Voi capite: da queste domande potrebbe dipendere il futuro del Paese. La nostra democrazia è in pericolo. E se invece delle babbucce avessero comprato, che so io, un pigiama a pois? E se invece che guardare la partita in televisione con il maggiordomo Alfredo, papà Elio fosse andato a mangiare la coda alla vaccinara in una trattoria di Trastevere? Ve ne rendete conto: saremmo alle soglie della crisi istituzionale, ci sarebbero i presupposti dell’impeachment. Il Noemigate avrebbe raggiunto il suo culmine.
Perciò, di fronte a una tale emergenza democratica, la Rai che poteva fare? Ovvio: concedere al potente direttore di Repubblica la tribuna di prima serata. Un assolo, proprio in principio di trasmissione, nella fascia di massimo ascolto. Fatevene una ragione, non poteva essere altrimenti: la Rai non viene forse mantenuta col denaro dei telespettatori? E i telespettatori non desiderano forse sapere tutto delle babbucce di Noemi e delle cartoline storiche di papà Elio? E vogliamo omettere qualche dettaglio sulla partita di calcio vista col maggiordomo Alfredo? Per esempio: c’erano o no le patatine? E le birre? Rutto libero? Temi di grande rilevanza mondiale, ça va sans dire. Brava Raitre, è questo il modo giusto per spendere il denaro pubblico.
Ezio Mauro, d’altra parte, come ospite è perfetto. Televisivamente un po’ rigido, ma preparato. Da qualche giorno, in effetti, la sua Repubblica fa le scarpe a Eva Express. I fedelissimi l’hanno ribattezzata Repubblichella 2000. Prima vedeva solo nero, adesso vede solo (cronaca) rosa. È un bel progresso: siamo passati dai racconti della catastrofe a quelli di Letizia, dal pianeta globale al piccolo mondo di Casoria. E nel passaggio epocale si sono scatenati i cronisti della meglio gioventù: a cominciare da Giuseppe D’Avanzo, uno che ha attraversato i grandi scandali della storia recente per finire a raccogliere le confidenze dell’ex fidanzato Gino. Triste fine, come dice Andrea Marcenaro: da SuperGladio a SuperGlande.
Tanto impegno dei neopaparazzi, però, non pare produrre frutti significativi. Non ci si improvvisa dei Fabrizio Corona in due giorni. E infatti anche le ultime pagine di Repubblichella 2000 dedicate ai gravi interrogativi del caso Noemi, sono piuttosto debolucce. Quali sarebbero le gravi bugie attribuibili a Berlusconi? Il premier ha più volte ripetuto, e ieri lo ha ribadito con un comunicato ufficiale, di non aver mai detto che il signor Letizia era autista dell’onorevole Craxi. Il primo incontro fra i due sarebbe avvenuto all’hotel Raphael, ma si trattò solo di una stretta di mano. Poi la vera conoscenza nel 2001, all’hotel Vesuvio di Napoli, quando Elio Letizia portò a Berlusconi libri e cartoline antiche; poi la morte del figlio Yuri, la lettera del Cavaliere, la visita dei signori Letizia a Roma... Repubblica non ci crede. Liberissima, naturalmente. Ma che cosa cambia per il Paese?
Dopo aver fatto a pezzi la vita privata di una diciottenne, dopo averla messa alla berlina in ogni modo, i segugi di Repubblichella 2000 sono riusciti ad appurare un’altra verità fondamentale per la storia patria: gli incontri fra Berlusconi e Noemi sono stati quattro. Tre alla presenza dei genitori della ragazza (lo shopping delle babbucce, la sfilata di moda a Villa Madama e la festa del Milan a Milano) e uno in Sardegna, per un Capodanno per una festa pubblica con decine di altre persone, parenti e amici del premier compresi. Ma adesso che l’abbiamo saputo, il problema è: che cosa ce ne facciamo? Soprattutto: che cosa ce ne importa? Anzi di più: perché ne stiamo parlando?
Semplice: ne stiamo parlando perché da giorni Repubblica e la sua dépendance (il Pd) rilanciano il tema, solo quello. Hanno impostato su di esso tutta la campagna elettorale. Che cosa non si fa quando si è a corto d’argomenti. Si finisce persino a discutere se Noemi sia illibata o no. E fino a che giorno è stata fidanzata con Gino. Ma il massimo del paradosso è che, dopo aver fatto tutto ciò, il quotidiano di Ezio Mauro accusa Berlusconi di aver costretto (lui!) Noemi e C a finire nel tritacarne del gossip. Proprio così. «La famiglia Letizia», scrive il quotidiano di Mauro, «sempre riservata e gelosa della sua privacy» viene obbligata da Berlusconi «ad affrontare la visibilità delle copertine dei settimanali e la curiosità dei media». Viene obbligata, avete capito? Da Berlusconi. Proprio così: Noemi viene obbligata da Berlusconi ad esporsi alla curiosità dei media... Non è paradossale? Le scrutano persino dentro le mutande e poi dicono che è colpa del premier. Se ci fosse un gran premio della Realtà Sovvertita, avrebbero già il podio assicurato.
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