Marketing Casini chiama a casa gli elettori: votateci

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Buste della spesa in mano, chiavi in fondo alla borsa e il telefono fisso che squilla oltre la porta di casa. Di corsa fino all'apparecchio. Appena si alza la cornetta, dall'altra parte una voce annuncia: «Salve, sono Pier Ferdinando Casini». È proprio il timbro del leader dell'Udc. Le nuove frontiere del marketing politico hanno scoperto il telefono: appelli registrati che invitano a votare alle elezioni di fine mese. La campagna telefonica è iniziata da pochi giorni ma sono già in tanti coloro che hanno ricevuto la «chiamata» alle armi dei capi di partito. E Casini, in particolare, si distingue: quando si trova in una città per motivi elettorali le chiamate le fa anche di persona. Ma l'iniziativa non piace a tutti. Tanto che c'è chi si lamenta per «molestie telefoniche» e per «violazione della privacy». Per le vittime c'è poco da fare. Se da una parte è necessario il consenso per inviare materiale elettorale via sms, e-mail, mms, telefonate preregistrate e fax, dall'altra il Garante della privacy ha previsto che siano utilizzabili i dati di coloro che abbiano partecipato a iniziative come raccolte di firme e referendum fornendo il loro assenso a ricevere comunicazioni elettorali. E se accanto al proprio nome sugli elenchi telefonici sono presenti i simboli che autorizzano al ricevimento di telefonate e di posta la telefonata è quasi scontata. E i voti in ballo? Secondo gli esperti cento telefonate valgono una preferenza.

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COMMENTI

1 commenti
#1 OSSERVATOREAZ (100) - lettore
il 16.03.10 alle ore 8:53 scrive:
Dove sia il problema non è chiaro. Davvero una bella notizia per tutti. Almeno per una volta non telefona qualcuno per vendere, questo compra. Suvvia, imparate le elementari regole del commercio. Casini? Vuoi il voto? Quanto mi dai? Magari lo paga pure bene.... :D :D :D
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