Mauro a Ballarò, la Repubblica delle babbucce

Il riservato numero uno del quotidiano scende nell'arena di "Ballarò". Non per parlare di elezioni o di economia, ma della ragazza di Casoria. Una filippica nella fascia massima di ascolto per porre ancora le 10 domande al premier

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Ballarò coi lupi. Ezio Mauro vince la tradizionale ritrosia made in Cuneo e scende nell’arena tv. Si capisce: quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare. Eccolo lì, nel salotto di Giovanni Floris, su Raitre, fra Maurizio Crozza con lo scolapasta in testa, Franceschini che dice di non aver mai cavalcato la polemica su Noemi (ma va’ là) e la maschera trasfigurata di Marco Pannella, che ormai in tutte le trasmissioni viene imposto dall’alto come un comandamento divino (sempre al posto della povera Bonino, fra l’altro). Eccolo lì, fra un servizio un po’ fazioso e una domanda compiacente. Giacca blu, accento piemontese. È proprio lui, il superdirettore Mauro. Lui che non si vede quasi mai, lui che normalmente si sottrae a tutti i dibattiti, forse perché ritiene troppo futili argomenti come la crisi economica, l’immigrazione o le riforme istituzionali. Adesso finalmente ha trovato un tema che merita la sua partecipazione in diretta nazionale: Noemi. Si capisce: c’è da discutere di problemi fondamentali per il Paese: quando la ragazza è stata invitata alla sfilata di moda di Roma era accompagnata solo da papà Elio o anche da mamma Anna? È vero che papà Elio quella sera ha guardato una partita alla televisione con il maggiordomo Alfredo? E soprattutto: durante la passeggiata per il centro storico di Roma, in compagnia del premier, è vero o no che la famiglia Letizia acquistò un paio di babbucce?
Voi capite: da queste domande potrebbe dipendere il futuro del Paese. La nostra democrazia è in pericolo. E se invece delle babbucce avessero comprato, che so io, un pigiama a pois? E se invece che guardare la partita in televisione con il maggiordomo Alfredo, papà Elio fosse andato a mangiare la coda alla vaccinara in una trattoria di Trastevere? Ve ne rendete conto: saremmo alle soglie della crisi istituzionale, ci sarebbero i presupposti dell’impeachment. Il Noemigate avrebbe raggiunto il suo culmine.
Perciò, di fronte a una tale emergenza democratica, la Rai che poteva fare? Ovvio: concedere al potente direttore di Repubblica la tribuna di prima serata. Un assolo, proprio in principio di trasmissione, nella fascia di massimo ascolto. Fatevene una ragione, non poteva essere altrimenti: la Rai non viene forse mantenuta col denaro dei telespettatori? E i telespettatori non desiderano forse sapere tutto delle babbucce di Noemi e delle cartoline storiche di papà Elio? E vogliamo omettere qualche dettaglio sulla partita di calcio vista col maggiordomo Alfredo? Per esempio: c’erano o no le patatine? E le birre? Rutto libero? Temi di grande rilevanza mondiale, ça va sans dire. Brava Raitre, è questo il modo giusto per spendere il denaro pubblico.
Ezio Mauro, d’altra parte, come ospite è perfetto. Televisivamente un po’ rigido, ma preparato. Da qualche giorno, in effetti, la sua Repubblica fa le scarpe a Eva Express. I fedelissimi l’hanno ribattezzata Repubblichella 2000. Prima vedeva solo nero, adesso vede solo (cronaca) rosa. È un bel progresso: siamo passati dai racconti della catastrofe a quelli di Letizia, dal pianeta globale al piccolo mondo di Casoria. E nel passaggio epocale si sono scatenati i cronisti della meglio gioventù: a cominciare da Giuseppe D’Avanzo, uno che ha attraversato i grandi scandali della storia recente per finire a raccogliere le confidenze dell’ex fidanzato Gino. Triste fine, come dice Andrea Marcenaro: da SuperGladio a SuperGlande.
Tanto impegno dei neopaparazzi, però, non pare produrre frutti significativi. Non ci si improvvisa dei Fabrizio Corona in due giorni. E infatti anche le ultime pagine di Repubblichella 2000 dedicate ai gravi interrogativi del caso Noemi, sono piuttosto debolucce. Quali sarebbero le gravi bugie attribuibili a Berlusconi? Il premier ha più volte ripetuto, e ieri lo ha ribadito con un comunicato ufficiale, di non aver mai detto che il signor Letizia era autista dell’onorevole Craxi. Il primo incontro fra i due sarebbe avvenuto all’hotel Raphael, ma si trattò solo di una stretta di mano. Poi la vera conoscenza nel 2001, all’hotel Vesuvio di Napoli, quando Elio Letizia portò a Berlusconi libri e cartoline antiche; poi la morte del figlio Yuri, la lettera del Cavaliere, la visita dei signori Letizia a Roma... Repubblica non ci crede. Liberissima, naturalmente. Ma che cosa cambia per il Paese?
Dopo aver fatto a pezzi la vita privata di una diciottenne, dopo averla messa alla berlina in ogni modo, i segugi di Repubblichella 2000 sono riusciti ad appurare un’altra verità fondamentale per la storia patria: gli incontri fra Berlusconi e Noemi sono stati quattro. Tre alla presenza dei genitori della ragazza (lo shopping delle babbucce, la sfilata di moda a Villa Madama e la festa del Milan a Milano) e uno in Sardegna, per un Capodanno per una festa pubblica con decine di altre persone, parenti e amici del premier compresi. Ma adesso che l’abbiamo saputo, il problema è: che cosa ce ne facciamo? Soprattutto: che cosa ce ne importa? Anzi di più: perché ne stiamo parlando?
Semplice: ne stiamo parlando perché da giorni Repubblica e la sua dépendance (il Pd) rilanciano il tema, solo quello. Hanno impostato su di esso tutta la campagna elettorale. Che cosa non si fa quando si è a corto d’argomenti. Si finisce persino a discutere se Noemi sia illibata o no. E fino a che giorno è stata fidanzata con Gino. Ma il massimo del paradosso è che, dopo aver fatto tutto ciò, il quotidiano di Ezio Mauro accusa Berlusconi di aver costretto (lui!) Noemi e C a finire nel tritacarne del gossip. Proprio così. «La famiglia Letizia», scrive il quotidiano di Mauro, «sempre riservata e gelosa della sua privacy» viene obbligata da Berlusconi «ad affrontare la visibilità delle copertine dei settimanali e la curiosità dei media». Viene obbligata, avete capito? Da Berlusconi. Proprio così: Noemi viene obbligata da Berlusconi ad esporsi alla curiosità dei media... Non è paradossale? Le scrutano persino dentro le mutande e poi dicono che è colpa del premier. Se ci fosse un gran premio della Realtà Sovvertita, avrebbero già il podio assicurato.
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COMMENTI

