l'islam??perchè perdere tempo a crederci allora!no? ridicolo! patetico!questo è offensivo!!gheddafi è un criminale, ma lei signor Farina mi dispiace dirlo,perchè Feltri è GRANDE, lei è un.. "cattolico";la offendo?peccato;si svegli!c'è da svegliare la gente che la legge! ;)
#37 Jeeezuz (215) - lettore
il 17.11.09 alle ore 12:05 scrive:
voi credenti siete incredibili. Vi offendete se qualcuno tocca gesu' cristo e vi offendete se i musulmani si offendono quando gli si tocca maometto perche' sembra che a loro sia concesso offendersi e a voi no, quando in realta' non fate altro che dichiararvi offesi. Il risultato e' che cristiani e musulmani si offendono tra di loro e cercano solidarieta' ovunque, pur essendo aiutati economicamente dallo stato che gli costruisce chiese e moschee. Chi se lo prende in quel posto siamo noi atei che ci vediamo derubati dai cristiani e minacciati dai musulmani.
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