Martone ci ricasca, l'ultima? "Auto blu limite alla libertà"

Nel salotto televisivo di Maria Latella il viceministro del Lavoro si lascia sfuggire un'altra frase poco felice e facilmente fraintendibile

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Michel Martone? Ne ha detta un'altra delle sue. Il viceministro del Lavoro, secondo in carica dietro al ministro Elsa Fornero (non "la" Fornero) interviene a Sky Tg24 e nel salotto televisivo di Maria Latella si lascia scappare un'altra frase poco felice, che va a fare il paio con la considerazione sui giovani sfigati, non ancora laureati a 28 anni.

Il tema è quello del lavoro. I giovani, l'apprendistato, la riforma del mercato per mettere tutti in condizione di avere un lavoro non precario, il bonus malus, che premia la buona flessibilità. 

Poi la Latella si gioca la carta degli stipendi dei politici. Le riforme sono tante, dure e necessarie, come si continua a ripetere, ma dalle riforme qualcuno riesce a sfuggire senza tanta fatica. Si mette il tetto alla spesa della Pubblica Amministrazione, ma non agli stipendi dei politici. E non si capisce ancora quanto guadagnino quelli che ci governano, fatta eccezione per due o tre ministri del governo tecnico. La stessa domanda che ilGiornale ha fatto per lungo tempo e che martedì dovrebbe ricevere una risposta ufficiale.

E allora quanto guadagna Martone? 170 mila euro lordi, risponde il viceministro, che per amore di trasparenza aggiunge anche quello che possiede: una smart, una casa di proprietà. E un motorino che, da quando è vice ministro non può più utilizzare. Il motivo? Ha l'auto blu. E l'auto blu, assicura lui, è "una limitazione alla libertà". 

Niente di grave, per carità. Facile decontestualizzare le parole di Martone, scagliandosi sulla sua affermazione, ma il viceministro si riferiva al fatto che, vista la carica che ricopre, non può più muoversi con la stessa facilità di quando non aveva funzioni pubbliche da assolvere. Una dichiarazione sibillina che rischia di prestare il fianco a facili strumentalizzazioni.

Michel Martone
Michel Martone
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COMMENTI

29 commenti su  1  2  3  4  5  6   pagine dal più vecchio | dal più recente
#29 Stefano Rossi (130) - lettore
il 20.02.12 alle ore 9:07 scrive:
In pratica Andrea Cortellari conferma che la frase è equivocabile, "non è una cosa grave ma ci intingo anch'io il biscottino". E' vero non è una cosa grave, nemmeno questo articoletto è una cosa grave, una frecciatina innocua tra milioni di frecciatine innocue che il masochismo italiota ama infliggersi.
#28 eleonora 97 (2) - lettore
il 20.02.12 alle ore 8:36 scrive:
Mi dispiace che "Il Giornale" non abbia fatto questa volta un buon servizio a noi lettori: incuriosita dal titolo, ho cercato e trovato su internet l'intervista integrale della Latella a Martone. Ho potuto vedere e sentire finalmente Martone parlare del mondo del lavoro e chiarirci con problemi poco conosciuti (licenziamento collettivo ad esempio), ma dei 21 minuti di intervista solo pochi secondi erano dedicati all'uso del motorino e alla sua libertà rispetto a una macchina blu di servizio. Creare un caso o dare lo spunto per una polemica che non ha ragion d'essere in questo momento (eliminiamo la macchina blu, non considerando ragioni di sicurezza in questo particolare momento?) non credo sia utile e nessuno e, soprattutto, può essere fuorviante e creare reazioni come quella del lettore 305 che mi precede nei commenti. Grazie!
#27 isladecoco (77) - lettore
il 20.02.12 alle ore 7:35 scrive:
Rinunci all'auto blu. Nessuno potrà puntargli una pistola alla tempia se rifiutasse. E se ne vada a piedi o in sella al suo motorino. Lui ne guadagnerà in libertà personale. Noi in risparmio di pubblico denaro. Altrimenti stia zitto e smetta di fare l'ipocrita. La gente non è scema.
#26 Francesco Congiu (6) - lettore
il 20.02.12 alle ore 7:02 scrive:
se l'auto blu è una limitazione alla libertà (no è credibile, anzi...)basta lasciarla nei box cosi si risparmia tempo, traffico e denaro. Non credo sia un'obbligazione politica
#25 Runasimi (510) - lettore
il 20.02.12 alle ore 2:48 scrive:
C'è gente che non ha ancora capito cosa significhi in democrazia la libertà di stampa e di opinione. Se un qualsiasi signor Martone esprime una propria idea, per quanto opinabile sia, non si capisce perché un giornale non possa riportarla e commentarla. Forse sono gli ultimi nostalgici della Pravda o di pubblicazioni che parlino solo di un argomento. I baffoni di Stalin o la pelata di Mussolini.
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