Marchionne l'ingrato (ma con la smentita)

Lascia perplessi l'uscita di ieri di Sergio Marchionne sulla necessità che in Italia serva una nuova leadership. Un'uscita da irresponsabili che poi è stata smentita

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Non saranno i mercati e la finanza a imporre i governi ai Paesi. Lo ha ricordato ieri il neosegretario del Pdl, Angelino Alfano, durante il suo intervento alla Camera. È un principio sacrosanto, anche se è vero che possono provarci. Per fare cosa? Gli affari loro, come hanno sempre fatto e sempre faranno. Non dimentichiamoci che questa crisi globale è nata per esclusiva colpa della finanza e dei mercati allegri. Un gruppo non piccolo di imbroglioni, egoisti ed arroganti ma sempre ben vestiti e riveriti dalla stampa libera e democratica (mai letta un’inchiesta su certe banche) ha truffato i risparmiatori e gli Stati. Così è nato il casino nel quale ci troviamo. Per di più con la beffa che abbiamo pure dovuto salvarli perché se il sistema bancario nazionale e internazionale fosse fallito ci saremmo trovati per strada da un giorno all’altro come è successo in Argentina. Ma per davvero, non come sostengono (è terrorismo mediatico) Bersani e Di Pietro a proposito dell’attuale situazione italiana. Da questo peccato originale non possono chiamarsi fuori neppure le grandi industrie e le multinazionali che nell’ultimo decennio hanno fatto profitti più con la finanza che con i prodotti. Guadagni facili che hanno indebolito la crescita e lo sviluppo ora invocati. Per questo lascia perplessi l’uscita di ieri di Sergio Marchionne, coraggiosa guida di Fiat, sulla necessità che in Italia serva una nuova leadership. Marchionne ha poi smentito in serata che si riferisse al governo italiano. Prendiamo atto di una retromarcia che sa di scuse rispetto a una uscita che in queste ore è da irresponsabili non solo nei confronti di Berlusconi ma dell’Italia intera. Vorremmo comunque ricordare un paio di cose. Per esempio che è decenni che il mondo non capisce alcune cose italiane, tipo come mai alla Fiat fu permesso fino ad Agnelli vivente e regnante di privatizzare gli utili (trovati poi su conti privati all’estero dove erano stati per lo più esportati in nero) e socializzare le perdite (aiuti di Stato, cassa integrazione, stabilimenti gratis). E forse, più di recente, all’estero sono rimasti sorpresi nel vedere per la prima volta una azienda privata, la Fiat di Marchionne appunto, liberarsi dal giogo Stato-sindacati per cercare di stare sul mercato in modo concorrenziale e quindi efficace. Se ciò è stato possibile, se Marchionne ce l’ha fatta a salvare Fiat, lo si deve anche, direi soprattutto, a questo governo e a questa leadership (Silvio Berlusconi) che rischiando l’impopolarità non è intervenuto nel durissimo braccio di ferro azienda-sindacati, come certamente avrebbero fatto altri esecutivi di altre maggioranze. Dare carta bianca e via libera al piano Marchionne non è avvenuto attraverso una legge, ma gli effetti sullo sviluppo e la tenuta del Paese sono stati infinitamente superiori a qualsiasi riforma. Marchionne vuole una nuova leadership? Si accomodi. O pensa a qualcuno dei suoi colleghi tecnici della finanza (quelli che hanno provocato, o quantomeno non evitato la crisi) che ci riempirebbero di tasse (che poi le auto chi le compra?) oppure è anche lui affascinato dalle sirene della sinistra. E poi voglio vederlo al tavolo delle trattative con Vendola, Di Pietro e Rosy Bindi. Meglio, molto meglio per tutti ( anche per Fiat) dare per buona la smentita.
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COMMENTI

68 commenti su  1  2  3  4  5  6  7  8  9  10   pagine dal più vecchio | dal più recente
#68 attilio baldan (830) - lettore
il 04.08.11 alle ore 19:46 scrive:
E' dagli anni Cinquanta che qualcuno sostiene che le Multinazionali, ciascuna con un fatturato pari al PIL dei 52 Paesi africani, prima o poi, sostituiranno i circa 200 Stati oggi rappresentati all'ONU. Naturalmente, dopo aver superato le ovvie resistenze locali, del tipo del "Jihad" islamica o delle "Leghe Nord" varie, a quello che il politologo Barber chiamava il futuro "McMondo". Ma, la vita sarà migliore, o peggiore di adesso? E le "Corporations" faranno guerre tra di loro, tra la Coca Cola e la Pepsi, o tra la IBM e la ITT, tra la BP e la Total, magari uccidendo i dipendenti delle altre? In ogni caso, se così fosse, auguri ai nostri nipoti.
#67 utentegiornale12 (269) - lettore
il 04.08.11 alle ore 18:26 scrive:
Ma che bambocciate: chiaro che Marchionne pensa quello che ha detto ieri. E non e' il solo: Marcegaglia e sindacati gli vanno dietro.
#66 frugolo (19) - lettore
il 04.08.11 alle ore 17:55 scrive:
..."il mondo non capisce la nostra confusione...non capisce cosa accade in Italia..."....Ma non e' che Marchionne e' "CONFUSO" lui stesso e non capisce l'Italia, avendo emigrato da Cugnoli e vissuto dai 14 anni a TORONTO- Canada'????....Sylvester (Canada').
#65 Giannirc (279) - lettore
il 04.08.11 alle ore 17:52 scrive:
Mi sembrate uno di quegli avvocati dei dead men walking. SENZA SPERANZE!!!! La barca affonda e la colpa è dei pesci che agitano l'acqua, non del capitano.
#64 jelena (521) - lettore
il 04.08.11 alle ore 17:14 scrive:
marchione andava espulso proprio dal paese perchè ha ricatato gli operai italiani, non lo avete fatto e quindi lui visto ciò che siete capaci di fare al vostro popolo adesso vi fà anche la pernachia, a proposito a berlusca gli deve precupare l ingratitudine di noi madri dei giovani italiani, e li che il popolo dell libertà blindate sara somerso di "ingratitudine".
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