Migliaia di tassisti a Roma: "Chi non salta Monti è" Ma poi il fronte si spacca

Sulle licenze accordo lontano: la decisione scaricata sui sindaci. Cori e slogan contro la riforma. I conducenti della capitale accusati dai colleghi napoletani: "Tiepidi"

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Roma - Dentro Palazzo Chigi le trattative, fuori il clima plumbeo delle giornate nere. Giornata di freddo e furia per un migliaio di tassisti, che ieri a Roma hanno voluto vivere le ore fatidiche per il futuro della loro categoria e hanno cercato in tutti i modi di diventare protagonisti. In piazza conducenti romani e del resto d’Italia, ma soprattutto i napoletani che nelle ore precedenti al grande raduno romano avevano smobilitato il presidio durato giorni in piazza del Plebiscito, al centro del capoluogo campano, traslocando la loro rabbia per le strade della capitale. Rabbia che è esplosa come i tanti petardi portati da Napoli e hanno fatto da lugubre colonna sonora alla manifestazione.
Per ore i lavoratori e le loro auto bianche hanno fatto la spola tra il Circo Massimo, la capiente conca dove la protesta era stata indirizzata per minimizzare i problemi, e Palazzo Chigi, che di ora in ora è diventata l’epicentro delle proteste contro le liberalizzazioni minacciate da Monti. Qui centinaia di tassisti si sono installati sin dalla mattina, trasferendosi poi al Circo Massimo su richiesta dei loro rappresentanti per evitare che il clima diventasse troppo acre e ritornando nel tardo pomeriggio, molti a piedi dopo avere lasciato l’auto, per vivere l’incontro tra i loro rappresentati e gli esponenti del governo iniziato dopo le 18. Volevano far sentire al tavolo della trattativa la pressione psicologica della loro presenza, i lavoratori: e ci sono riusciti incessantemente con cori, slogan dedicati al presidente del Consiglio (sentiti: «Chi non salta Mario Monti è»; «Sapete solo rubare»; «Monti incompetente»), lanci di assordanti petardi e di fumogeni, con una rabbia e una violenza che hanno richiesto l’arrivo in forze di poliziotti in assetto antisommossa e trasformato per l’ennesima volta il centro di Roma in un’anticamera dell’inferno. «Ve bloccamo tutta Roma», la minaccia dei lavoratori, in parte mantenuta. Il tratto centrale di via del Corso è stato infatti più volte interrotto.
Toni accesi sin dalla mattinata, la furia di chi ha poco da perdere, voglia di ragionare poca. «Vi faremo la guerra», lo slogan più bellicoso. «Se tu liberalizzi, noi andiamo a rubare», si legge in uno dei cartelli. «Una licenza, un conducente, un salario, più territorialita», l’equazione che qualcuno ha elaborato su un altro. «Se liberalizzano sarà guerra civile - chiarisce il napoletano Umberto - soprattutto in una città come la nostra è impossibile. La legge potrebbe essere anche giusta, ma bisogna vedere dove e come applicarla. A Napoli siamo già in esubero: dovremmo essere 1600 e siamo 2400».
Ma il fronte non è compatto. Tutta la giornata è stata attraversata da un fil rouge di ostilità tra i tassisti napoletani e quelli romani, accusati dai primi di essere troppo tiepidi nella rivolta. I conducenti campani hanno fischiato e preso a calci e pugni le auto dei colleghi capitolini al lavoro non solo a largo Chigi. Al Circo Massimo un tassista romano che stava rilasciando un’intervista è stato aggredito verbalmente da un gruppetto di colleghi napoletani: «Siamo venuti da Napoli e abbiamo fermato le macchine! Dovevate fermarle pure voi!». Il romano ha reagito in modo colorito, spiegando poi: «Io prima aspetto l’esito dell’incontro con il governo e poi facciamo tutto quello che dobbiamo fare». Altri episodi simili alla stazione Termini, all’Eur, all’aeroporto di Fiumicino. «Ci dissociamo da alcuni spiacevoli episodi», l’imbarazzata presa di posizione di Loreno Bittarelli, presidente di Uritaxi e storico leader dei tassisti romani, e il segretario di Ciisa Taxi, Alessandro Atzeni. E in serata, davanti a Palazzo Chigi, scoppia anche la rissa. Calci e pugni tra colleghi al termine di una giornata da dimenticare.
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COMMENTI

17 commenti su  1  2  3  4   pagine dal più vecchio | dal più recente
#17 no b. (516) - lettore
il 18.01.12 alle ore 14:30 scrive:
#15 scriba: il tassista è un lavoro massacrante???????????? ma vaaaaaff.......lo va!!!!!
#16 cartastraccia (1200) - lettore
il 18.01.12 alle ore 14:10 scrive:
cosa si sta' aspettando a fare intervenire la celere e spaccare qualche cranio! se i tassinari hanno la testa dura e non capiscono che e' finita la pacchia e che la loro "licenza di derubare il cliente" e' cartastraccia bisogna imporgli il buonsenso a suon di manganellate elargite con energia e generosita' doviziosa.... basta!!!!!
#15 scriba (1152) - lettore
il 18.01.12 alle ore 14:06 scrive:
FORZA ITALIA TAXISTA. La politica di annientamento del lavoro autonomo e della piccola impresa, perseguita dal preside Mario-netta su diktat del peppone da Bettola, si scontra con la Resistenza dei tassisti e con il loro legittimo istinto di sopravvivenza. L' Italia che lavora e che ragiona è con questi perseguitati che fanno un lavoro massacrante e vengono insultati dai pepponi e dal codazzo di parassiti che rifiuta posti di lavoro che richiedono fatica preferendo vivere comodamente da precario-bamboccione, mantenuto un tanto a corteo e a commento sovietico. Se deve guadagnare uno stipendio il dipendente pubblico che se ne sta comodo comodo a girare foglietti sulla scrivania perchè il taxista dovrebbe fare la fame? Forza Italia taxista, resisti e vinci contro i nemici della libertà e dell' iniziativa privata.
#14 niklaus (530) - lettore
il 18.01.12 alle ore 12:35 scrive:
I tassisti piangono il morto, ma in realta' esercitano una professione ben retribuiita. La loro lobby l'ha tuttavia creata l'ingordigia dello stato che ha richiesto ingenti prezzi per le licenze. Il minimo che dovrebbe fare prima di liberalizzare sarebbe di rifondere (in contanti e non con patacche) i soldi sborsati per le licenze.
#13 liberopensiero77 (79) - lettore
il 18.01.12 alle ore 12:20 scrive:
Monti sta facendo le liberalizzazioni, in linea con quanto richiesto dalla BCE e con la lettera che Berlusconi ha inviato alla UE. Monti è chiaramente un liberale, ma i tassisti (che notoriamente si collocano politicamente soprattutto a destra) bollano il suo governo come comunista, immagino richiamandosi all'assurda e idiota tesi del "golpe" del "comunista" Napolitano, veicolata dalla stampa di destra, che personalmente non ho mai condiviso. Ecco quindi che una tesi inventata dalla stampa liberale per deleggittimare il governo, con scopi più che altro elettoralistici, si rivolta contro il liberismo stesso, e viene strumentalizzata contro le politiche liberali, allo stesso modo in cui la sinistra demonizzava Berlusconi. Meditate gente, meditate ...
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