Manovra, il decreto ora in vigore Tremonti: "Tagli alla politica"

Il ministro fa presente che "la crescita non si fa con un governo o una legge". Il decreto, appena firmato dal Quirinale, vale 48 miliardi e porta al pareggio del bilancio e alla discesa del debito. Si aggiungono anche altri 17 miliardi di tagli in arrivo sul fronte dell’assistenza prevista nella delega fiscale: l’intervento globale, nei quattro anni, arriva così a 65 miliardi di euro.

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Roma - Prima di tutto i tagli alla politica. Non vuole che sia una manovra imperniata di demagogia, ma un provvedimento che tuteli il Paese e favorisca l'economia. Pur ricordando, nel corso della conferenza stampa di presentazione, che a differenza del bilancio, che dipende da un governo e da una legge, "la crescita non dipende da un atto, non ha un momento istantaneo, ma deriva dall’azione collettiva di tutti", il ministro dell'Economia Giulio Tremonti spiega che la manovra, che oggi è stato firmato dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, porta "linearmente sul sentiero di arrivo al pareggio di bilancio". Alla correzione dei conti pubblici prevista dal decreto della manovra, che si attesta a circa 48 miliardi nel quadriennio 2011-2014, si aggiungono anche altri 17 miliardi di tagli in arrivo sul fronte dell’assistenza prevista nella delega fiscale: l’intervento globale, nei quattro anni, arriva così a 65 miliardi di euro.

L’obiettivo deficit/pil per il 2011 al 3,9% è stato centrato. Questo è il punto di partenza - concreto - da cui è partito Tremonti per comporre la manovra. Una manovra che, per dirlo con le parole desottosegretario alla presidenza, Gianni Letta, che non ha mai creato "né tensioni né lacerazioni nel governo". Il punto di arrivo è, senza dubbio, il pareggio di bilancio che si rivela fondamentale dal momento che porta "meccanicamente" alla discesa del debito. D'altra parte, ricorda Tremonti, negli ultimi anni in Italia la tradizione è stata quella di un "perfetto centramento degli obiettivi di bilancio europei". Per raggiungere il pareggio di bilancio nel 2014 il governo ha 25 miliardi nel decreto legge a regime e altri 15 che devono venire dalla delega assistenziale. Per il 2013 ci sarà una correzione che va a consolidarsi con quelle già fatte di 18 miliardi a cui se ne aggiungono altri due dalla delega assistenziale. "Noi centriamo tutti i numeri con due strumenti - sottolinea il ministro dell'Economia - è tutto fatto per legge". Alternativamente, c’è il blocco del 15% di tutti i regimi di favore fiscale.

Tra i punti che rendono maggiormente orgoglioso del lavoro Tremonti ci sono sicuramente i tagli dei costi della politica. Tanto che il titolare del dicastero di via XX Settembre ritiene essere il più "rivoluzionario e radicale cambiamento introdotto nel Paese". Tremonti sottolinea che il provvedimento si sarebbe anche potuto farlo "alla Masaniello" (ovvero che tutto cambi perché nulla cambi), ma il governo ha deciso di intraprendere un’altra strada e cioè quello di "seguire un percorso compatibile con la struttura istituzionale del Paese: per riformare devi fare una riforma per legge". "Se volete fare una riforma per legge - semplifica Tremonti - dovete fare una legge che rispetti la legge".

Resta ancora il nodo sulla previdenza. Il governo è pronto a modificare la norma della manovra che riguarda la rivalutazione delle pensioni, ma il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, ha sollecitato le forze di opposizione "ad evitare di fare polemiche ideologiche a questo proposito". Il governo verificherà i modi di produrre un effetto finanziario, ma diversamente da come oggi è disposto. Non bisogna, però, dimenticare che le fasce più basse sono indicizzate al 100%. Si tratta di guardare alle fasce medie e alte. Norme di questo tipo sono state fatte da tutti i governi di centrosinistra.  

Il blocco del turn over nella pubblica amministrazione, invece, avrà una deroga che investirà il comparto della sanità. E non esisterà nelle Regioni non oggetto di piano di rientro e in quelle che, sottoposte al piano, abbiano dimostrato di aver raggiunto gli adempimenti necessari. Il ministro della Salute, Ferruccio Fazio, spiega che "la manovra introduce una deroga al blocco del turn over su casi particolari, soggetta all’approvazione del tavolo di monitoraggio della Regione in Piano di rientro". Per le altre Regioni non c’era e non ci sarà il blocco con la nuova manovra. I casi particolari di cui ha parlato il ministro riguardano i dirigenti di secondo livello e primari. "La ratio - specifica Fazio - non è privilegiare queste figure rispetto ai dirigenti di primo livello, ma è quella di non bloccare intere strutture di unità operative complesse".