135 commenti su 1  2  3  4  5  6  7  8  9   10   pagine dal più vecchio | dal più recente
#90 psicopompo (2) - lettore
il 27.05.09 alle ore 13:06 scrive:
quello che non si riesce a capire , è la totale assenza di dubbi che avete tutti nel voler difendere berlusconi, qualsiasi cosa egli faccia o dica trova il vostro appoggio, quest'uomo per voi non sbaglia mai , e se mente lo fa per essere libero di lavorare per noi.Ovviamente puo essere libero di fare quello che vuole nella sua vita , il problema è che la carica che ha non gli permette di mentire , e di sentirsi al di sopra della legge. Sarò censurato lo so ma almeno qualcuno che lavora in questo giornale lo leggerà
#89 Vasilij Grigorevič Zajcev (362) - lettore
il 27.05.09 alle ore 13:01 scrive:
#55 flordluna Il caldo fa male...fa molto male. La prossima volta che esce di casa...metta un cappellino in testa. Forse lei crede di sapere di Berlusconi più di quello che la stessa moglie sa? Suvvia...un po' di umiltà. Veramente la Lario non ha lanciato insinuazioni...ma ha fatto affermazioni e le due cose sono ben diverse. Poi se lei, a prescindere, prende le parti di "papi" beh il problema di cecità è solo suo. Lei sarebbe una di quelle che se trovasse Berlusconi a mangiare il cuore di un bambino al parco pubblico...strepiterebbe al complotto comunista...perchè solo i comunisti mangiano i bambini. #71 libero46: '46 è il suo anno di nascita? Se si, si spiega il suo concetto di moglie zerbino...ma sa...il mondo cambia.
#88 sandrob70 (56) - lettore
il 27.05.09 alle ore 13:00 scrive:
Ogni giorno, dico OGNI GIORNO, leggo Il Giornale, Il Corriere, Libero e Repubblica. E' una spesa assurda ma penso che sia indispensabile per capirci qualcosa. Comunque quello che si vede è la partigianeria di ognuno di questi. Voglio dire che Repubblica è sempre e incondizionatamenmte contro Berlusconi, Libero e Il Giornale sono sempre e incondizionatamente a favore di Silvio (mai una critica, neanche lieve) e contro i giornalisti che non ne parlano bene. Insomma io vorrei invitare tutti i lettori a riprenderci una cosa che a causa di queste letture idiote ci sta venendo meno: IL SENSO CRITICO. Silvio non è il diavolo (come sostiene Repubblica) ma davvero non sbaglia mai (come sostengono Libero e Il Giornale)? Forse andrebbe di volta in volta rilevato cio' che va bene e cio' che va male. Altrimenti diventiamo schiavi di una parte o, peggio, di un partito.
#87 secondome (410) - lettore
il 27.05.09 alle ore 12:55 scrive:
Un grazie al ministro Bondi che nella mia personale graduatoria politica, è sempre stato al primo posto per la sua educazione, coerenza e capacità lavorativa .In dieci minuti, insieme a Belpietro hanno smontato pezzo per pezzo tutta la squallida e vergognosa vicenda, voluta da il direttore di repubblica, che ha sguazzato per giorni, felice, in quella melma maleodorante, nutrendo così anche i suoi lettori senza un ben chè minimo dubbio, se il tutto era lecito. Grande Pannella sei mitico!
#86 giampietro (602) - lettore
il 27.05.09 alle ore 12:50 scrive:
Ezio Mauro nella gabbia dei leoni quante bugie, ora esce anche Gino ex fidanzato di Noemi ex galeotto, testimone attendibile? caro Ezio quanta cattiveria ti porti in cuore.
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Alessandro Sallusti
Gli Stati Uniti lo salutano come il "salvatore d'Europa", lui elogia Berlusconi "statista" ma poi sale in cattedra  continua..
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Siciliotti è quel signore biondo, con i capelli quasi più ridicoli...
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