domenica 01 giugno 2008, 09:00
"Mia zia Lina Merlin, la puritana
che 50 anni fa chiuse i bordelli"
Franca Cuonzo, rimasta orfana della mamma a 12 anni, fu adottata dalla leggendaria zia socialista, che ha sempre chiamato Mialina, "perché lei amava solo me e io amavo solo lei". Di quel 20 settembre 1958 ricorda un rogo...
Agli adolescenti che cosa si sente di consigliare in tema di sesso?
«Una distinta signora affrontò mia zia in pubblico: “Insomma! Lei vuol chiudere quelle case, ma se mio figlio ha determinati bisogni, che devo fare?”. E Mialina le rispose secca: “Trovi la figlia di una sua carissima amica che abbia gli stessi bisogni”. E santo cielo! Che aspettino. Guardi, io non sono contro l’amore. Ma quando insegnavo al liceo Tito Livio avevo il problema degli studenti che si passavano i messaggini erotici. Li ho avvertiti: se ne intercetto uno, o lo mando ai vostri genitori o ve lo faccio mangiare, scegliete voi. Un giorno ne beccai uno. Feci venire l’autore alla cattedra. Ingoiò il biglietto senza una parola. Più circolati foglietti».
Oggi con gli sms farebbe più fatica.
«Sono sempre stata molto decisa anche da studentessa. Diedi un esame con Concetto Marchesi, vecchio pomicione che si divertiva a mettere in imbarazzo le ragazze perbene costringendole a tradurre brani sconci. Prima di me era scappata via tutta rossa in viso una suorina, alla quale voleva far leggere ad alta voce la Coena Trimalchionis di Petronio. Ci provò anche con me. Benissimo, professore, tradurrò dal latino al greco, risposi. “Oh, ma è la prima volta che mi capita”, chiosò stupito. Arrivati al nome del sesso maschile scelsi trupanon, trapano. “Trupanon? Mai sentito”, si rivolse ai colleghi. E io: si vede che siete vecchi e non vi serve più. Mi diede 29».
Alcuni sostengono che la castità, più che un valore, è una perversione.
«Chi lo afferma è un pervertito. Dovrebbe farsi visitare da uno psicologo. Sarebbe come dire che il bene non esiste».
È davvero convinta che «le case di tolleranza fanno della donna una bestia da traffico» e che «i clienti sono uomini corrotti», come denunciava sua zia?
«Non profondamente. Ho anche conosciuto donne che lo fanno per naturale inclinazione».
Lei ha mai visto un postribolo?
«Dentro no. Però ho visto una banca. Magari il direttore non avrà un trupanon formidabile, ma è la stessa cosa».
Claudio Camola, che a Modena ha trasformato in albergo il casino della zia maîtresse, mi ha negato che le prostitute venissero sfruttate: «In un giorno guadagnavano quanto un’impiegata in un mese. Con vitto e alloggio gratuiti».
«Non è vero. Si pagavano il letto e anche le mutande. E infatti la legge Merlin annullò i loro debiti».
Il prosindaco di Treviso, Gianfranco Gentilini, dà ragione a Camola: «Facevano il mestiere che avevano scelto e stavano bene. Non erano schiave del sesso. La Merlin ha tolto alla maschia gioventù un punto di ritrovo».
«E gli ha dato tutti i fossi di questo mondo. Vadano a fossi. Mialina e io ci siamo mantenute con le lezioni di matematica e di francese. Traducevamo le guide turistiche per 5 misere lire».
Dino Buzzati scrisse sul Corriere della Sera che «la chiusura dei casini è una perdita per la cultura erotica pari all’incendio della biblioteca di Alessandria d’Egitto».
«Poaréto. Aveva studiato male la storia. Grande scrittore ma uomo mancato. Si vede che gli funzionava male il pirolino».
I sostenitori delle case di tolleranza affermano che i periodici controlli sanitari salvaguardavano l’igiene pubblica.
«Ma non dicano bestialità! C’erano 100 sfumature di sifilide. Che cosa vuole che servisse la visita del medico due volte a settimana in un Paese dove non sono manco capaci di farsi il bidet?».
In che senso?
«In francese bidet significa cavallino. Non ho ancora trovato un uomo o una donna che lo cavalchino dalla parte giusta. Poi fanno le acrobazie con le mani per afferrare il sapone dietro la schiena».