Il punto di arrivo della manovra, da qui a quattro anni, è dunque la riduzione drastica del debito, così come richiesto a più riprese dall'Unione europea. In chiusura della conferenza stampa, Tremonti lancia un chiaro segnale anche all'opposizione che negli ultimi giorni ha continuato ad attaccare il governo accusandolo di fare una "patrimoniale sui poveri". In realtà, il decreto varato oggi va nella direzione opposta. Per questo, il ministro dell'Economia è convinto che "la tempistica utile sia quella dell’intervento definito prima dell’estate". La manovra è, infatti, uno strumento necessario che non toglie spazio al dibattito. Per questo, rispetto alle proposte che la sinistra vorrà avanzare Tremonti assicura che "c'è un forte interesse a tutte le proposte", ma dovranno essere compatibili con l'Eurostat. C'è, tra le altre, l'ipotesi di modificare la parte della manovra che riguarda la rivalutazione delle pensioni e la norma che aumenta il bollo sui depositi titoli.

Il ministro dell Economia Giulio Tremonti
Il ministro dell Economia Giulio Tremonti
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COMMENTI

115 commenti su  1  2  3  4  5  6  7  8  9  10   pagine dal più vecchio | dal più recente
#115 compustela1860 (191) - lettore
il 09.08.11 alle ore 9:58 scrive:
ENOTRIA - I vitalizi rimangono, i costi dei collaboratori permangono, le diarie e le macchine blue con autista restano, le agavolazioni e privilegi non saltano...una tassa secca sui deputati e senatori non se ne parla. Ma questi partiti e parlamentari che non sono licenziati, che non soffrono la cassa integrazione che sono in senato fino a 90 anni e nelle camere assentemente presenti fino ad oltre 70 anni...che continuano a fare due ed anche tre professioni....si dovrebbero vergognare per non parlare dei comunisiti e cooperative che versano soldi ai loro partiti.....COMISSARIATELI TUTTI...ha ragione BONANNI...tagliate prima i costi della politica....senza buon esempio non si può procedere ad ulteriori sacrifici signori TREMONTI/BOSSI/BERLUSCONI/NAPOLITANO. Dulcis infundoTAGLIATE REGIONI, PROVINCIE, GOVERNATORI,PREFETTI,PARLAMENTARI A BRUXELLES....tanto non aveto capito che il debito è colpa vostra, dei presidenti, della corte dei conti, del CSM nel 1984 il nostro debito era già al 121%
#114 gianni59 (1785) - lettore
il 08.07.11 alle ore 2:17 scrive:
#82 giottin (1938)...mi permetto di farle un appunto. Se tutti punissimo questo governo votando a "sinistra" (che lei non voterà mai sapendo come agiscono) e poi votassimo tutti a "destra" se non fanno gli interessi del Paese (certo, non si può sempre accontentare tutti...anche il Duce nell'Agro Pontino "bastonò" i latifondisti), invece di limitarsi a restare (magari non votando) nel proprio alveo, questi politicantupolida4soldi forse non se ne starebbero con le mani in mano (quando va bene) sapendo di poter contare comunque sul loro bacino di voti...è quello che succede normalmente in tutto il mondo...
#113 abj14 (1333) - lettore
il 07.07.11 alle ore 10:10 scrive:
Mi attanaglia un dubbio al cui cospetto Amleto impallidirebbe. Alle prossime elezioni : 1) Non votare – 2) Votare Scheda Bianca – 3) Votare scrivendo sulla scheda qualche robusto pensierino di circostanza. Ognuno dei tre casi infatti inciderebbe sulle percentuali di Astensioni – Bianche – Nulle.
#112 meverix (1175) - lettore
il 07.07.11 alle ore 8:50 scrive:
Non so, gli effetti di questa manovra li vedremo negli anni a venire. Forse si poteva osare di più, forse è mancato un pò di coraggio. Introdurre altri tagli agli sprechi si fa ancora in tempo, con leggi ad hoc (diminuzione numero parlamentari, eliminare il doppio turno alle amministrative, abbassare gli stipendi dei parlamentari e intervenire sulle loro pensioni, abolizione o ridimensionamento delle province). Vedremo se si affronteranno certi temi, spero solo se ne abbia il coraggio e la voglia.
#111 Kupo (57) - lettore
il 07.07.11 alle ore 8:26 scrive:
Sono più che convinto che con la Sinistra al Governo, oggi saremmo messi come Grecia, Portogallo, o Spagna, ma con questa manovra si poteva dare un segnale forte!!! be questo obiettivo è stato mancato alla grande. Lega tu che fai??... prendi un po di VIAGRA e torna ad avercelo come una volta....!!
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